• pubblicato il 10-11-2011

Smart, la storia: citycar e non solo

di Marco Coletto

L'evoluzione di uno dei marchi più giovani del mercato automobilistico.

La maggior parte delle persone associa il marchio Smart ad un solo modello, l'unico attualmente in listino. La vettura che ora si chiama fortwo - nata nel 2007 e lunga 2,70 metri (nessuna è più corta di lei) - monta motori 1.0 a benzina di origine Mitsubishi (da 61, 71, 84 e 102 CV) e uno 0.8 turbodiesel cdi da 54 CV ed è disponibile nelle varianti coupé e cabrio.

Nel corso della sua (breve) storia, però, il brand tedesco ha realizzato anche altre vetture, non sempre ottenendo successi. Scopriamo insieme l'evoluzione del marchio.

SMART CITY-COUPÉ

Siamo alla fine degli anni '80 e l'amministratore delegato della Swatch, Nicolas Hayek, vuole riproporre in campo automobilistico la filosofia dei suoi orologi. Pensa quindi ad una piccola vettura dotata di due posti e un motore ibrido. Dopo aver siglato un accordo con la Volkswagen (non concretizzatosi) crea una joint-venture con la Mercedes nel 1994: il 51% delle azioni va ai tedeschi, il 49% agli svizzeri. Il nome della vettura, Smart, è l'acronimo di Swatch Mercedes ART ma al momento della ricapitalizzazione della società alla SMH (colosso elvetico a cui fa capo la Swatch) resta solo il 19%.

Il lancio della prima generazione della citycar tedesca, inizialmente previsto per marzo 1998, viene rimandato a ottobre 1998. Il motivo? Rimediare ai problemi di stabilità riscontrati in fase di test. Per ovviare a questi guai si procede all'abbassamento del baricentro, all'allargamento della carreggiata e all'irrigidimento delle sospensioni. Hayek non è convinto del design e non approva l'assenza di propulsori a basso impatto ambientale e per questa ragione cede l'intero pacchetto azionario alla Daimler.

La prima Smart viene presentata al Salone di Parigi del 1998: è lunga 2,50 metri e monta propulsori a tre cilindri montati posteriormente sotto il vano di carico benzina e turbodiesel cdi da 0,6 a 0,8 litri. Quest'ultima unità percorre oltre 30 chilometri con un litro di gasolio.

Nel 2000 arriva la cabrio mentre nel 2002, insieme alla crossblade (una versione particolare da 71 CV priva di tetto e parabrezza), debutta la variante restyling. Nel 2003 prende il via l'accordo con la Brabus per la realizzazione di varianti sportive e l'anno seguente le city-coupé e city-cabrio cambiano nome: fortwo coupé e fortwo cabrio.

ROADSTER E ROADSTER COUPÉ

Nel 2003 arrivano in listino una spider e una coupé basate sul pianale allungato della Smart tradizionale. Sono lunghe quasi tre metri e mezzo, montano propulsori da 61 a 101 CV (sulla roadster coupé il propulsore "entry-level" ne ha 82) e vengono svelate durante il Salone di Parigi 2001. Lo stile originale deriva da due concept presentate a Francoforte 1999 (la scoperta) e Parigi 2000 (la chiusa). La loro carriera termina dopo pochi anni, nel 2006: il pubblico non apprezza il prezzo elevato e la lentezza del cambio.

FORFOUR

La prima (e finora unica, il progetto della SUV formore realizzato sulla stessa base verrà bloccato a pochi mesi dal lancio) Smart a cinque porte entra in listino nel 2004 e ne esce nel 2006. Assemblata in Olanda insieme alla Mitsubishi Colt, vettura con la quale condivide lo stesso pianale, monta motori da 1,1 a 1,5 litri ed è penalizzata dal prezzo eccessivo.

IL FUTURO

Nel 2012 arriverà la terza generazione della fortwo: sfrutterà il recente accordo tra Mercedes e Renault e avrà un design simile a quello della concept forvision presentata allo scorso Salone di Francoforte. Nei prossimi mesi vedremo anche la variante elettrica e non mancherà un'erede della forfour realizzata sulla base della Nissan Micra. Non è detto, però, che quest'ultima arrivi sul mercato europeo.

Smart, la storia: citycar e non solo

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