• pubblicato il 16-10-2015

Jackie Stewart: il miglior pilota britannico di sempre

È l'unico driver del Regno Unito ad aver conquistato tre Mondiali di F1: un primato che può essere eguagliato quest'anno da Hamilton

Jackie Stewart è indubbiamente il più forte pilota britannico di sempre: per il momento è l’unico driver del Regno Unito ad aver conquistato tre Mondiali F1 (1969, 1971, 1973), un primato che verrà molto probabilmente raggiunto quest’anno da Lewis Hamilton (che però è stato una sola volta - anziché due - vicecampione iridato). Scopriamo insieme la storia dello “scozzese volante”, uno dei driver che più si è battuto per migliorare la sicurezza nel Circus.

Jackie Stewart: la storia

Jackie Stewart nasce l’11 giugno 1939 a Milton (Regno Unito). Figlio di un rivenditore di automobili, fratello minore di Jimmy (che nel 1953 prende parte al GP di Gran Bretagna di F1) e appassionato di motori fin da ragazzo, abbandona presto gli studi (è dislessico ma lo scoprirà solo in tarda età) e inizia a lavorare in officina cimentandosi con successo in uno sport molto lontano dal mondo delle corse: il tiro a volo.

Le prime gare

All’inizio degli anni ’60 inizia a farsi notare nell’ambiente del motorsport: nel 1963 conquista il primo successo in una gara Sport sul circuito di Oulton Park con una Cooper e nel 1964 domina il campionato britannico di F3 al debutto (sette GP vinti su dieci) surclassando il connazionale John Taylor.

Il debutto in F1

Jackie Stewart debutta nel Mondiale F1 nel 1965 con la BRM e sorprende tutti: va a punti nella prima gara (6° in Sudafrica), sale sul podio nel secondo GP (3° a Monte Carlo) e vince in Italia terminando l’anno in terza posizione (ma dietro al compagno di squadra, il britannico Graham Hill).

Il 1966 è un anno caratterizzato dalla scarsa affidabilità della monoposto inglese: Jackie continua ad essere più lento di Hill e porta a casa un’altra vittoria a Monte Carlo (unico podio stagionale). In compenso mostra le sue doti alla 500 Miglia di Indianapolis: in testa fino a dieci giri dalla fine, si ritrova in sesta posizione a causa di un problema meccanico ma viene nominato comunque “rookie of the year” nonostante la presenza sul gradino più alto del podio di un altro debuttante (Hill).

Nel 1967 Jackie Stewart termina solo due gare (2° in Belgio e in Francia) ma si rivela più rapido del nuovo coéquipier: il connazionale Mike Spence.

La Matra

Con il trasferimento alla Matra nel 1968 la carriera di Stewart prende una piega diversa: inizia male la stagione (salta due GP - Spagna e Monte Carlo - a causa di un infortunio rimediato in F2) ma diventa vicecampione del mondo (risultando più veloce del compagno di scuderia, il transalpino Johnny Servoz-Gavin) grazie a tre vittorie (Olanda, Germania e USA).

Il primo Mondiale F1 per Jackie Stewart arriva nel 1969: più veloce del collega francese Jean-Pierre Beltoise (e nelle ultime gare anche di Servoz-Gavin), domina la stagione salendo in ben sei occasioni sul gradino più alto del podio (Sudafrica, Spagna, Olanda, Francia, Gran Bretagna e Italia).

La parentesi March

Nel 1970 si consuma il divorzio tra Stewart e la Matra quando la Chrysler (nuova proprietaria del team francese) intende usare motori V12. Ken Tyrrell (responsabile del team transalpino) acquista dei telai March, monta i tradizionali propulsori V8 Ford Cosworth e convince Jackie a correre per lui: lo “scozzese volante” porta a casa una vittoria in Spagna e risulta più convincente dei due compagni francesi (Servoz-Gavin e François Cevert).

L’epopea Tyrrell

Nel GP del Canada del 1970 inizia l’avventura di Tyrrell come costruttore a tutti gli effetti e Jackie Stewart è presente come unico pilota della 001 (la prima monoposto della storia della scuderia inglese). Le ultime tre gare stagionali sono caratterizzate da ottime prestazioni in qualifica ma anche da numerosi problemi di affidabilità.

La situazione migliora nel 1971: il secondo titolo iridato di Stewart (sempre più rapido di Cevert e, nell’ultima corsa stagionale, dello statunitense Peter Revson) arriva grazie a sei vittorie (Spagna, Monte Carlo, Francia, Gran Bretagna, Germania e Canada). Nello stesso anno Jackie si cimenta anche nel campionato Can-Am trionfando in due occasioni (Mont-Tremblant e Mid-Ohio).

L’anno seguente Jackie Stewart termina al secondo posto nel Mondiale con quattro vittorie (Argentina, Francia, Canada e USA) risultando più rapido di Cevert e - in due occasioni  - anche del pilota francese Patrick Depailler.

Stewart disputa il suo ultimo Mondiale F1 nel 1973 e lo vince: cinque vittorie (Sudafrica, Belgio, Monte Carlo, Olanda e Gran Bretagna) e prestazioni migliori di Cevert e - nel finale di stagione - del neozelandese Chris Amon. Non prende parte all’ultima gara dell’anno - negli USA, in quello che sarebbe stato il 100° GP della sua carriera - per rispetto nei confronti di Cevert, morto durante le qualifiche.

Dopo la F1

Negli anni Settanta e Ottanta Jackie Stewart si divide tra numerose attività: commentatore TV e uomo immagine per diverse aziende (tra cui la Ford). Nel 1997 fonda la scuderia Stewart, che due anni più tardi riesce ad ottenere una vittoria grazie al britannico Johnny Herbert nel GP d’Europa sul circuito del Nürburgring.

Jackie nel 2000 vende il team alla Ford, che lo trasforma in Jaguar e che a sua volta lo rivende nel 2005 ad una certa Red Bull.

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