• pubblicato il 03-06-2013

Chevrolet Malibu, la storia dell'ammiraglia americana

di Marco Coletto

Quasi mezzo secolo di vita per la berlinona "yankee"

Il prossimo anno la Chevrolet Malibu compirà 50 anni: in mezzo secolo l'ammiraglia americana è riuscita a conquistare diversi automobilisti "yankee" ma solo quest'anno è arrivata nelle nostre concessionarie.

L'attuale generazione - l'ottava - debutta al Salone di Shanghai del 2011 e monta un motore 2.0 turbodiesel da 159 CV. Scopriamo la storia della berlinona d'oltreoceano.

Chevrolet Chevelle Malibu prima generazione (1964)

Il nome Malibu debutta come semplice allestimento della Chevelle, una vettura disponibile in numerose varianti di carrozzeria: hard-top a due e quattro porte, coupé, convertibile, berlina a due e quattro porte e station wagon a due e quattro porte. La gamma motori comprende unità da 3,2 a 6,5 litri.

Nel 1965 il design viene leggermente modificato con l'adozione di una nuova calandra, di gruppi ottici posteriori rivisti e di scarichi inediti. Nel 1966 (anno in cui debutta la variante hard-top con il lunotto incassato) lo stile viene nuovamente cambiato per renderlo più simile a quello dei modelli più grandi e costosi.

La calandra della Chevrolet Chevelle Malibu viene ancora cambiata nel 1967 (insieme ai gruppi ottici posteriori): nello stesso anno debuttano i freni a disco anteriori nell'elenco degli optional e la Concours, una station wagon con inserti in finto legno.

Chevrolet Chevelle Malibu seconda generazione (1968)

Disponibile nelle varianti hard-top a due e quattro porte, coupé, coupé utility, convertibile, berlina a due e quattro porte e station wagon e con una gamma motori composta da unità da 3,8 a 7,4 litri, è un modello completamente rivisto rispetto a quello precedente.

La seconda generazione della Chevrolet Chevelle Malibu è offerta con due tipologie di passo - corto per le versioni a due porte, lungo per tutte le altre - e nell'abitacolo spicca una strumentazione tonda in alloggiamenti quadrati che verrà ripresa l'anno seguente dalla Camaro.

Nel 1968 debutta l'allestimento Concours per le berline e le coupé (rivestimento in tessuto per sedili e parte inferiore dei pannelli porta e inserti in finto legno sul cruscotto) mentre nel 1969 è la volta di una nuova calandra, di inedite luci posteriori, della strumentazione ridisegnata e dei poggiatesta di serie per rispettare le normative di sicurezza.

La Malibu diventa il modello base della Chevelle nel 1970: nello stesso anno - in concomitanza con il restyling della calandra e dei gruppi ottici posteriori -. sparisce dal listino la versione coupé. Nel 1971 i doppi fari anteriori lasciano spazio a gruppi ottici singoli e i propulsori vengono depotenziati per poter essere alimentati dalla benzina senza piombo mentre nel 1972 viene nuovamente ridisegnato il frontale.

Chevrolet Chevelle Malibu terza generazione (1973)

Disponibile in tre versioni - coupé, berlina e station wagon - e con una gamma motori da 4,1 a 7,4 litri. L'allestimento Malibu è quello intermedio della Chevelle ma dal 1974 diventa quello "entry-level".

Nel 1977 il pilota Cale Yarborough si aggiudica al volante di una Malibu il prestigioso campionato NASCAR.

Chevrolet Malibu quarta generazione (1978)

La prima Chevrolet a chiamarsi esclusivamente Malibu nonché l'ultima a montare la trazione posteriore è disponibile coupé, berlina e station wagon. Molto usata come auto della polizia negli USA e anche come taxi in Iraq, per via di un grosso acquisto da parte di Saddam Hussein.

Nonostante il pianale più piccolo e leggero di quello della Chevelle gli ingegneri americani riescono a conservare il medesimo spazio interno (anche quello per i bagagli). Per risparmiare sui costi di produzione - e per invogliare gli acquirenti ad acquistare l'aria condizionata, optional - i finestrini delle porte posteriori non scendono mentre le station wagon presentano prese d'aria orientabili.

I motori della Chevrolet Malibu quarta generazione al lancio sono quattro: un 3.3 V6 da 95 CV, un 3.8 V6 da 105 CV, un 5.0 V8 da 140 CV e un 5.7 V8 da 165 CV. Nel 1979 la potenza del 3.8 V6 aumenta a 115 CV e debutta un 4.4 V8 da 125 CV.

Nel 1980 sparisce il 3.3, la potenza del 3.8 scende a 110 CV e quella del 4.4 V8 a 115 CV. In compenso il 5.7 V8 sale fino a quota 170 CV. La berlina passa a quattro finestrini anziché sei nel 1981.

In occasione del restyling della Chevrolet Malibu quarta generazione del 1982 (design più simile a quello della Caprice grazie al frontale più squadrato e ai gruppi ottici anteriori rettangolari) spariscono il 4.4 V8 e il 5.7 V8 e arrivano due unità a gasolio: un 4.3 V6 da 85 CV e un 5.7 V8 da 105 CV. Nel 1983 è la volta del logo Malibu spostato dai parafanghi posteriori a quelli anteriori.

Chevrolet Malibu quinta generazione (1997)

Dopo un'assenza di 14 anni la Chevrolet Malibu - la prima a trazione anteriore - torna sul mercato con il compito di rimpiazzare la Corsica. Realizzata sullo stesso pianale della Oldsmobile Alero e della Pontiac Grand Am e disponibile esclusivamente come berlina, è penalizzata da finiture deludenti e da propulsori sottodimensionati.

La gamma motori al lancio è composta da un 2.4 da 152 CV e da un 3.1 V6 da 158 CV. Nel 1999 il 3.1 V6 viene portato a 173 CV mentre nel 2000 (anno in cui il logo sulla calandra diventa blu anziché argento) abbandona le scene il 2.4.

Nel 2004 debutta nella gamma della Chevrolet Malibu quinta generazione un 2.2 da 145 CV. Nonostante il lancio della sesta generazione la vettura continua ad essere prodotta come auto aziendale per un altro anno e viene rinominata Classic.

Chevrolet Malibu sesta generazione (2004)

Disponibile berlina o station wagon (denominata Maxx), ha un pianale condiviso con tre vetture vendute nel nostro Paese: Cadillac BLS, Opel Vectra berlina e GTS e Saab 9-3. La gamma motori al lancio è composta da un 2.2 da 145 CV e da un 3.5 V6 da 203 CV.

Nel 2006 il 3.5 V6 della Chevrolet Malibu sesta generazione viene rimpiazzato da un 3.9 V6 da 243 CV che equipaggia la versione sportiva SS. Il frontale - privato di una tanto vistosa quanto poco seducente barra orizzontale - diventa più "normale".

Il 3.9 viene rimpiazzato da un 3.5 V6 da 220 CV nel 2007 e nello stesso anno scompare dal listino il 2.2. La Maxx smette di essere prodotta nel 2008 mentre la berlina continua ad essere commercializzata come auto aziendale per un altro anno con il nome Malibu Classic.

Chevrolet Malibu settima generazione (2008)

Realizzata sul pianale allungato della serie precedente, utilizzato da vecchie conoscenze del mercato europeo (Fiat Croma, Opel Vectra SW e Opel Signum), è disponibile solo come berlina e conquista il premio di Auto dell'Anno in Nord America. Tra le novità più rilevanti segnaliamo gli interni rivisti e lo spazio interno peggiorato per i passeggeri posteriori e migliorato per quelli anteriori.

La gamma motori della settima generazione della Chevrolet Malibu comprende un 2.4 ibrido da 164 CV e tre unità a benzina: 2.4 da 169 CV, 3.5 V6 da 217 CV e 3.6 V6 da 252 CV.

Chevrolet Malibu, la storia dell'ammiraglia americana

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