Alberto Ascari
  • pubblicato il 05-09-2014

Alberto Ascari, l'ultimo campione del mondo italiano di F1

Storia del pilota lombardo, scomparso tragicamente a Monza nel 1955

Alberto Ascari è senza ombra di dubbio il pilota italiano più forte di sempre: ha conquistato due Mondiali F1 ed è stato l’ultimo iridato in questa categoria proveniente dal nostro Paese. Scopriamo insieme la storia di questo “figlio d’arte”, scomparso tragicamente a Monza nel 1955 e capace di ottenere risultati migliori - anche fuori dal Circus - di quelli del padre Antonio, altrettanto talentuoso alla guida.

Alberto Ascari: la storia

Alberto Ascari nasce il 13 luglio 1918 a Milano (Italia). Orfano di padre (Antonio, uno dei più grandi piloti degli anni Venti, scompare in un incidente nel 1925) dall’età di sette anni, decide di seguire le sue orme e debutta nelle corse - quelle motociclistiche, però - nel 1936. La prima vittoria arriva quasi subito - il 4 luglio dello stesso anno - sul Circuito del Lazio.

La carriera con le due ruote prosegue per tutti gli anni Trenta: nel 1937 porta a casa la Biella-Oropa mentre l’anno successivo viene ingaggiato dalla Bianchi come pilota ufficiale.

Il passaggio alle quattro ruote

L’esordio di Alberto Ascari in una competizione automobilistica risale al 1940: prende parte alla Mille Miglia al volante di una Auto Avio fornitagli da Enzo Ferrari ma è costretto al ritiro dopo essere stato in testa al termine del primo giro.

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale mette temporaneamente fine alla carriera di Alberto: durante il conflitto si occupa della riparazione di mezzi militari nella sua officina e in società con l’amico Luigi Villoresi (anch’esso pilota, che nel dopoguerra gli procura un contratto con la Maserati) fornisce benzina all’esercito italiano.

Il dopoguerra

Alberto Ascari torna a correre sul circuito di Modena nel 1947: porta al debutto la Maserati A6 GCS e sale sul gradino più alto del podio. Il primo successo in F1 - in una gara minore - arriva il 27 giugno 1948 al GP di Sanremo.

Nel mese di luglio viene chiamato dall’Alfa Romeo per rimpiazzare Achille Varzi (scomparso pochi giorni prima) nel GP di Francia ma rientra subito dopo a vestire i colori del Tridente portando a casa la Coppa Acerbo.

L’incidente e la Ferrari

La stagione 1949 si apre con la vittoria di Alberto Ascari a Buenos Aires ma un paio di mesi dopo in Brasile il pilota milanese è vittima di un brutto incidente nel quale riporta la frattura di una scapola.

Dopo aver firmato un contratto con la Ferrari inizia a correre con la Scuderia di Maranello già a partire da luglio conquistando i primi due GP importanti della sua carriera: quello della Svizzera e quello d’Italia.

Il Mondiale F1

Alberto Ascari prende parte al Mondiale F1 1950, la prima stagione di sempre, al volante della Ferrari: conquista un secondo posto al debutto a Monte Carlo e ottiene la piazza d’onore anche a Monza (in coppia con Dorino Serafini).

Nel 1951 tenta nuovamente di vincere la Mille Miglia, sempre con una Rossa, ma viene accusato di omicidio colposo (assolto con formula piena nel 1954) quando durante un tratto in notturna investe e uccide uno spettatore. Decisamente migliore la stagione in F1, terminata al secondo posto nella classifica generale grazie a due successi in Germania e in Italia.

Il primo titolo iridato

Alberto Ascari diventa campione del mondo F1 nel 1952 e porta alla Ferrari il primo titolo iridato della sua lunga storia. Salta il primo GP (quello della Svizzera) per prepararsi alla tappa di Indianapolis (conclusasi con un ritiro) ma nelle restanti sei corse (Belgio, Francia, Gran Bretagna, Germania, Olanda e Italia) sale sul gradino più alto del podio surclassando gli avversari.

Il secondo (e ultimo) mondiale

Il secondo titolo per Ascari arriva l’anno successivo: trionfa in Argentina, salta Indianapolis e domina anche in Olanda e in Belgio mentre nella seconda parte della stagione porta a casa altri due successi (in Gran Bretagna e Svizzera) ma deve lottare più del previsto contro Juan Manuel Fangio.

Nel 1953 Alberto Ascari si fa valere anche nelle gare extra F1 andando a vincere - in coppia con Nino Farina - la 1.000 km del Nürburgring.

L’avventura Lancia

Ascari lascia la Ferrari nel 1954 per passare alla Lancia e inizia subito a vincere conquistando la Mille Miglia. La Casa torinese non ha ancora terminato la monoposto di F1 e quindi il driver milanese si ritrova costretto a correre in Francia e in Gran Bretagna con una Maserati e in Italia con la Rossa (tre ritiri). La D50 esordisce nell’ultima gara stagionale - in Spagna - ma abbandona la corsa dopo soli dieci giri per un guasto alla frizione.

Il 1955 e la morte

L’ultimo anno di vita di Alberto Ascari - il 1955 - non inizia nel migliore dei modi. Nella prima gara del Mondiale F1, in Argentina, esce di pista a causa di una macchia d’olio mentre a Monte Carlo finisce addirittura in mare in seguito ad un pauroso incidente.

Quattro giorni più tardi - il 26 maggio 1955 - mentre si trova nella sua casa di Milano riceve una telefonata dai colleghi (e amici) Villoresi e Eugenio Castellotti che lo invitano a recarsi sul circuito di Monza dove stanno testando una Ferrari. Alberto chiede di poter guidare la vettura ma dopo tre giri perde il controllo del mezzo (in circostanze mai chiarite), che sbanda e si capovolge.

Alberto Ascari muore sul colpo schiacciato dalla Ferrari 750: in seguito alla sua scomparsa la Lancia si ritira dal mondo delle corse e cede tutto il suo materiale alla Scuderia di Maranello.

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