Elio De Angelis
  • pubblicato il 15-05-2016

Elio De Angelis, l'ultima vittima italiana della F1

Storia del pilota romano, scomparso esattamente 30 anni fa

Elio De Angelis - l’ultimo pilota italiano morto al volante di una F1 - è scomparso esattamente trent’anni fa sul circuito francese di Le Castellet. Scopriamo insieme la storia di uno dei driver più talentuosi degli anni ’80.

Elio De Angelis: la storia

Elio De Angelis nasce il 26 marzo 1958 a Roma. Di famiglia ricca (il padre Giulio - campione di motonautica - è un noto costruttore) inizia a farsi notare con i kart diventando campione italiano 100 nella categoria 2 nel 1974 e vicecampione del mondo nella categoria 100 l’anno seguente.

Le F3

Anche con le monoposto Elio convince: nel 1977 si aggiudica infatti il titolo italiano davanti a Piercarlo Ghinzani e l’anno successivo conquista il prestigioso GP di Monaco davanti a Siegfried Stohr.

Il debutto in F1

Elio De Angelis debutta in F1 nel 1979 come pilota pagante nella scuderia britannica Shadow: più veloce del compagno olandese Jan Lammers, sorprende tutti conquistando un quarto posto nell’ultima gara stagionale (USA Est).

Il passaggio in Lotus

Il fondatore della Lotus Colin Chapman è talmente impressionato dalle prestazioni del pilota romano che per averlo nel suo team paga una lauta penale alla Shadow. Elio non delude le aspettative e con la nuova monoposto conquista il primo podio in carriera alla seconda gara stagionale (2° in Brasile) e nel corso dell’anno risulta più rapido di due compagni molto talentuosi: lo statunitense Mario Andretti e il britannico Nigel Mansell.

Nel 1981 De Angelis è ancora più rapido di Mansell (miglior piazzamento 4° in Italia) ma è nel 1982 che diventa una delle stelle più brillanti del Circus: vince la prima corsa in carriera (in Austria) e fa nuovamente meglio di Mansell (in Francia, però, si ritira, a differenza del coéquipier britannico Geoff Lees).

La crisi

Alla fine del 1982 la scomparsa di Colin Chapman (che considera Elio De Angelis come un figlio) segna il pilota laziale, che deve oltretutto fare i conti - nel 1983 - con una monoposto poco competitiva penalizzata dall’addio ai motori Ford Cosworth e dall’arrivo dei propulsori Renault.

Per tutto l’anno ottiene risultati meno convincenti di quelli di Mansell e si limita a portare a casa una pole position in Gran Bretagna (la prima in carriera) e un quinto posto in Italia.

Il ritorno

Nel 1984 si assiste alla rinascita di Elio De Angelis e alla sua migliore stagione: terzo nel Mondiale grazie a ben quattro podi - 2° a Detroit e 3° in Brasile (con pole), a San Marino e a Dallas - e costantemente più veloce di Mansell.

La rivalità con Senna

L’arrivo di Ayrton Senna in Lotus nel 1985 incide negativamente sulle prestazioni di Elio: la vittoria a San Marino (dovuta alla squalifica di Alain Prost), i due terzi posti in Brasile e a Monte Carlo e la pole position in Canada non eguagliano i mirabolanti risultati ottenuti con la stessa vettura dal driver brasiliano.

L’ultimo anno

Elio De Angelis passa alla Brabham l’anno seguente ma dopo i primi quattro GP stagionali il driver romano ottiene un misero ottavo posto in Brasile (il compagno Riccardo Patrese riesce invece ad andare a punti).

Il 15 maggio 1986 - durante dei test sul circuito Paul Ricard di Le Castellet in Francia - Elio De Angelis perde il controllo della propria monoposto in seguito al cedimento dell’alettone posteriore mentre si trova ad una velocità di 270 km/h. Si schianta e muore tra le fiamme intrappolato nell’abitacolo.

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