• pubblicato il 14-01-2012

Lancia Delta, la storia della compatta torinese

di Marco Coletto

Da regina dei rally a "segmento C" elegante.

La terza generazione della Lancia Delta, presentata al Salone di Ginevra del 2008 ed oggetto di un restyling (calandra a listelli orizzontali e nuovo propulsore 1.6 turbodiesel MJT da 105 CV) nel 2011, ha ben pochi elementi in comune con le serie precedenti.

La compatta torinese - che ha una gamma motori composta da tre unità a benzina (1.4 da 120 e 140 CV e 1.8 da 200 CV), un 1.4 a GPL da 120 CV e quattro turbodiesel MJT (1.6 da 105 e 120 CV, 2.0 da 165 CV e 1.9 da 190 CV) è ora una vettura elegante e spaziosa (4,52 metri di lunghezza) che ha dimenticato il suo passato sportivo di successo.

Scopriamo insieme le evoluzioni della "segmento C" più lussuosa in commercio.

Prima generazione: Lancia Delta, auto dell'anno 1980

Viene svelata al Salone di Francoforte del 1979, ha cinque porte, un design firmato Giugiaro e sospensioni anteriori e posteriori a ruote indipendenti. Nel 1980 si aggiudica il premio di Auto dell'Anno e ha una gamma motori da 1,3 a 2 litri da 77 a 215 CV.

Nel 1982 arriva la Lancia Delta 1500 LX (con alzacristalli elettrici, cerchi in lega e sedile posteriore sdoppiato) mentre le prime modifiche del 1983 coinvolgono i paraurti avvolgenti e la calandra.

La Delta è considerata una delle vetture più vincenti nel mondo dei rally- quattro Mondiali Piloti (1987-1989 e 1991) e sei Mondiali Costruttori (1987-1992) - ma la sua carriera in questa disciplina inizia solo nel 1985 con la S4, che ottiene cinque successi mondiali prima di abbandonare le scene nel 1986.

La versione stradale di questo modello, prodotta in 200 esemplari e caratterizzata da un telaio tubolare e da tre porte  - monta un propulsore posteriore 1.8 da 250 CV, potenza salita a quota 480 per la variante destinata alle gare

Nel 1986 arriva la Lancia Delta HF 4WD. Ha la trazione integrale permanente con tre differenziali e adotta un motore 2.0 da 165 CV.

La Delta Integrale del 1988 non è altro che una HF 4WD più potente (185 CV) con carreggiate allargate, parafanghi bombati e qualche miglioramento nell'abitacolo.

La Integrale 16V del 1989 si distingue per il propulsore da 200 CV, per l'assetto ribassato di 20 mm e per il rigonfiamento sul cofano dovuto alla testata ingombrante.

Nel 1991 nasce la Lancia Delta Evoluzione: carreggiate allargate, bombature laterali e sul cofano, fari più aggressivi, minigonne ridisegnate, spoiler posteriore regolabile in tre diverse posizioni e motore da 210 CV.

In quello stesso anno debutta la Martini 5, 400 esemplari creati per celebrare i cinque titoli consecutivi nel Mondiale Rally Costruttori e caratterizzati dalla livrea Martini Racing sulle fiancate, dai sedili Recaro in Alcantara nera, dai cerchi bianchi da 15" e da alcuni dettagli verniciati in nero come le prese d'aria e lo spoiler posteriore.

La Martini 6 del 1992, costruita in 310 esemplari, si distingue per i sedili Recaro in Alcantara turchese con cuciture rosse (colore usato anche per le cinture di sicurezza). La Evoluzione 2 (catalitica da 215 CV) debutta nel 1993.

Seconda Generazione

La seconda Lancia Delta arriva nel 1993, è basata sul pianale della Fiat Tipo e non riesce a ripetere il successo della serie precedente: colpa dell'assenza di versioni sportive e dell'addio ai rally. Ha una gamma motori da 1,6 a 2 litri da 75 a 193 CV ed al lancio è disponibile solo a cinque porte.

La tre porte (denominata HPE) debutta nel 1995 mentre il restyling del 1996 porta motori a 16 valvole. Nel 1998 arriva un altro restyling: paraurti, modanature laterali, specchietti e portatarga verniciati e gruppi ottici posteriori rossi.

Lancia Delta, la storia della compatta torinese

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