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Jo Siffert, la Svizzera nel motorsport

Vinse molto nell'endurance ma non riuscì mai a salire sul podio della 24 Ore di Le Mans

Jo Siffert è uno dei pochi piloti di umili origini ad essere riuscito a sfondare nel motorsport. Contraddistinto da uno stile di guida molto pulito, ha vinto (tanto) nell’endurance e (poco) in F1 ma nonostante fosse abituato a trattare con i guanti le proprie vetture non è mai riuscito a salire sul podio della 24 Ore di Le Mans. Scopriamo insieme la storia del driver svizzero.

Jo Siffert: la storia

Jo Siffert nasce il 7 luglio 1936 a Friburgo (Svizzera). Figlio di un droghiere, inizia ad appassionarsi alle corse a 12 anni dopo aver assistito al GP di Svizzera del 1948 e tre anni più tardi trova lavoro come apprendista in un’officina.

Le corse con le moto

Nel 1957 inizia a correre in moto con una Gilera e una AJS e l’anno seguente si cimenta nel Motomondiale con una Norton nel Tourist Trophy (ritirato) e corre il Sidecar TT con una BSA. Nel 1959 si laurea campione elvetico nella classe 350.

Il debutto con le auto

Alll’inizio degli anni ’60 Jo Siffert passa alle auto e inizia a farsi notare nel mondo del motorsport nel 1961 quando in Belgio conquista il terzo posto nel GP des Frontières dietro allo zimbabwese John Love e al sudafricano Tony Maggs.

L’esordio in F1

Jo esordisce in F1 come privato al volante di una Lotus nel GP di Monaco 1962 mentre con la scuderia svizzera Filipinetti riesce a portare a casa come miglior piazzamento stagionale un 10° posto in Belgio.

I primi punti nel Circus di Jo Siffert arrivano già l’anno successivo (6° in Francia). Sempre nel 1963 vince a Siracusa una gara non valida per il Mondiale e ottiene il primo podio nel Mondiale Sportprototipi grazie alla terza piazza conquistata alla 500 km di Spa con una Ferrari 250 GTO.

Il passaggio alla Brabham

Nel 1964, dopo aver corso a Monte Carlo con la Lotus, Siffert passa alla Brabham e porta a casa un quarto posto in Germania. Disputa le ultime gare stagionali con il Rob Walker Racing Team e al debutto con questa squadra sale sul podio (3°) negli USA facendo meglio del compagno di scuderia, lo statunitense Hap Sharp. Tra i successi minori segnaliamo la conquista del GP del Mediterraneo (non iridato) a Pergusa.

Il debutto alla 24 Ore di Le Mans di Jo Siffert risale al 1965 (ritirato con una Maserati Tipo 65): nello stesso anno arriva un quarto posto in Messico in F1 e il bis del trionfo al GP del Mediterraneo.

Il contratto con la Porsche

Nel 1966 Siffert viene chiamato dalla Porsche per correre nelle gare endurance: con la 910 arriva 2° alla 500 km di Zeltweg e ottiene il miglior risultato in carriera a Le Mans (4°) in coppia col britannico Colin Davis. In F1 corre a Monte Carlo con la Brabham ma poi passa alla Cooper (4° negli USA).

L’anno successivo Jo Siffert porta a casa – sempre con la sportiva di Zuffenhausen – un 2° posto alla 1000 km di Spa e una terza piazza alla 6 Ore di Brands Hatch mentre nel Circus riesce a tagliare il traguardo in quarta posizione in Francia e negli USA.

Le prime vittorie

Nel 1968 arrivano le prime grandi vittorie per Siffert: in F1, dopo aver corso con la Cooper in Sudafrica, passa alla Lotus e vince il suo primo GP in carriera (quello di Gran Bretagna). Con le sport fa ancora meglio: con la Porsche 908 vince la 24 Ore di Daytona insieme al britannico Vic Elford e ai tedeschi Hans Herrmann, Jochen Neerpasch e Rolf Stommelen e un mese più tardi sale sul gradino più alto del podio della 12 Ore di Sebring con Herrmann. Da non sottovalutare, inoltre, la conquista della 1000 km del Nürburgring con Elford e della 500 km di Zeltweg.

Jo Siffert continua ad inanellare successi anche nel 1969: in coppia con il britannico Brian Redman porta a casa la 6 Ore di Brands Hatch, la 1000 km di Monza, la 1000 km di Spa, la 1000 km del Nürburgring e la 6 Ore di Watkins Glen mentre con il tedesco Kurt Ahrens, Jr. vince la 1000 km di Zeltweg. In F1 termina 3° a Monte Carlo e 2° in Olanda e riesce anche a correre con le Can-Am (3° a Bridgehampton).

Sempre più Porsche

Il legame di Siffert con la Porsche è sempre più stretto: il pilota elvetico nel 1970 in coppia con Redman vince la Targa Florio (con la 908) mentre con la 917 conquista la 1000 km di Spa e la 1000 km di Zeltweg. In F1 viene contattato dalla Ferrari ma la Casa di Zuffenhausen, per evitare che passi al “nemico”, gli trova un sedile in March. L’esperienza con la scuderia britannica non è delle migliori: perde il confronto diretto con il compagno neozelandese Chris Amon e ottiene come miglior piazzamento stagionale un misero 7° posto in Belgio.

Il 1971

Il 1971 – ultimo anno di Jo Siffert su questo pianeta – regala tantissime soddisfazioni al pilota svizzero. In F1 passa alla BRM, vince il GP d’Austria, arriva secondo negli USA (meglio del compagno canadese John Cannon) e termina il Mondiale in quinta posizione. Nellle prime cinque corse stagionali soffre la presenza del talentuoso compagno messicano Pedro Rodríguez (che scompare a luglio in Germania) mentre supera senza problemi il coéquipier neozelandese Howden Ganley. In Germania viene squalificato (il compagno Elford riesce invece a tagliare il traguardo) mentre nelle ultime prove dell’anno se la cava meglio del britannico Peter Gethin e dell’austriaco Helmut Marko. In Canada termina in 9° posizione (meglio del driver locale George Eaton).

Per quanto riguarda le Sport Jo vince la 1000 km di Buenos Aires su una Porsche 917 insieme al britannico Derek Bell e porta a casa l’ultimo podio in carriera nel Mondiale Sportprototipi alla 6 Ore di Watkins Glen (2°) con l’olandese Gijs van Lennep.

Jo Siffert perde la vita a Brands Hatch (Regno Unito) il 24 ottobre 1971 durante una gara di F1 non valida per il Mondiale in seguito alla rottura di una sospensione.

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