• pubblicato il 03-12-2015

Porsche 718: la polivalente

Ha vinto su strada e in pista tra gli anni '50 e '60

La Porsche 718 è una delle auto da corsa più polivalenti della storia: tra la seconda metà degli anni ’50 e la prima dei ’60 questa sportiva tedesca è stata capace di vincere su strada e in pista contro vetture più potenti. Scopriamo insieme l'evoluzione di questo mito del motorsport “made in Germany”.

Porsche 718: la storia

La Porsche 718 nasce ufficialmente nel 1957: non è altro che un’evoluzione della 550A (migliorie alla carrozzeria e alle sospensioni) dotata di un motore 1.5 quattro cilindri boxer da 144 CV.

Gli anni ’50

La sportiva teutonica debutta in gara il 22 giugno 1957 alla 24 Ore di Le Mans con il tedesco Edgar Barth e il nostro Umberto Maglioli ma per le prime soddisfazioni bisogna attendere l’anno successivo: terzo posto alla 12 Ore di Sebring con lo statunitense Harry Schell e il tedesco Wolfgang Seidel, seconda piazza alla Targa Florio con il francese Jean Behra e il nostro Giorgio Scarlatti, la vittoria alla 3 Ore di Rouen con Behra e il primo podio a Le Mans con Behra e Herrmann terzi sulla Sarthe.

Nel 1959 la Porsche 718 chiude in terza posizione la 12 Ore di Sebring con lo svedese Jo Bonnier e il teutonico Wolfgang von Trips, che porta al debutto in F1 la sportiva di Zuffenhausen il 10 maggio in occasione del GP di Monte Carlo. Barth e Seidel salgono sul gradino più del podio della Targa Florio mentre Bonnier e von Trips arrivano secondi al Tourist Trophy.

Le grandi vittorie e la F1

Nel 1960 nasce la versione RS 60, realizzata per rispettare le nuove regole della federazione internazionale sulle dimensioni del parabrezza dell’abitacolo. Tra le altre novità segnaliamo le sospensioni riviste e l’introduzione di un motore 1.6 da 163 CV.

La Porsche 718 RS 60 si rivela un’auto estremamente efficace: vince la 12 Ore di Sebring con il belga Olivier Gendebien e Herrmann (primo storico trionfo della Casa tedesca nella corsa endurance statunitense) e conquista la Targa Florio con il britannico Graham Hill affiancato da Bonnier e Herrmann (che arrivando sesto nel GP d’Italia porta a casa i primi punti in F1) e il campionato europeo montagna tra le sport con lo svizzero Heini Walter.

Il 1961 - grazie alla 718 - si rivela il migliore anno in F1 per il marchio di Zuffenhausen: terzo posto nel Mondiale Costruttori e quarta piazza tra i piloti dello statunitense Dan Gurney (secondo in Francia, in Italia e negli USA).

Nello stesso anno vedono la luce due evoluzioni della Porsche 718: la RS 61 (praticamente identica alla RS 60) e, soprattutto, la WRS. Quest’ultima monta inizialmente un quattro cilindri, rimpiazzato poco dopo da un otto cilindri boxer da 245 CV derivato da quello della monoposto di F1 804.

Gli ultimi anni

Il 1962 si apre con il terzo posto a Sebring con una RS 60 guidata da tre “yankee” (Bruce Jennings, Frank Rand e Bill Wuesthoff) e prosegue con la terza piazza alla Targa Florio ottenuta da Bonnier e dal nostro Nino Vaccarella su una GTR (versione coupé derivata dalla RS 61 e dotata di un propulsore a otto cilindri). Segnaliamo anche il terzo posto di Herrmann e Hill con la WRS alla 1.000 km del Nürburgring.

Maggiori soddisfazioni per la Porsche 718 arrivano nel 1963 con il trionfo alla Targa Florio di una GTR guidata da Bonnier e dal nostro Carlo Mario Abate e con la conquista del campionato europeo della montagna tra le vetture Sport di Barth con una WRS.

Porsche 718: la polivalente

L'opinione dei lettori