Masten Gregory
  • pubblicato il 07-08-2015

Masten Gregory, un nerd a Le Mans

Storia del pilota statunitense, protagonista - tra le altre cose - dell'ultimo successo Ferrari nella più famosa gara endurance del mondo

Masten Gregory non è stato solo uno dei piloti più riconoscibili della storia della F1 (merito dei grandi occhiali da nerd che indossava quasi sempre) ma è stato anche uno dei protagonisti dell’ultima vittoria Ferrari alla 24 Ore di Le Mans (nell’edizione del 1965). Scopriamo insieme la sua storia.

Masten Gregory, la storia

Masten Gregory nasce il 29 febbraio 1932 a Kansas City (USA): ultimo di tre figli di un facoltoso uomo d’affari, perde il padre a soli tre anni. A 21 anni decide di usare i soldi dell’eredità per correre: acquista una Allard, prende parte alla 12 Ore di Sebring e al volante di una Jaguar C-Type ottiene il primo risultato rilevante sul circuito di Bergstrom in una gara valida per il campionato statunitense SCCA (3°) e sale sul gradino più alto del podio per la prima volta in carriera a San Francisco.

I primi anni

Nel 1954 termina in quarta posizione la 12 Ore di Reims insieme al nostro Clemente Biondetti su una Ferrari 375 MM e con la stessa vettura conquista il primo successo all’estero trionfando sul circuito britannico di Aintree. Nel biennio 1955-1956 scarseggiano invece i risultati.

La svolta e il debutto in F1

La svolta per Masten Gregory arriva il 20 gennaio 1957 quando - al volante di una Ferrari 290 MM guidata insieme ai nostri Eugenio Castellotti e Luigi Musso - si aggiudica la 1.000 km di Buenos Aires.

Questo successo apre a Gregory le porte della F1 e più precisamente quelle della Scuderia Centro Sud, che gli affida una Maserati: debutta a Monte Carlo salendo subito sul podio (3°: meglio del compagno di squadra, il francese André Simon), arriva 8° in Germania (meglio del driver locale Hans Herrmann) e nelle ultime due prove stagionali a Pescara e a Monza chiude in quarta posizione risultando più veloce del coéquipier svedese Joakim Bonnier.

Delusioni nel Circus

La carriera di Masten Gregory in F1 inizia alla grande (6° nel Mondiale 1957 pur avendo disputato solo quattro GP su otto) ma prosegue senza grandi picchi: nel 1958 corre in Olanda e in Belgio portando a casa due ritiri e facendo peggio del compagno francese Maurice Trintignant ed è costretto a saltare diverse gare quando nel mese di luglio viene coinvolto in brutto incidente sul circuito di Silverstone mentre sta guidando un prototipo Lister.

Torna nel Circus a settembre a Monza (4°) e arriva sesto in Marocco correndo con il team statunitense Temple Buell e questi risultati gli consentono nel 1959 di trovare un posto da pilota ufficiale alla Cooper. Termina al terzo posto in Olanda e al secondo in Portogallo ma non riesce a fare meglio dei due prestigiosi compagni di scuderia: l’australiano Jack Brabham (che nello stesso anno diventa campione del mondo) e il neozelandese Bruce McLaren.

I primi anni ’60

Nel 1960, in seguito alla rottura del contratto con la Cooper, Masten Gregory torna a correre in F1 con team privati: disputa con una Porsche della squadra statunitense Camoradi il primo GP della stagione in Argentina e poi torna alla Scuderia Centro Sud (stavolta con una Cooper) risultando più rapido dei due coéquipier, il britannico Ian Burgess e Trintignant.

L’anno seguente arrivano i primi successi con le vetture Sport (1° alla 1.000 km del Nürburgring con una Maserati Tipo 61 in coppia con il connazionale Lloyd Casner) e altre delusioni nel Circus: corre le prime cinque gare della stagione con una Cooper del team Camoradi e gareggia in Italia e negli USA con una Lotus della scuderia britannica UDT Laystall: in entrambe le gare si ritira, a differenza dei compagni (l’inglese Henry Taylor e il belga Olivier Gendebien).

Masten Gregory si riscatta nel 1962 quando, sempre con la Lotus UDT Laystall torna a punti dopo tre anni con un sesto posto negli USA. Più veloce del compagno britannico Innes Ireland, vince un GP in Svezia non valido per il Mondiale. Nella stagione 1963 gareggia invece con il team inglese Reg Parnell (prima con una Lotus e poi con una Lola) senza brillare particolarmente.

I successi con le Sport

Il 1964 è l’anno in cui Gregory viene chiamato dalla Ford per sviluppare un’auto destinata ad entrare nel mito (la GT40) mentre l’anno seguente affronta l’ultima stagione in F1 correndo 4 GP con una BRM della Scuderia Centro Sud: si ritira in Belgio (a differenza del compagno di scuderia, il driver locale Lucien Bianchi) e ottiene come miglior risultato un’ottava piazza in Germania (meglio del nostro Roberto Bussinello).

La più grande soddisfazione nella carriera di Masten Gregory arriva però con la vittoria nella 24 Ore di Le Mans 1965 con una Ferrari 250 LM (ultima vettura italiana a trionfare nella prestigiosa corsa endurance francese) guidata insieme al connazionale Ed Hugus e all’austriaco Jochen Rindt.

Tra gli altri risultati rilevanti ottenuti da Masten con le Sport segnaliamo il secondo posto alla 1.000 km di Monza del 1966 con la Ford GT40 e la terza piazza alla 12 Ore di Sebring con l’Alfa Romeo T33/3.

Il ritiro

Nel 1972 Masten Gregory decide di ritirarsi dal mondo delle corse dopo aver assistito durante la 24 Ore di Le Mans alla morte dell’amico e collega Bonnier. Si trasferisce ad Amsterdam dove si occupa di commercio di diamanti e di oggetti in vetro e perde la vita l’8 novembre 1985 nella sua casa di Porto Ercole (Italia).

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