Ferrari 156
  • pubblicato il 18-07-2014

Ferrari 156: la F1 bella e vincente

Storia di una delle monoposto più affascinanti di sempre, che ha contribuito a portare al Cavallino tre mondiali

La Ferrari 156 non è solo una delle F1 più belle di sempre ma anche una delle più vincenti. Nella prima metà degli anni Sessanta questa monoposto ha rivoluzionato il Circus conquistando tre titoli iridati (tra cui i primi due Mondiali Costruttori della Scuderia di Maranello) e mettendo fine allo strapotere dei team britannici. Scopriamo insieme la sua storia.

Ferrari 156: la storia

Il progetto della 156 prende forma a cavallo tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60: le monoposto del Regno Unito, grazie al motore posteriore (che consente di ridurre il peso della trasmissione e di avere una migliore aerodinamica), dominano sui circuiti di tutto il mondo e costringono la Ferrari a puntare su questa nuova soluzione tecnica.

Carlo Chiti si occupa di realizzare la vettura basandosi su due monoposto utilizzate l’anno precedente rivelatesi ancora poco competitive (la 246P e la 156P) e per quanto riguarda il motore decide di adattare alla F1 il già noto propulsore “Dino” 1.5 V6 (con angolo tra le bancate di 65°) da F2.

Viene incrementato l’alesaggio e ridotta la corsa mentre la scelta di adottare una nuova testata sulla Ferrari 156 consente di aumentare la potenza da 180 a 185 CV. Nello stesso tempo viene sviluppato un altro propulsore con l’aiuto di Mauro Forghieri: un altro 1.5 V6 con angolo di 120° più leggero e più potente (190 CV). Il caratteristico frontale “shark nose” (a muso di squalo) della monoposto emiliana è composto da due enormi prese d’aria che hanno il compito di raffreddare il radiatore, montato in posizione anteriore.

1961

La 156 debutta in gara il 14 maggio 1961 al GP di Monaco e occupa due gradini del podio con due piloti statunitensi: Richie Ginther (2°) e Phil Hill (3°). Il primo successo arriva una settimana dopo in Olanda con il tedesco Wolfgang von Trips (trionfatore anche in Gran Bretagna e deceduto a Monza) mentre è Hill a conquistare il Mondiale Piloti grazie a due vittorie in Belgio e in Italia. Degno di nota anche l’exploit di Giancarlo Baghetti, sul gradino più alto del podio in Francia nel suo primo GP disputato. Grazie a questi risultati la Ferrari conquista il primo Mondiale Costruttori della sua storia.

1962

Lo sviluppo della 156 subisce un brusco arresto quando Carlo Chiti abbandona la Ferrari per fondare la ATS. La monoposto porta al debutto un nuovo cambio a sei marce anziché cinque ma non riesce ad essere competitiva come l’anno precedente: nessuna vittoria e solo quattro podi. Il miglior piazzamento arriva da Hill, secondo a Monte Carlo.

1963

Nonostante l’età “avanzata” la monoposto del Cavallino si rivela più convincente rispetto alla stagione precedente: i podi totali sono solo tre ma arriva una vittoria con John Surtees in Germania.

1964

Nell’ultimo anno di attività la Ferrari 156 continua a stupire con Lorenzo Bandini, terzo in Austria e sul gradino più alto del podio in Austria. Grazie anche a questi risultati arriva il secondo Mondiale Costruttori per la Rossa.

Ferrari 156: la F1 bella e vincente

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