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Volkswagen Passat Variant: il test

di Marco Coletto -

La Volkswagen Passat Variant 2.0 TDI 170 DSG 4motion è la più cara nel listino della station wagon di Wolfsburg. I suoi punti di forza sono il cambio automatico a doppia frizione e la trazione integrale, utili per affrontare qualunque tipo di tragitto. La prova completa su Panoramauto di aprile.

In condizioni normali il 90% della coppia è concentrato sull’asse anteriore ma è capace di trasferire dal lato opposto fino all’80% della forza: una buona notizia per chi ha a cuore sia il piacere di guida (la spinta del motore è oltretutto poderosa fin da 1.800 giri) che la sicurezza. Nonostante le quattro ruote motrici e la trasmissione sequenziale i consumi sono soddisfacenti: guidando tranquillamente si riescono a percorrere circa 18 km/l.

L’abitacolo è stato realizzato per coccolare il guidatore e i passeggeri: il posto guida è ben realizzato (il volante e i sedili sono regolabili millimetricamente), il divano posteriore delude solo nel posto centrale un po’ stretto e la silenziosità è garantita da fogli trasparenti e fonoassorbenti tra i cristalli. Il bagagliaio è ampio e consente di trasportare anche grandi carichi.

Attingendo al ricco listino degli optional è possibile portarsi a casa una serie di interessanti dispositivi elettronici come il Park Assist (che muove automaticamente il volante durante le manovre di parcheggio), l’avvisatore di stanchezza e gli indicatori di superamento accidentale della linea di demarcazione della carreggiata e dell’arrivo di una vettura nell’angolo cieco. Senza dimenticare il Cruise control attivo: mantiene la velocità impostata ma può anche rallentare e frenare se si scende sotto la distanza minima di sicurezza.