• pubblicato il 15-08-2014

D50: l'unica F1 Lancia

Storia della breve - ma intensa - avventura della Casa torinese nel Circus

La storia della Lancia D50 andrebbe raccontata a tutti quelli che - dopo aver visto le pubblicità degli ultimi dieci anni della Casa torinese - considerano questo brand un marchio femminile, chic, modaiolo e privo di sportività. Scopriamo insieme la storia - breve ma intensa - di questa monoposto: la prima (e unica) F1 realizzata da questa società.

Lancia D50: la storia

Il progetto della Lancia D50 nasce nell’agosto del 1953 quando Gianni Lancia, reduce dalle vittorie con le vetture Sport, decide di fare il salto di qualità e di puntare sulla F1. I lavori vengono supervisionati da Vittorio Jano, il cui team riesce a terminare la monoposto già nel febbraio del 1954.

La vettura è contraddistinta da un design originale e da una serie di soluzioni tecniche innovative: i serbatoi laterali consentono di mantenere costante la distribuzione dei pesi indipendentemente dalla quantità di carburante presente (anche se in realtà conmeno benzina a bordo peggiora il comportamento stradale) mentre montando il motore - un 2.5 V8 che consente di sfiorare i 300 km/h di velocità massima - anteriormente e obliquamente (con angolo di 12°) in modo da spostare l’albero di trasmissione sulla sinistra si riesce a ricavare una posizione di seduta più bassa rispetto alle rivali.

La Lancia D50 è oltretutto una monoposto molto leggera (peso a vuoto di soli 500 kg) e può inoltre vantare il basamento del propulsore connesso con elementi del telaio.

Lancia D50: tutte le gare

La vettura da corsa piemontese impiega poco tempo ad essere realizzata ma ci vogliono parecchi mesi - colpa di numerosi problemi riscontrati durante i test - prima di vederla ufficialmente in pista. Il 13 ottobre 1954 viene annunciato il debutto in F1 e una decina di giorni più tardi è la volta della prima gara.

24 ottobre 1954 - GP Spagna (Pedralbes)

In occasione del GP di Spagna, sul circuito cittadino di Pedralbes (Barcellona), la Lancia D50 - che può generare una potenza di 255 CV - mostra immediatamente le proprie doti ottenendo la pole position con Alberto Ascari mentre il compagno di scuderia Luigi Villoresi parte dalla quinta posizione. Quest’ultimo si ritira dopo soli due giri per via di un guasto ai freni mentre il campione del mondo in carica è costretto ad abbandonare la gara alla decima tornata per un problema alla frizione mentre si trova saldamente in testa con un vantaggio di ben venti secondi sul primo inseguitore.

16 gennaio 1955 - GP Argentina (Buenos Aires)

Con la nuova stagione iridata la D50 beneficia di numerose modifiche: la capacità dei serbatoi aumenta a 200 litri per evitare i rifornimenti in gara, i freni diventano più potenti e le sospensioni vengono riviste. Il GP d’Argentina a Buenos Aires, tuttavia, si rivela una profonda delusione: la monoposto fatica a stare in strada e Ascari - secondo in qualifica - si ritira al 21° giro in seguito ad un’uscita di strada.

27 marzo 1955 - GP Valentino (Torino) (non valido per il Mondiale)

Dopo i problemi di tenuta di strada riscontrati in Sudamerica la Lancia D50 riceve altre modifiche ai freni e alle sospensioni. Sul cofano motore, inoltre, spicca una presa d’aria differente. Nel GP del Valentino a Torino - non valido per il Mondiale - Ascari sale sul gradino più alto del podio mentre Villoresi si deve accontentare della terza piazza.

11 aprile 1955 - GP Pau (Pau) (non valido per il Mondiale)

La Lancia affronta il GP di Pau (anch’esso non iridato) in Francia con una monoposto più potente e contraddistinta da un parabrezza più piccolo e regolabile nell’inclinazione. Non arriva la vittoria ma Eugenio Castellotti conquista la seconda posizione.

8 maggio 1955 - GP Napoli (Posillipo)

Il secondo (e ultimo) successo per la Lancia D50 arriva al GP di Napoli - non valido per il Mondiale - sul circuito di Posillipo. Il risultato finale è identico a quello di Torino: primo Ascari e terzo Villoresi.

22 maggio 1955 - GP Monte Carlo (Monte Carlo)

Ascari termina le qualifiche del GP di Monte Carlo in seconda posizione ma all’80° giro, a causa di una macchia d’olio in pista, finisce in mare dopo un pauroso incidente (fortunatamente senza danni). In compenso arriva il primo e unico podio iridato della Casa torinese grazie alla seconda piazza di Castellotti.

Lancia D50: la morte di Ascari e la fine dell’avventura

La fine dell’avventura della Lancia D50 in F1 “inizia” il 26 maggio 1955 quando Ascari perde la vita sul circuito di Monza mentre sta provando la Ferrari dell’amico Castellotti. Quest’ultimo è l’unico pilota iscritto dalla Casa piemontese nel GP del Belgio, in programma il 5 giugno 1955 sul circuito di Spa-Francorchamps: conquista la pole position ma si ritira al 16° giro per un problema al cambio.

Il 26 luglio 1955 la Lancia annuncia ufficialmente il ritiro dalle corse: la famiglia Pesenti sta per acquistare l’azienda e non ha alcuna intenzione di proseguire l’attività sportiva. Molte altre Case - anche straniere - sono interessate ad acquistare il materiale del reparto corse del brand piemontese, che però rimane in Italia grazie all’intervento del principe Filippo Caracciolo, suocero di Gianni Agnelli e presidente dell’ACI.

Viene siglato un accordo in base al quale la Lancia dona gratuitamente alla Ferrari sei D50, due scocche, alcune componenti meccaniche e numerosi ricambi. La Scuderia di Maranello riceve inoltre dalla Fiat un contributo di 50 milioni di lire all’anno per cinque anni. Questa monoposto, opportunamente rivista dai tecnici emiliani, permette a Juan Manuel Fangio di aggiudicarsi il Mondiale Piloti del 1956.

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