• pubblicato il 03-10-2014

Audi R18 TDI: l'ultima "non ibrida" a vincere a Le Mans

Storia dell'auto che ha conquistato una delle più belle 24 Ore di sempre, quella del 2011

L’Audi R18 TDI è un’auto da corsa recente - il progetto risale a soli tre anni fa - eppure ha già un posto di riguardo nella storia del motorsport. Questa vettura è stata infatti l’ultima “non ibrida” ad aggiudicarsi la mitica 24 Ore di Le Mans (oltretutto in una delle edizioni più belle di sempre, quella del 2011). Scopriamo insieme la storia di questo modello.

Audi R18 TDI: la storia

L’Audi R18 TDI viene presentata ufficialmente il 10 dicembre 2010. I numerosi cambiamenti imposti alle Case per prendere parte alla 24 Ore di Le Mans 2011 portano parecchie modifiche tecniche rispetto all’antenata R15 TDI plus (trionfatrice in Francia nel 2010): le più rilevanti riguardano il motore  - un 3.7 turbodiesel V6 da 550 CV (che rimpiazza il precedente 5.5 V10) - e la carrozzeria chiusa anziché aperta per migliorare l’aerodinamica (scelta tecnica che la Casa tedesca non adottava dal 1999 con la R8C).

Il debutto in gara risale al 7 maggio 2011 in occasione della 6 Ore di Spa-Francorchamps: l’annata nella serie ILMC (Intercontinental Le Mans Cup) non è delle più esaltanti (il titolo viene vinto dalla Peugeot) ma l’unica vittoria stagionale arriva proprio nella gara più importante.

La 24 Ore di Le Mans 2011

L’Audi schiera tre R18 TDI alla 24 Ore di Le Mans 2011: la numero 1 è guidata da un equipaggio composto dai tedeschi Timo Bernhard e Mike Rockenfeller e dal francese Romain Dumas, la numero 2 dallo svizzero Marcel Fässler, dal tedesco André Lotterer e dal francese Benoît Tréluyer e l'auto numero 3 (gestita dal Team North America e non, come le altre due, dal Team Joest) dal nostro Dindo Capello, dal danese Tom Kristensen e dal britannico Allan McNish.

La vettura tedesca deve lottare per la vittoria contro la Peugeot 908: la sportiva transalpina, più lenta ma meno assetata di carburante, può percorrere più giri con un pieno di gasolio e per questo motivo i piloti della Casa dei quattro anelli devono puntare sulle prestazioni per salire sul gradino più alto del podio.

L’Audi R18 TDI numero 2 conquista la pole position (la prima per la Casa teutonica dopo cinque anni), seguita dalla numero 1. La 3 si deve invece accontentare della quinta posizione in griglia.

Dopo soli 14 giri le cose si mettono male per il team di ingolstadt: l’auto numero 3 guidata da McNish si trova già in seconda posizione ma deve ritirarsi dopo un incidente con la Ferrari 458 Italia di Anthony Beltoise. All’ottava ora si schianta invece la numero 1 pilotata da Rockenfeller: l’urto è talmente violento che la safety-car rimane in pista per ben due ore (e si ritrova oltretutto a dover fare rifornimento di carburante).

Le numerose interruzioni della gara permettono all’Audi R18 TDI di attenuare il divario con la Peugeot per quanto riguarda i consumi e la corsa si decide negli ultimi pit-stop: Lotterer taglia il traguardo per primo, la 908 arriva con un ritardo di poco meno di 14 secondi (13.854, per la precisione).

Grazie a questo successo la Casa dei quattro anelli ottiene la decima vittoria alla 24 Ore di Le Mans staccando così la Ferrari ferma a nove e posizionandosi al secondo posto tra le Case più vincenti dietro alla Porsche.

Audi R18 TDI: l'ultima "non ibrida" a vincere a Le Mans

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