• pubblicato il 29-11-2013

Alfa Romeo Giulia GTA: la regina del Turismo

di Marco Coletto

Storia sportiva della mitica coupé del Biscione, più volte campionessa europea

Per chi è stato giovane tra gli anni Sessanta e Settanta l’Alfa Romeo Giulia GTA è una vettura mitica quanto la Lancia Fulvia Coupé che correva nei rally. Tra il 1966 e il 1972 la sportiva del Biscione ha infatti conquistato nove campionati europei Turismo (quattro Piloti e cinque Costruttori). Scopriamo insieme la storia agonistica di questa vettura.

Alfa Romeo Giulia GTA: la storia

L’Alfa Romeo Giulia GTA - realizzata dall’Autodelta (reparto corse della Casa lombarda) - viene presentata ufficialmente al Salone di Amsterdam del 1965. La versione da gara monta un motore 1.600 a benzina da 170 CV e pesa 245 kg in meno della Giulia GT da cui deriva: merito della carrozzeria in Peraluman (lega di alluminio e magnesio), dei vetri in plexiglas e dell’eliminazione del paraurti, dei sedili di serie e dei finestrini discendenti.

1965

La GTA debutta ufficialmente alla Trento-Bondone del 1965 mentre l’esordio nel Campionato Europeo Turismo avviene in Austria con Andrea de Adamich. Il primo podio arriva pochi giorni più tardi, con il secondo posto di Roberto Bussinello a Snetterton (Regno Unito).

1966

Nel 1966 arrivano i primi titoli nella serie Division 2 (cilindrate comprese tra 1.001 e 2.000 cc): de Adamich - primo a Monza (in una gara caratterizzata da sette Alfa Romeo Giulia GTA nelle prime sette posizioni), al Nürburgring (Germania), a Snetterton e a Zandvoort (Olanda) - si aggiudica il campionato Piloti e anche la vittoria di Enrico Pinto a Budapest (Ungheria) permette al Biscione di conquistare l’Europeo Costruttori.

1967

Nel 1967 la Casa lombarda bissa entrambi i titoli: de Adamich sale sul gradino più alto del podio a Zolder (Belgio), Oulton Park (Regno Unito) e Budapest mentre altri successi arrivano da “Nanni” Galli ad Aspern (Austria) e dal francese Lucien Bianchi al Nürburgring.

In quell’anno vengono realizzati alcuni esemplari dell’Alfa Romeo Giulia GTA denominati SA (SovrAlimentata). La potenza aumenta - 220 CV - ma diminuisce l’affidabilità: la vettura tende spesso a prendere fuoco per via delle perdite d’olio della pompa ad alta pressione.

1968

Per incrementare le vendite viene realizzata la variante GTA della 1300 Junior, dotata di un propulsore 1.3 da 165 CV, ma dal punto di vista sportivo non arriva nessun risultato rilevante.

1969

Nonostante i quattro anni di età l’Alfa Romeo Giulia GTA 1600 continua a dominare: Spartaco Dini supera tutti ad Aspern e diventa campione continentale e anche il Biscione porta a casa un altro titolo in Division 2.

1970

Sulla base della 1750 GTV nasce la GTAm (dove “m” sta per “maggiorata”): monta un motore 2.0 da 220 CV a iniezione e si presenta con una carrozzeria più larga, con un assetto più rigido e con pneumatici più grandi.

Al volante dell’Alfa Romeo Giulia GTA l’olandese Toine Hezemans - primo a Monza, Budapest, Brno (Cecoslovacchia) e Jarama (Spagna) - si aggiudica il titolo Piloti assoluto e non vanno sottovalutati i successi di de Adamich al Nürburgring e di Gianluigi Picchi a Zandvoort.

1971

Nasce una nuova GTAm - questa volta basata sulla 2000 GTV - più pesante della 1750 ma anche più potente (240 CV). Il titolo Costruttori per l’Alfa arriva però grazie alla piccola 1300: Picchi prevale a Salisburgo (Austria), Brno e Zandvoort mentre Hezemans domina a Monza.

1972

L’ultima annata vincente per l’Alfa Romeo Giulia GTA è contraddistinta da un altro campionato europeo Costruttori ottenuto grazie alla 1300 resa più potente (180 CV, merito dell’iniezione meccanica e delle 16 valvole) e portata al successo da Carlo Facetti a Salisburgo e da Picchi a Brno.

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