Amarsport

Carlo Chiti, ingegneria e passione

Storia di uno dei principali protagonisti del motorsport italiano, campione del mondo con Ferrari e Alfa Romeo

Carlo Chiti è stato indubbiamente uno dei principali protagonisti del motorsport italiano: l’ingegnere toscano è stato infatti campione del mondo con la Ferrari (in F1) e con l’Alfa Romeo (nel Mondiale Sportprototipi) e ha fondato la ATS e la Autodelta. Scopriamo insieme la sua storia.

Carlo Chiti, la biografia

Carlo Chiti nasce a Pistoia il 19 dicembre 1924 e dopo aver conseguito la laurea in ingegneria aeronautica presso l’Università di Pisa entra in Alfa Romeo e nel 1952 viene assegnato al reparto corse del Biscione.

L’era Ferrari

Nel 1957 viene chiamato alla Ferrari per seguire il progetto della rivoluzionaria monoposto 156 a motore posteriore ma dopo soli quattro anni (e dopo aver vinto tre Mondiali F1 – due Piloti e uno Costruttori – e tre titoli iridati Sportprototipi) lascia il Cavallino insieme a Romolo Tavoni e ad altri tecnici e progettisti come Giotto Bizzarrini e fonda la ATS. Sempre nel 1961 debutta la 246 SP progettata da Chiti, la prima Ferrari di sempre a motore centrale.

L’avventura ATS

L’avventura di Carlo Chiti con la ATS (Automobili Turismo e Sport) – azienda specializzata nella realizzazione di sportive stradali e auto da corsa – dura solo dal 1962 al 1965 e non si rivela particolarmente fruttuosa: le monoposto emiliane corrono in F1 nel biennio 1963/1964 e ottengono come miglior piazzamento nel Circus un misero 11° posto.

Il ritorno in Alfa

Chiti nel 1963 torna in Alfa Romeo e fonda l’Auto Delta: una società creata per preparare vetture del Biscione destinate alle gare ribattezzata Autodelta nel 1964 e dal 1966 inglobata nel reparto corse della Casa lombarda.

Le più grandi soddisfazioni per Carlo Chiti con il marchio milanese arrivano negli anni ’70: nel 1975 arriva il primo Mondiale Sportprototipi, nel 1976 l’Alfa torna a fornire motori di F1 e l’anno successivo arriva il secondo titolo iridato con le Sport.

Risale al 1979 il ritorno dell’Alfa Romeo in F1 come costruttore dopo 28 anni di assenza ma i risultati tardano ad arrivare (6° posto nel 1983 come miglior piazzamento in classifica nel Mondiale Costruttori).

Gli ultimi anni

Nel 1985 Carlo Chiti lascia l’Alfa Romeo e fonda la Motori Moderni, azienda che per tre anni fornisce propulsori di F1 a Minardi e AGS. Cinque anni più tardi progetta invece per la Subaru un’unità 3.5 12 cilindri boxer aspirata che però non riesce a prendere parte ad alcun GP. Chiti scompare a Milano il 7 luglio 1994.

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