• pubblicato il 18-04-2014

Delta S4, la Lancia "perdente"

È entrata nel mito anche senza conquistare il Mondiale Rally

La Lancia Delta S4 è una delle auto da rally più rivoluzionarie di sempre, un vero mostro destinato alle corse che solo i piloti più talentuosi sono riusciti a domare. La Gruppo B torinese non ha vinto il Mondiale ma è entrata comunque nel mito, popolando i sogni di chi è stato ragazzo negli anni ’80. Scopriamo insieme la sua storia.

Lancia Delta S4: la storia

La Delta S4 (S come sovralimentata, 4 come le ruote motrici) è la prima Lancia dotata di trazione integrale. Il sistema, più evoluto di quello della rivale Audi quattro, prevede due differenziali autobloccanti meccanici e una ripartizione della coppia 30:70.

Nonostante il nome, ha ben poco in comune con la compatta torinese: lunga quattro metri e pesante 970 kg, è costruita su un leggero (meno di 100 kg) telaio a traliccio composto da una gabbia di tubi d’acciaio al cromo-molibdeno che consente un’eccellente accessibilità agli organi meccanici. Ci vogliono dieci minuti per sostituire il cambio, 12 per i differenziali e meno di mezz’ora per il cambio.

Motore da urlo

L’elemento più interessante della Lancia Delta S4 è però il motore (longitudinale montato in posizione posteriore centrale): un 1.8 a quattro cilindri da 480 CV con doppia sovralimentazione. Il compressore volumetrico, gestito dall’albero motore, garantisce una buona spinta ai bassi regimi e compensa il ritardo del turbo (azionato dai gas di scarico), che interviene dopo.

La vettura debutta ufficialmente in una gara valida per il Mondiale in occasione del RAC 1985 (ultima prova della stagione) e sorprende subito il mondo portando a casa una doppietta in salsa finlandese con Henri Toivonen e Markku Alén.

La stagione 1986

Nel 1986 la Lancia Delta S4 affronta la sua unica stagione “ufficiale” completa. Nella prima corsa dell'anno - il Rally di Monte Carlo - Toivonen sale nuovamente sul gradino più alto del podio ma i numerosi problemi di affidabilità impediscono alla compatta torinese di vincere il Mondiale.

La svolta negativa arriva il 2 maggio al Tour de Corse: la vettura guidata da Toivonen (navigato dallo statunitense, di origini italiane, Sergio Cresto) esce di strada durante la PS18 e va a schiantarsi contro alcuni alberi. Entrambi perdono la vita, la Lancia ritira le vetture dalla corsa e la FISA (quella che allora era la Federazione Internazionale dell’Automobile) decide di abolire le pericolose Gruppo B dal 1987.

Nella seconda metà della stagione arrivano altri tre successi per la Lancia Delta S4: Miki Biasion in Argentina e Alén a Sanremo (gara annullata, con quei punti il driver scandinavo sarebbe diventato campione iridato) e all’Olympus.

La vettura piemontese ha modo di mostrare maggiormente le sue doti velocistiche in campo europeo, permettendo a Fabrizio Tabaton di aggiudicarsi il titolo continentale.

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