MG Metro 6R4
  • pubblicato il 26-12-2014

MG Metro 6R4, la paziente inglese

Aggressiva ma piena di guai: storia dell'unica Gruppo B da rally britannica

La MG Metro 6R4 non ha mai vinto un rally iridato e ne ha conclusi pochi (a causa della scarsa affidabilità): nonostante questo resta una delle Gruppo B più conosciute. Oggetto del desiderio degli appassionati di corse britannici (ma non solo) e caratterizzata da un design aggressivo e da prestazioni impressionanti (come tutte le rivali che hanno gareggiato nel mitico quinquennio 1982-1986), ha cercato - senza successo - di primeggiare contro rivali agguerrite. Scopriamo insieme la sua storia, ricca di delusioni e povera di trionfi.

MG Metro 6R4: la storia

Il progetto della MG Metro 6R4 parte nel 1982 quando la FISA (Fédération Internationale du Sport Automobile, sezione sportiva della FIA) introduce la categoria Gruppo B per le auto da rally: motori aspirati (da 2 a 4 litri) o sovralimentati (da 1,4 a 2,9 litri), peso minimo regolamentare variabile (da 820 a 1.100 kg a seconda della cilindrata) e derivazione da un modello prodotto in serie in almeno 200 esemplari.

Il reparto sportivo della British Leyland - colosso automobilistico britannico che all’epoca gestisce, tra le altre cose, il marchio MG - decide di partecipare al Mondiale con un modello simile nel design alla Metro (variante sportiva, presentata in quello stesso anno, della piccola Austin svelata nel 1980) e chiede aiuto alla Williams.

Dopo aver testato un motore V8 anteriore abbinato alla trazione posteriore si decide di puntare per la MG Metro 6R4 su un propulsore montato in posizione posteriore centrale unito alla trazione integrale: inizialmente si pensa di utilizzare un V6 Honda (Casa con la quale la Leyland ha una partnership) ma in seguito si opta per un 2.5 a sei cilindri a V derivato dal 3.5 V8 Rover (di origine Buick), unità con la quale vengono effettuati i primi test privati nel febbraio del 1983.

La Metro debutta in gara (in veste ancora non definitiva) il 31 marzo 1984 in occasione dello York National Rally con il pilota britannico Tony Pond: l’esito della gara (ritiro per problemi tecnici) è un’anticipazione di quella che sarà la carriera sportiva della “baby” inglese. Il primo successo arriva a marzo 1985, sempre con Pond, allo Skip Brown Gwynedd Rally.

La MG Metro 6R4 ufficiale - dotata di un motore 3.0 V6 aspirato a benzina da 410 CV (250 per la variante destinata al pubblico) - viene presentata nel maggio 1985 con una vernice rossa impreziosita dal tetto bianco per omaggiare le Mini capaci di conquistare tre edizioni del Rally di Monte Carlo. I tecnici “british” scelgono di non adottare la sovralimentazione per avere un’erogazione più ampia e un minore surriscaldamento: una scelta errata visto che in gara le rivali ad alimentazione forzata si riveleranno più grintose e nonostante tutto meno cagionevoli di salute. Tra agosto e ottobre vengono prodotti i 200 esemplari necessari per l’omologazione Gruppo B (più una ventina destinati alle gare), che arriva l’1 novembre.

1985

Risale a fine novembre - in occasione dell’ultima prova del Mondiale rally 1985 (il RAC in Gran Bretagna) - il debutto iridato della Metro: Pond ottiene un terzo posto (miglior piazzamento in assoluto della piccola “british” nonché unico podio di sempre nel WRC) mentre il britannico Malcolm Wilson è costretto al ritiro per un guaio al motore. Viene anche schierata una vettura privata guidata da Geoff Fielding ma non termina la gara per via della perdita di una ruota.

1986

Nel 1986 la British Leyland decide di schierare la MG Metro 6R4 in tutte le tappe europee del campionato iridato: il brand britannico chiude al 9° posto tra i Costruttori in una stagione ricca di delusioni.

A Monte Carlo Pond è vittima di un incidente mentre Wilson soffre di problemi alla trasmissione, in Svezia Wilson e lo svedese Per Eklund sono costretti al ritiro per noie al motore e il privato svizzero Jean-Luc Thevenaud termina la gara in 16° posizione. Nel Rally del Portogallo vengono schierate tre vetture (affidate a Pond, Wilson e al belga Marc Duez), tutte ritirate per lutto dopo l’incidente del lusitano Joaquim Santos che nella prima prova speciale travolge e uccide tre spettatori.

Al Tour de Corse arrivano altri tre ritiri per la MG Metro 6R4 (Pond per un problema all’albero a camme, Wilson per un incendio e il francese Didier Auriol per una perdita d’olio) mentre in Nuova Zelanda tocca ad un altro privato - il locale Tony Teesdale - terminare la corsa (23°). Bisogna aspettare settembre - al 1000 Laghi - per vedere un mezzo ufficiale al traguardo: ci riescono il finlandese Harri Toivonen (8°) e Wilson (10°), esiti alterni - Eklund (7°), Mika Arpiainen (incidente) - per i due privati.

Nel Rally di Sanremo Wilson arriva quarto, Pond è vittima di un incidente e Duez è tartassato da problemi al motore. Nell’ultima apparizione ufficiale iridata - al RAC - la Casa britannica schiera ben dodici vetture: otto di queste si ritirano e le altre quattro chiudono la gara in “top ten” (Pond sesto, Eklund 7°, il britannico Jimmy McRae - papà di Colin - ottavo e il connazionale David Llewellin nono).

Non solo WRC

La MG Metro 6R4 ottiene maggiori soddisfazioni nelle serie nazionali: Auriol, ad esempio, diventa campione francese grazie ai trionfi nel Critérium Rouergat, al Mont Blanc, ad Antibes, in Alsazia e nel Critérium des Cevennes mentre le tre vittorie nel Regno Unito (due di Llewellin e McRae in Irlanda del Nord e una di Pond nell’isola di Man) non bastano per portare a casa il titolo britannico.

Nel 1987 le Gruppo B vengono abolite dal Mondiale rally a causa della loro pericolosità: le piccole Metro, svendute, trovano rapidamente clienti mentre il progetto del motore viene acquistato dalla Tom Walkinshaw Racing. La società di engineering britannica modifica profondamente questo propulsore - incrementando la cilindrata a 3,5 litri e aggiungendo due turbocompressori - e lo installa sotto il cofano della supercar Jaguar XJ220 presentata nel 1992.

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