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Auto usate – Il flop: Iveco Campagnola (2009)

di Marco Coletto -

Non chiamatela SUV. L’Iveco Campagnola é una fuoristrada dura e pura come poche altre. La base meccanica non é all’ultimo grido (mancano sia la scocca portante che le sospensioni a ruote indipendenti) mentre il motore é prontissimo fin dai bassi regimi. Nonostante lo scarso successo di pubblico ha mantenuto alto il valore sul mercato dell’usato: merito dei soli 499 esemplari disponibili in commercio. Scopriamo i pregi e i difetti.

ABITABILITÀ – I posti sono solo quattro ma per accedere a quelli posteriori bisogna passare dal… bagagliaio (non esiste un sistema per reclinare i sedili anteriori). Ottimo lo spazio per la testa, scarso quello per le spalle.

FINITURA – Gli interni sono parecchio spartani. La plancia é realizzata con plastiche rigide e poco gradevoli alla vista e non mancano parti di lamiera nell’abitacolo.

DOTAZIONE DI SERIE – L’antifurto, l’autoradio e il climatizzatore sono appena sufficienti. Il plus arriva dai sedili in pelle.

CAPACITÀ BAGAGLIAIO – Con tutti e quattro i posti occupati lo spazio latita (e oltretutto bisogna lasciare entrare e uscire i passeggeri posteriori). Abbattendoli la situazione migliora decisamente.

POSTO GUIDA – Difficile trovare la posizione ideale, visto che il volante non é regolabile e il sedile é sempre troppo avanzato.

CLIMATIZZAZIONE – L’impianto non conosce vie di mezzo: né nell’erogazione (o troppo potente o troppo poco) né nella temperatura. I passeggeri posteriori non ricevono abbastanza aria.

SOSPENSIONI – Persino quelle anteriori hanno molle a balestra. La vecchia Fiat Campagnola era decisamente più evoluta. E non é una battuta.

RUMOROSITÀ – Tutto provoca disturbo: gli ammortizzatori, il motore e l’aerodinamica. Potete pure buttare la radio offerta di serie…

MOTORE – Il 3.0 turbodiesel quattro cilindri da 177 CV e 400 Nm di coppia é il punto forte della vettura, nonostante l’eccessiva rumorosità. La spinta é già poderosa a quota 1.000 giri.

CAMBIO – La trasmissione manuale a sei marce comprende anche le ridotte. La leva tende ad impuntarsi e il pedale della frizione é durissimo. Un automatico sarebbe stato gradito…

STERZO – Lento, impreciso e pesante. Impossibile trovargli dei pregi.

PRESTAZIONI – Nonostante la possente spinta offerta dal motore lo scatto delude: molte rivali dirette appaiono più vivaci.

DOTAZIONE DI SICUREZZA – A parte l’ABS non c’é altro. Nemmeno gli airbag frontali.

VISIBILITÀ – A causa dei grandi montanti e della ruota di scorta posteriore sporgente parcheggiare può diventare un problema. La percezione degli ingombri é soddisfacente solo nella zona anteriore.

FRENI – Non aspettatevi gli spazi d’arresto di una SUV. A bordo della Campagnola bisogna avere tre occhi per prevenire ed evitare qualsiasi stop improvviso.

TENUTA DI STRADA – Il bloccaggio del differenziale posteriore consente di affrontare qualsiasi ostacolo in fuoristrada. Su asfalto é sconsigliata a causa del baricentro alto, dello sterzo poco rassicurante e dell’assenza di controlli elettronici.

PREZZO – Da nuova costava 36.745 euro. Oggi si trova a circa 27.500 euro, quanto una Toyota RAV4 2.2 D-4D appena uscita dal concessionario.

TENUTA DEL VALORE – Eccellente, nonostante i numerosi difetti della vettura e lo scarso interesse da parte del pubblico. Il motivo sta nei 499 esemplari realizzati: le edizioni limitate fanno sempre gola.

CONSUMO – 9 chilometri con un litro dichiarati sono tantissimi, senza se e senza ma.

GARANZIE – La copertura globale scade quest’anno. Fate molta attenzione al mese di immatricolazione.

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