• pubblicato il 08-04-2016

Jarno Trulli, l'ultimo pilota italiano di F1 (per ora)

Storia del driver abruzzese, protagonista con i kart e vincitore del GP di Monaco 2004

Jarno Trulli può essere considerato (per ora) l’ultimo pilota italiano di F1 (l’ultimo a tagliare il traguardo di una gara, nell’ormai lontano 2011). Scopriamo insieme la storia del driver abruzzese, uno dei kartisti più brillanti di sempre nonché l’unico italiano (insieme a Riccardo Patrese) ad aver vinto il GP di Monaco.

Jarno Trulli: la storia

Jarno Trulli nasce il 13 luglio 1974 a Pescara e a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 si fa notare nel motorsport come uno dei più grandi kartisti di tutti i tempi. Tre titoli italiani 100 consecutivi dal 1988 al 1990, vincitore del Torneo delle Industrie 1988 davanti a Giancarlo Fisichella e vicecampione del mondo Junior A 1990.

Nel 1991 in Formula K diventa campione del mondo e arriva terzo nel campionato europeo dietro a Fisichella e due anni più tardi (oltre a debuttare con le monoposto nel campionato italiano di F3) termina in seconda posizione il Mondiale Formula Super A e in terza la coppa del mondo Formula A (sempre dietro “Fisico”).

Le vittorie di Jarno Trulli con i kart continuano senza sosta: nel 1994 diventa iridato Formula C e campione nordamericano ed europeo Formula Super A e nello stesso anno si cimenta nel campionato britannico di F3. Il 1995 è l’anno del trionfo in Coppa del Mondo Super A (e del terzo posto nella serie continentale) e del titolo europeo 100 International. Il pilota abruzzese prova inoltre la F3 tedesca e arriva secondo nel prestigioso GP di Macao dietro a Ralf Schumacher e davanti allo spagnolo Pedro de la Rosa.

Nel 1996 Jarno conquista il campionato tedesco di F3 (3° il teutonico Nick Heidfeld) e termina in terza posizione anche il GP di Macao vinto dall’irlandese Ralph Firman.

Il debutto in F1

Jarno Trulli debutta in F1 con la Minardi nel 1997: porta a casa due noni posti in Australia e in Argentina e fa meglio del compagno giapponese Ukyo Katayama. Il pilota pescarese viene chiamato dalla Prost per rimpiazzare il transalpino Olivier Panis (reduce da un pauroso incidente in Canada nel quale riporta la frattura di entrambe le gambe) e sorprende tutti con il quarto posto in Germania (primi punti in carriera) surclassando il coéquipier nipponico Shinji Nakano.

Nell’ultimo GP disputato quell’anno - in Austria - Trulli riesce addirittura a stare in testa nei primi 37 giri dopo essere partito dalla seconda fila ma è costretto al ritiro a tredici tornate dalla fine per un’avaria al motore.

Jarno Trulli affronta la prima stagione completa con la Prost nel 1998 con una monoposto meno competitiva di quella dell’anno precedente (meglio di Panis ma un solo punto conquistato grazie ad un sesto posto in Belgio). La situazione migliora nel 1999: più veloce di Panis, sesto in Spagna e primo podio in carriera grazie all’incredibile seconda piazza conquistata nel GP d’Europa al Nürburgring.

Due anni in Jordan

Il trasferimento alla Jordan porta buoni risultati (più in qualifica che in gara): il miglior piazzamento stagionale nel 2000 è un quarto posto in Brasile ma per la prima volta arrivano meno punti di un compagno (il tedesco Heinz-Harald Frentzen). L’anno seguente arrivano due quarti posti in Spagna e in Italia e piazzamenti più convincenti di quelli ottenuti dai due compagni di scuderia (Frentzen e il francese Jean Alesi). In Canada e in Germania soffre però la presenza in squadra del brasiliano Ricardo Zonta.

L’era Renault

Il 2002 è l’anno del trasferimento di Jarno Trulli alla Renault: la prima stagione è caratterizzata da due quarti posti a Monte Carlo e in Italia (peggio del compagno britannico Jenson Button) e anche l’anno seguente perde il confronto diretto col nuovo coéquipier (lo spagnolo Fernando Alonso) pur riuscendo a salire sul podio (3°) in Germania.

La migliore annata di Trulli in F1 - nel 2004 - è anche quella più complicata. Terzo in Spagna, diventa il secondo (e per il momento) ultimo pilota italiano della storia a vincere a Monte Carlo (circuito nel quale ottiene anche la prima pole position in carriera) e porta a casa una seconda pole position in Belgio. Dopo 15 Gran Premi è quarto nel Mondiale davanti ad Alonso ma in seguito a contrasti con Flavio Briatore (all’epoca direttore esecutivo della scuderia francese) viene lasciato a piedi dal team.

Gli anni in Toyota

Jarno Trulli salta il GP della Cina 2004 e disputa le ultime due gare iridate con la Toyota: in Giappone arriva 11° davanti a Panis, in Brasile 12° davanti a Zonta.

La prima stagione completa in F1 con la scuderia nipponica coincide con tre podi in quattro GP (secondo in Malesia e in Bahrein e terzo in Spagna) e con una pole position a Indianapolis. Negli USA non può però gareggiare in seguito alla decisione di Michelin - per motivi di sicurezza - di far rientrare ai box dopo il giro di ricognizione tutte le monoposto dotate di pneumatici francesi. Termina l’anno con meno punti di Ralf Schumacher.

Anche nel 2006 Jarno Trulli (quarto negli USA) fa peggio del fratello di Michael ma riesce a superarlo l’anno successivo (miglior risultato un 6° posto, sempre negli States). Nel 2008, con una monoposto più competitiva, arriva 3° in Francia e fa meglio del collega tedesco Timo Glock e nel 2009 è protagonista di una stagione molto interessante: tre podi (secondo in Giappone e terzo in Australia e in Bahrein, gara nella quale ottiene la quarta e ultima pole in carriera e il primo e unico giro veloce nel Circus, l’ultimo per un driver italiano). Nelle ultime due gare col team del Sol Levante in Brasile e ad Abu Dhabi non convince quanto il coéquipier giapponese Kamui Kobayashi.

Il declino con la Lotus

Trulli trova un sedile con la Lotus nel 2010 - scuderia tornata nel Circus (con licenza malese) dopo un’assenza di 16 anni - e ottiene risultati peggiori del compagno di team finlandese Heikki Kovalainen (miglior piazzamento: 13° in Giappone). Zero punti anche nell’ultimo anno in F1: 13° in Australia e a Monaco, meglio del collega scandinavo.

La Formula E

Nel 2014 Jarno Trulli decide di tornare in pista come pilota e come proprietario di una scuderia che porta il suo nome nella prima edizione del campionato di Formula E destinato alle monoposto elettriche. Nella prima parte della stagione fa meglio della compagna di scuderia Michela Cerruti e conquista un quarto posto a Putrajaya in Malesia (miglior risultato in carriera in questo campionato) ma poi soffre la presenza dei nuovi coéquipier Vitantonio Liuzzi e dell’elvetico Alex Fontana.

Nella stagione 2015/2016 - quella nella quale Jarno annuncia il ritiro da pilota - la scuderia Trulli prende la licenza svizzera ma il team - dopo aver saltato le prime due corse stagionali - abbandona ufficialmente la serie.

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