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Miki Biasion: l’ultimo campione del mondo rally italiano

Due titoli iridati con la Lancia Delta e tanti altri successi per il pilota veneto

Miki Biasion è l’ultimo pilota italiano ad aver conquistato il Mondiale rally: ha vinto due titoli iridati con la Delta e ha trascorso quasi tutta la carriera nel WRC al volante di vetture Lancia. Scopriamo insieme la storia del driver veneto.

Miki Biasion: la storia

Miki Biasion nasce il 7 gennaio 1958 a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. Ufficialmente avrebbe dovuto chiamarsi Michele ma la nonna, presa dall’emozione, lo registra all’anagrafe come Massimo.

Appassionato di sport fin da ragazzo (sci) ma soprattutto di motori, gareggia da adolescente nel motocross ma dopo alcune brutte cadute decide di passare alle quattro ruote.

Le prime esperienze

Nel 1978 Miki Biasion al volante della Renault 5 della madre (e a sua insaputa) prende parte al primo rally della sua vita, una corsa semiclandestina sull’altopiano di Asiago. Dopo questa esperienza decide di acquistare una vettura da corsa e compra una Opel Kadett GTE Gruppo 1: come navigatore sceglie un compagno di liceo (Tiziano Siviero) che lo affiancherà per gran parte dei suoi successi.

I due prendono parte al campionato italiano 1979 e affrontano la prima gara “vera” al Rally di Modena. L’anno seguente Miki vende la Kadett, acquista una Opel Ascona Gruppo 2 e sorprende tutti con un quinto posto assoluto al Targa Florio e una quarta piazza all’Elba, corse entrambe valide per il campionato europeo.

I successi con la Opel

Nel 1981 Miki Biasion riesce a correre il campionato italiano con una Opel Ascona 400 Gruppo 4 grazie al sostegno finanziario offerto dai rivenditori del Triveneto della Casa tedesca, che creano la scuderia Concessionari Opel Tre Venezie. Primo podio in carriera la Colline di Romagna (3°). secondo al 100.000 Trabucchi e sesto assoluto al Sanremo valido per il Mondiale.

L’anno seguente Biasion diventa pilota ufficiale Opel Italia e alla prima gara convince tutti portando a casa un terzo posto al Targa Florio (primo podio nel campionato europeo), la terza piazza al 4 Regioni e la prima vittoria in carriera al Rally della Lana (seguita dal trionfo al 100.000 Trabucchi).

Il passaggio in Lancia

Miki Biasion, deluso dall’ambiente del campionato italiano rally, rifiuta l’offerta di Opel di correre come prima guida nel 1983 e trova un sedile nel Jolly Club (scuderia satellite della Lancia). Al volante della 037 conquista il campionato europeo e quello italiano e ottiene numerose vittorie (Costa Brava e Sol in Spagna, Ypres in Belgio, Madeira in Portogallo, Costa Smeralda, 4 Regioni e San Marino).

Nel 1984 viene premiato con un programma di cinque rally validi per il Mondiale: primo podio iridato grazie al secondo posto al Tour de Corse e terza piazza a Sanremo. L’anno seguente trionfa per due volte in Spagna (Costa Brava e Costa Blanca) e porta a casa la corsa greca Halkidiki.

La Delta S4

Dopo aver rifiutato l’offerta di Peugeot per correre il Mondiale con la 205 Turbo 16 Miki Biasion affronta la prima stagione iridata da ufficiale con la Lancia nel 1986 e con la Delta S4 conquista la prima vittoria “intercontinentale” in carriera (in Argentina).

La Delta Gruppo A

L’abolizione delle Gruppo B al termine della stagione 1986 porta all’arrivo delle meno potenti Gruppo A. Miki Biasion – con la Lancia Delta – vince la gara d’esordio del Mondiale 1987 a Monte Carlo ma perde la possibilità di lottare per il titolo (e di gareggiare nell’ultima tappa iridata in Gran Bretagna) dopo essersi rotto quattro costole durante un’escursione.

Due Mondiali in due anni

Nel 1988 Miki Biasion diventa il primo campione del mondo rally “latino” della storia (Sandro Munari nel 1977 si era aggiudicato la Coppa FIA Piloti) grazie alle vittorie in Portogallo, al Safari, all’Acropoli, all’Olympus e a Sanremo.

Il driver veneto bissa il trionfo Mondiale nel 1989 portando a casa altri cinque successi (Monte Carlo, Portogallo, Safari, Acropoli e Sanremo).

La crisi e l’addio alla Lancia

I primi anni ’90 sono poveri di risultati per Miki Biasion: nel 1990 arrivano due vittorie in Portogallo e Argentina mentre l’anno seguente si deve accontentare di tre secondi posti (Monte Carlo, Argentina e Sanremo). Al termine del Mondiale 1991 la Lancia abbandona ufficialmente i rally.

Gli ultimi anni in Ford

Biasion trova nel 1992 un sedile in Ford e con la Sierra porta a casa un secondo posto in Portogallo. La situazione migliora l’anno seguente con la Escort, che gli permette di conquistare l’ultimo trionfo iridato in carriera (all’Acropoli).

L’ultima stagione iridata di Miki Biasion – nel 1994 – si conclude con due terze piazze rimediate in Portogallo e a Sanremo.

Rally e rally raid

Miki continua a correre nel 1995 con team privati in due rally non validi per il Mondiale: si ritira all’Acropoli con una Lancia Delta mentre arriva quarto a Sanremo con la Subaru Impreza. Nello stesso anno si cimenta anche in pista nel Trofeo Maserati.

Nel 1997 Miki Biasion inizia a correre nei rally raid con i camion e alla guida dell’Iveco Eurocargo porta a casa due Coppe del Mondo consecutive nel 1998 (Rally di Tunisia, Rally dei Faraoni e Abu Dhabi Desert Challenge) e nel 1999 (Tunisia, Faraoni, Abu Dhabi e Rally del Marocco).

Il terzo millennio

All’inizio degli anni Duemila Biasion viene chiamato dalla Fiat per sviluppare la Punto Super 1600, vettura che nel 2003 si aggiudicherà il campionato italiano rally con Paolo Andreucci.

Nel 2002 Miki Biasion torna nel mondo dei rally raid con la Mitsubishi Pajero (vettura con cui l’anno seguente termina la Dakar in seconda posizione prima di essere penalizzato a fine gara per un problema tecnico).

Il 2006 è l’anno in cui Biasion tenta, senza successo, di terminare la Dakar con una Fiat Panda Cross 4×4. Va meglio cinque anni più tardi quando con un camion Iveco si aggiudica il Rally del Marocco.

I rally storici

Negli ultimi anni è stato possibile ammirare spesso Miki Biasion cimentarsi nei rally storici: nel 2013 corre in Nuova Zelanda con una Porsche 911 mentre dal 2014 partecipa a diversi eventi al volante delle Lancia 037 e Delta, le auto alle quali è maggiormente legato.

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