• pubblicato il 22-11-2013

Il mito Martini Racing in mostra a Torino

di Marco Coletto

F1, rally, endurance e turismo, 18 modelli vincenti sponsorizzati dal celebre marchio piemontese esposti al Mauto

La mostra “Martini Racing - Inseguendo il mito” - in programma presso il Museo dell’Automobile di Torino fino al 26 gennaio 2014 - è un appuntamento da non perdere per gli appassionati di motorsport.

L’evento - creato per celebrare i 150 anni di attività della Martini - permette ai visitatori di ammirare 18 modelli sponsorizzati dal marchio piemontese specializzato in bevande alcoliche che hanno corso e vinto in F1, nei rally, nelle prove endurance e nel turismo.

Video e postazioni interattive consentiranno inoltre di rivivere le emozioni in gara delle auto vestite della mitica livrea blu-rosso-azzurra e sarà anche presente una panoramica sui manifesti e le campagne pubblicitarie Martini Racing.

Di seguito troverete una breve descrizione delle vetture presenti nella mostra “Martini Racing - Inseguendo il mito” mentre in fondo ci sono tutte le informazioni utili come gli orari e i prezzi dei biglietti.

Mostra “Martini Racing - Inseguendo il mito”: le vetture esposte

Le Endurance

Porsche 917 (1971)

La Porsche 917K del 1971 è la prima vettura Martini Racing a salire sul gradino più alto del podio. Conquista la 24 Ore di Le Mans con l’austriaco Helmut Marko e l’olandese Gijs van Lennep e monta un affidabile motore 4.9 V12 boxer in grado di erogare più di 600 CV.

Porsche 911 Carrera RSR (1973)

La potenza di 310 CV della Porsche 911 Carrera RSR del 1973 non è particolarmente elevata ma grazie al peso ridotto questo modello si aggiudica la Targa Florio - con lo svizzero Herbert Müller e van Lennep - surclassando rivali ben più “cavallate”.

Lancia Beta Montecarlo (1981)

La Lancia Beta Montecarlo del 1981 è la prima auto Martini Racing a non essere una Porsche. Monta un motore 1.4 sovralimentato da 440 CV (alternato ad un 1.8 da 490 CV) e vince il Mondiale Endurance nelle categorie “under 2 litri” e “open”. Merito del successo di Riccardo Patrese e Michele Alboreto alla 6 Ore di Watkins Glen e di una serie di piazzamenti importanti.

Lancia Gruppo 6 (1982)

La Lancia Gruppo 6 del 1982 - una barchetta biposto da 450 CV - non si aggiudica il Mondiale Endurance ma arrivano comunque tre successi rilevanti: la 1.000 Km di Silverstone (Patrese-Alboreto), la 6 ore del Nürburgring (Alboreto, Patrese e Teo Fabi) e la 6 Ore del Mugello (Alboreto e Piercarlo Ghinzani).

Lancia LC2 (1983/86)

La Lancia LC2 è una biposto coperta che monta un motore 2.6 otto cilindri biturbo di origine Ferrari in grado di sviluppare più di 700 CV. Le prestazioni sono buone ma la scarsa affidabilità impedisce alla vettura torinese di conquistare l’iride.

Le F1

Tecno PA 123/1 (1972)

Il rapporto tra Martini Racing e la F1 inizia nel 1972 quando il marchio torinese - preso in contropiede dal ritiro della Porsche dal Mondiale Marche e dal rifiuto della Ferrari di apporre le scritte di uno sponsor su una sua vettura - decide di supportare la Tecno, una scuderia italiana ambiziosa al debutto nel Circus reduce da tanti successi nelle categorie inferiori. La monoposto conquista però un solo punto in due anni, grazie al sesto posto del neozelandese Chris Amon in Belgio.

Brabham BT44B (1975)

La Brabham BT44B - dotata di un motore Ford Cosworth - è una monoposto decisamente più competitiva della Tecno. Ottiene una vittoria in Germania con l’argentino Carlos Reutemann: un risultato insufficiente per pensare di poter conquistare il titolo.

Brabham BT45 (1976/77)

Il cambio di motore - da Ford Cosworth ad Alfa Romeo (un 12 cilindri boxer da 520 CV) - migliora le prestazioni della Brabham ma la BT45  - che ottiene come miglior risultato un 2° posto in Argentina con il brasiliano Carlos Pace - ha un telaio troppo pesante.

Lotus 80 (1979)

La Lotus 80 affronta la stagione 1979 con i colori Martini Racing e il numero 1 sulle fiancate (per via del Mondiale conquistato l’anno prima). La monoposto è favorita per bissare il titolo ma risulta difficile da mettere a punto e dopo soli tre GP (miglior risultato il 3° posto dello statunitense Mario Andretti in Spagna) viene pensionata per lasciare spazio alla 79 dell’anno precedente.

Le auto da rally

Lancia 037 (1983/84)

La Lancia 037 a trazione posteriore sembra antiquata rispetto all’Audi Quattro a quattro ruote motrici. Eppure questa vettura ottiene il Mondiale Rally Costruttori grazie a cinque successi: tre del tedesco Walter Röhrl (Monte Carlo, Acropoli e Nuova Zelanda) e due del finlandese Markku Alén (Tour de Corse e Sanremo). Nel 1984 Alén si aggiudica nuovamente il Tour de Corse.

Lancia Delta S4 (1985/86)

La Lancia Delta S4 è la prima vettura da rally della Casa torinese a trazione integrale. Dotata di un motore a doppia sovralimentazione da 450 CV, vince la gara d’esordio: il RAC del 1985 con il finlandese Henri Toivonen (che al volante di questa vettura perderà la vita l’anno seguente). Nel 1986 arrivano quattro successi: due con Alén (Sanremo e Olympus) e uno con Toivonen (Monte Carlo) e Miki Biasion (Argentina). Ma non il titolo.

Lancia Delta Ecv2 (1986)

La Lancia Delta Ecv2, come sempre sponsorizzata da Martini Racing, viene presentata pochi mesi prima dell’abolizione delle Gruppo B e per questo motivo non prenderà mai parte ad un rally. Il motore è un sei cilindri biturbo da 600 CV.

Lancia Delta Integrale (1988)

La Lancia Delta Integrale del 1988 si distingue dalla HF 4WD iridata l’anno prima per i passaruota più larghi, per le prese d’aria frontali e per un comportamento migliore sull’asfalto. Senza dimenticare il motore 2.0 da 280 CV e il peso diminuito. Tra il 1988 e il 1989 questa vettura conquista 14 rally iridati (tra cui il Safari) e quattro Mondiali (due Piloti con Biasion e due Costruttori).

Lancia Delta HF (1992)

La Lancia Delta HF (conosciuta anche come Integrale “Evoluzione”) gareggia nel Mondiale 1992 con il team Jolly Club visto che la Casa torinese abbandona ufficialmente i rally dopo il Mondiale del 1991. Il supporto di Martini Racing, invece, rimane. Più facile da guidare sugli sterrati grazie alla carreggiata allargata e alla maggiore escursione degli ammortizzatori, monta un motore da 300 CV, ottiene otto vittorie e conquista il titolo iridato per l’ultima volta.

Ford Focus WRC

Martini Racing torna nei rally alla fine del XX secolo quando decide di sponsorizzare la Ford Focus WRC guidata dal britannico Colin McRae. Nel periodo nel quale la compatta tedesca veste la mitica livrea blu-rosso-azzurra non arriva nessun Mondiale ma non mancano i successi: due nel 1999 (Safari e Portogallo) e tre nel 2000 (Catalogna, Acropoli e Cipro), nel 2001 (Argentina, Cipro e Acropoli) e nel 2002 (Acropoli, Safari e Argentina, quest’ultima con lo spagnolo Carlos Sainz).

Le turismo e le GT

Alfa Romeo 155 DTM (1995/96)

L’Alfa Romeo 155 DTM, vettura da turismo creata per correre nel campionato tedesco, debutta con i colori Martini Racing nel 1995 e ottiene una sola vittoria con Nicola Larini a Helsinki. L’anno seguente - nel campionato mondiale ITC - la situazione migliora con nove vittorie (sette di Alessandro Nannini e due di Larini) ma il titolo non arriva.

Porsche 911 GT3 (2013)

Martini Racing decide di supportare la Porsche 911 GT3 guidata da Sébastien Loeb nella Porsche Supercup 2013. In previsione di un impegno più concreto con la Casa di Zuffenhausen alla 24 Ore di Le Mans 2014?

Porsche 918 (2013)

La Porsche 918 monta un motore endotermico posteriore abbinato a due propulsori elettrici in grado di generare una potenza complessiva di 770 CV. Per celebrare i tanti successi nelle gare endurance la Martini Racing ha voluto sponsorizzare una versione particolare di questa vettura.

Mostra “Martini Racing - Inseguendo il mito”: gli orari di apertura e i prezzi dei biglietti

Lunedì      10:00-14:00
Martedì      14:00-19:00
Mercoledì, giovedì e domenica  10:00-19:00
Venerdì e sabato    10:00-21:00

Martedì 24 dicembre dalle 10:00 alle 14:00, mercoledì 25 dicembre dalle 14:00 alle 19:00, martedì 31 dicembre dalle 10:00 alle 14:00, mercoledì 1 gennaio dalle 14:00 alle 19:00, lunedì 6 gennaio dalle 10:00 alle 19:00

Biglietto intero: 8 euro
Biglietto ridotto: 6 euro (over 65, dai 6 ai 14 anni, disabili, gruppi oltre le 15 persone, studenti unversitari con tesserino, soci ACI
Scuole: 2.50 euro
Gratis: minori di 6 anni, giornalisti con tesserino dell’Ordine, possessori dell’Abbonamento Musei Torino Piemonte e Torino + Piemonte Card

Per maggiori informazioni consultate il sito ufficiale.

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