• pubblicato il 29-08-2014

Lancia Stratos, icona dei rally

La prima auto progettata per questo sport, la prima a vincere il Mondiale Piloti: grazie a lei la Casa torinese ha conquistato cinque titoli iridati

La Lancia Stratos ha rivoluzionato il mondo dei rally: è stata la prima auto progettata appositamente per questo sport, la prima a vincere il Mondiale Piloti ed è grazie a lei che la Casa torinese ha conquistato ben cinque titoli iridati. Scopriamo insieme la storia di questo “mostro” e dei suoi trionfi.

Lancia Stratos: la storia

La storia della Lancia Stratos inizia al Salone di Torino del 1970 quando il carrozziere Bertone, nel tentativo di farsi commissionare dei lavori dalla Casa torinese, presenta il prototipo Stratos Zero. Questa concept, caratterizzata da forme squadrate e da una ridotta altezza da terra, nasce da un’idea del designer Marcello Gandini ed è dotata di un motore montato in posizione posteriore centrale derivato da quello della Fulvia.

Cesare Fiorio, all’epoca responsabile della Squadra Corse Lancia, è alla ricerca di una vettura da rally che possa sostituire la Fulvia Coupé e chiede all’atelier piemontese di realizzare un modello specifico per questa disciplina, che viene svelato - sempre a Torino - nel 1971.

La Lancia Stratos impiega pochissimo tempo a sedurre il pubblico grazie alle sue forme originali e sexy e anche gli addetti ai lavori non possono non apprezzare le numerose soluzioni tecniche introdotte per primeggiare nel motorsport. Il motore - un 2.4 V6 da 190 CV derivato da quello della Ferrari Dino 246 montato in posizione posteriore centrale trasversale - viene scelto nonostante l’iniziale opposizione di Enzo Ferrari mentre le dimensioni esterne compatte - 3,67 metri di lunghezza e 2,16 metri di passo - unite ad un peso inferiore ai 1.000 kg garantiscono un comportamento stradale agilissimo nelle curve. Solo i piloti più talentuosi, però, riescono a tenere a bada questo puledro a trazione posteriore tutt’altro che facile da guidare.

Il cofano anteriore e quello posteriore hanno un’apertura di 90° per agevolare il lavoro dei meccanici, l’ampio parabrezza offre una buona visibilità al pilota e al navigatore e la parte posteriore del padiglione, in scatolato, funge da roll-bar. Da non sottovalutare, inoltre, il telaio a piattaforma con strutture a profilati d’acciaio, le sospensioni a quattro ruote indipendenti, il differenziale autobloccante e i freni a disco. La posizione rialzata del propulsore, un po’ troppo vicino agli occupanti, riscalda rapidamente l’abitacolo ma è di grande aiuto quando si devono affrontare i guadi.

1972

In attesa che vengano terminati i 500 esemplari prodotti (condizione necessaria per ottenere l’omologazione Gruppo 4) la Lancia Stratos viene schierata nelle competizioni aperte alle Gruppo 5.

Il debutto ufficiale in gara - il 4 novembre al Tour de Corse con Sandro Munari - non è però dei migliori: la vettura è infatti costretta al ritiro a causa di un problema alla sospensione posteriore.

1973

La Lancia Stratos - che può vantare un propulsore più potente (230 CV) - ottiene la prima vittoria ufficiale l’8 aprile in Spagna (Firestone Rally) con Munari. Il pilota veneto si aggiudica anche il prestigioso Tour de France, rifilando quattro minuti di distacco alla vettura seconda classificata.

1974

L’omologazione Gruppo 4 arriva solo l’1 ottobre, con tre gare Mondiali su otto già disputate. Nonostante questo la Casa torinese - che ha ottenuto punti al Safari grazie al terzo posto di Munari con la Fulvia Coupé - riesce a portare a casa il primo titolo iridato Marche della sua storia con un’impressionante rimonta.

Munari trionfa a Sanremo e due settimane più tardi si ripete in Canada al Rideau Lakes. Degna di nota anche la vittoria del francese Jean-Claude Andruet al Tour de Corse.

1975

La Lancia Stratos porta al debutto la mitica livrea Alitalia e domina la stagione conquistando il secondo titolo Marche: Munari sale sul gradino più alto del podio a Monte Carlo, lo svedese Björn Waldegård conquista due successi (Svezia e Sanremo) mentre il transalpino Bernard Darniche termina il Tour de Corse davanti a tutti.

1976

La sportiva torinese è imbattibile e permette al marchio piemontese di conquistare il terzo Mondiale Marche: Munari vince in tre occasioni (Monte Carlo, Portogallo e Tour de Corse) mentre Waldegård si deve “accontentare” del Sanremo. Nello stesso anno Darniche diventa campione europeo.

1977

Per non penalizzare la Fiat 131 Abarth, al debutto ufficiale proprio in quell’anno, la Lancia è costretta a schierare la Stratos solo nei rally più importanti. Nonostante questo Munari riesce a diventare il primo pilota campione del mondo grazie alla vittoria a Monte Carlo e al terzo posto al Safari. Nello stesso anno Darniche è nuovamente campione continentale.

Alla fine della stagione, il 5 dicembre, viene annunciata la creazione della Squadra Corse Unificata, nata dalla fusione dei reparti motorsport di Fiat e Lancia. Il responsabile di questa nuova struttura è Cesare Fiorio.

1978

L’unione tra Fiat e Lancia porta risultati: il finlandese Markku Alén vince il Mondiale Piloti alternandosi alla guida della 131 Abarth e della Stratos (con quest’ultima conquista il Sanremo). In ambito europeo la sportiva torinese continua a farsi valere e permette a Tony Carello di primeggiare nel campionato continentale.

1979

Termina la carriera “ufficiale” della vettura ma questo non impedisce alla coupé torinese di ottenere altre due vittorie iridate con Darniche (primo a Monte Carlo e al Tour de Corse). Tony Fassina sale sul gradino più alto del podio al Rally di Sanremo.

1980

La Lancia Stratos è sul viale del tramonto ma non ha alcuna intenzione di andare in pensione: con lei Darniche arriva secondo a Monte Carlo e conquista altre prove minori come il Tour de France.

1981

Darniche trionfa al Tour de Corse: si tratta dell’ultima vittoria della Stratos in un rally valido per il Mondiale.

1982

Gli ultimi successi della Lancia Stratos avvengono in Italia con Fabrizio Tabaton (primo all’Elba e al Colline di Romagna) e con Federico Ormezzano, davanti a tutti al Rally di Monza.

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