• pubblicato il 05-11-2015

Le cinque auto più amate della storia Citroën

Dalla Traction Avant alla C3 passando per 2CV, DS e Méhari

Traction Avant, 2CV, DS, Méhari e C3: sono queste le cinque auto più amate della storia Citroën. Modelli che hanno segnato l’evoluzione del Double Chevron e che hanno reso la Casa francese una delle più innovative di sempre: scopriamoli insieme.

Citroën Traction Avant (1934)

La Citroën Traction Avant non è un’auto ma una famiglia di vetture lanciata nel 1934 e contraddistinta da una serie di innovazioni: la trazione anteriore (soluzione che consente di migliorare la tenuta di strada e di avere un’auto più bassa e aerodinamica delle rivali), il telaio monoscocca, la carrozzeria in acciaio e le sospensioni a barra di torsione.

La prima ad essere presentata è la 7CV (dotata di un motore 1.3 da 32 CV) mentre pochi mesi più tardi arriva la 7B con un propulsore 1.5 da 35 CV, rimpiazzata a sua volta nel 1935 - anno di debutto della 7S (motore 1.9 da 46 CV) - dalla 7C, equipaggiata con un 1.6 da 38 CV.

Sempre nel 1935 - anno in cui André Citroën scompare e il marchio da lui fondato passa nelle mani della Michelin - nasce la 11CV (motore 1.9 da 46 CV) e arrivano le prime modifiche alle sospensioni e al bagagliaio (che diventa accessibile dall’esterno). Lo sterzo a cremagliera, il cruscotto ridisegnato e il carburatore rivisto debuttano nel 1936 mentre l’anno seguente la 11 viene ribattezzata 11B e arriva sul mercato la variante Commerciale con portellone apribile in due parti e divano posteriore removibile.

La lussuosa 15CV - più elegante, più grintosa e con un cofano più lungo per accogliere il motore 2.9 a sei cilindri da 77 CV - entra in commercio nel 1938 (in concomitanza con l’arrivo, sulle altre versioni, di cerchi più grandi, di parafanghi rivisti, di una nuova frizione e di un impianto di riscaldamento riprogettato). L’anno successivo debutta la 15CV a passo lungo, vengono effettuati cambiamenti all’avantreno, al volano e all’albero motore, spariscono le versioni scoperte per via dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale e la potenza del sei cilindri sale a quota 56 CV.

Nel 1942 termina la prodizione della 15CV mentre nel 1946, subito dopo la fine del conflitto, riprende l’assemblaggio delle Traction Avant con una Lègère a passo corto con un 1.9 da 57 CV (unica tinta disponibile: verde militare). Il 1947 è l’anno in cui vengono lanciate la 11 Normale e la Six D (con un propulsore che gira a destra a sinistra per ottimizzare il rendimento) e nel 1948 l’unica vernice disponibile nella gamma è quella nera.

Gli anni ’50 per la Citroën Traction Avant si aprono con il rapporto di compressione modificato, con i paraurti dritti per la 15CV, con le coppe ruota più grandi e con l’introduzione della frizione monodisco. La versatiità aumenta nel 1952 con l’arrivo di un bagagliaio più capiente e l’anno seguente con il lancio delle familiari a passo lungo mentre risale al 1954 la commercializzazione della Six H con retrotreno idropneumatico. Nel 1955, in occasione del lancio della 11D, arriva un motore 1.9 da 65 CV con molti elementi in comune con quello della DS.

Citroën 2CV (1948)

Il progetto della Citroën 2CV prende forma nella seconda metà degli anni ’30 quando Pierre-Jules Boulanger chiede ai tecnici del Double Chevron di realizzare una vettura economica in grado di raggiungere una velocità massima di 60 km/h e di consumare tre litri di benzina ogni 100 km. Nel maggio 1939 vengono prodotti i primi 250 esemplari di pre-serie, quasi tutti distrutti poco dopo per non farli cadere in mani tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale.

Al termine del conflitto si ricomincia a lavorare sulla vettura, che viene presentata al Salone di Parigi del 1948 con un motore da 375 cc e 9 CV di potenza. La produzione inizia ufficialmente nel 1949, nel 1950 debutta la versione furgonata mentre nel 1951 è la volta dell’avviamento con chiave. Il 1953 è l’anno in cui arrivano alcune modifiche all’albero di trasmissione, ai rivestimenti interni e al volante e l’anno successivo arriva la versione AZ con un propulsore 425 cc da 12 CV.

Entrambi i propulsori della Citroën 2CV beneficiano di un incremento del rapporto di compressione nel 1955 e due anni più tardi vede la luce la AZLM, dotata di uno sportello in metallo per accedere al vano bagagli (e di conseguenza con una capote più corta). In occasione del profondo restyling del 1960 (cofano liscio con cinque nervature e potenza aumentata a 12,5 CV) debutta la rarissima versione Sahara a trazione integrale con due motori.

La prima metà degli anni ’60 è contraddistinta da numerosi aumenti di potenza (13,5 CV nel 1961, 15  nel 1962 e 18 nel 1963) mentre risale al 1965 l’introduzione delle portiere anteriori con apertura controvento. Nel 1970 la gamma si divide in 2CV 4 (con un 435 da 26 CV) e in 2CV 6 (con un 602 da 26,5 CV).

Una novità estetica rilevante per la Citroën 2CV arriva nel 1975 con i fari anteriori rettangolari (che durano poco in quanto il pubblico non li apprezza), quattro anni più tardi la 2CV 4 abbandona il listino e nel 1980 debutta nelle concessionarie la mitica versione Charleston. L’ultima grande evoluzione fino al 1990 (ultimo anno di produzione della “deuche”) risale al 1982 con l’introduzione dei freni a disco anteriori.

Citroën DS (1955)

La DS, presentata al Salone di Parigi del 1955, è senza dubbio la Citroën più amata: l’ammiraglia transalpina conquista immediatamente il pubblico (80.000 ordini al lancio) e la critica grazie ad una serie di innovazioni tecnologiche come le sospensioni idropneumatiche su tutte e quattro le ruote, il cambio semiautomatico e i freni a disco entrobordo. Il motore al lancio - un 1.9 da 75 CV derivato da quello montato dalla Traction Avant - è l’elemento più tradizionale dell’intera vettura.

La gamma della berlinona del Double Chevron si arricchisce nel 1958 con le varianti Cabriolet e Prestige (29 esemplari lussuosissimi che possono vantare, tra le altre cose, il divisorio tra le due file di sedili) mentre nel 1959 arrivano le prese d’aria all’altezza dei parafanghi per raffreddare meglio il propulsore. Nel 1961 è la volta di un lifting alla plancia, affiancato l’anno seguente da un frontale più aerodinamico e nel 1963 dall’arrivo nel listino degli optional del cambio manuale.

L’elegante Citroën DS Pallas (vernice grigia palladio con tetto grigio scuro, fari alogeni supplementari, montanti posteriori lisci e sedili più imbottiti) vede la luce nel 1964 mentre l’anno successivo debuttano la DS21 (con pneumatici maggiorati e motore 2.2 da 109 CV) e la DS20, che rimpiazza la 19, dotata di un propulsore 2.0 da 90 CV.

Il restyling del 1967 porta gruppi ottici carenati per migliorare l’aerodinamica composti da due proiettori: quello interno - l’abbagliante - ruota insieme allo sterzo per seguire le curve e per garantire una migliore illuminazione di notte. L’anno seguente viene venduta la station wagon Break con motore 2.0 e servofreno e si assiste ad un incremento di potenza del 2.0 (a 103 CV) e del 2.2 (a 115 CV).

Nel 1969 i fari orientabili della Citroën DS diventano legali anche in Italia, il cambio manuale sparisce dal listino della 20 e arriva la 21 da 139 CV con iniezione elettronica. Il 1970 è l’anno di lancio della Break 21 nonché quello in cui la 20 diventa disponibile Pallas (con fari anabbaglianti allo iodio).

Nel 1971 abbandonano il listino le Cabriolet e arrivano il clacson a tromba e le maniglie esterne incassate, nel 1972 le 21 vengono sostituite dalle 23 (con motore 2.3 da 123 o 141 CV) e nel 1973 viene interrotta la prodiuzione della 23 Break.

Citroën Méhari (1968)

La giocosa Citroën Méhari vede la luce al Salone di Parigi del 1968: realizzata sulla stessa base accorciata della Dyane (che a sua volta ha molti elementi in comune con la 2CV), nasce per sfidare la Mini Moke mostrata due anni prima e può vantare un’originale carrozzeria in plastica per ridurre il peso ed eliminare il rischio di corrosione e un motore 600 da circa 30 CV.

Nel 1975 arriva un nuovo cruscotto, nel 1978 tocca ai freni a disco anteriori mentre nel 1979 - in concomitanza con il lancio della variante a trazione integrale (che abbandona le scene nel 1983) - debutta il cruscotto preso in prestito dalla LNA.

Citroën C3 (2001)

La prima generazione della Citroën C3 viene svelata ufficiamente al Salone di Francoforte del 2001: il design ricorda quello della 2CV mentre il pianale è lo stesso della Peugeot 206. Tra le “chicche” di questa piccola molto apprezzata segnaliamo il cruscotto digitale e il bagagliaio molto ampio.

La “segmento B” del Double Chevron sbarca nei listini italiani nel 2002 con cinque motori: tre a benzina (1.1 da 60 CV, 1.4 da 73 CV e 1.6 da 109 CV) e un 1.4 turbodiesel HDi da 68 e 90 CV. L’anno seguente debutta la sbarazzina variante cabriolet Pluriel con tetto in tela e montanti asportabili mentre nel 2004 arriva un nuovo propulsore 1.4 a benzina da 88 CV.

Il restyling della prima Citroën C3 del 2005 - contraddistinto dalla mascherina con listelli più grandi e dagli indicatori di direzione posteriori bianchi - porta un 1.4 a GPL da 72 CV e un 1.6 HDi da 90 CV che rimpiazza il 1.4 a gasolio di pari potenza.

Nel 2006 la gamma propulsori si arricchisce con un 1.4 a metano e con un 1.6 HDi da 109 CV e tre anni più tardi la famiglia della versione a cinque porte si riduce a due unità 1.1 a benzina e a GPL.

La seconda generazione della Citroën C3 vede la luce nel 2009: piattaforma in comune con la Peugeot 207 e parabrezza panoramico di serie per le versioni più raffinate. Sette i motori al lancio: quattro a benzina (1.1 da 60 CV, 1.4 da 73 e 95 CV e 1.6 da 120 CV), un 1.4 a GPL da 73 CV e due turbodiesel HDi (1.4 da 68 CV e 1.6 da 90 CV). Nello stesso anno debutta anche la piccola monovolume C3 Picasso.

Nel 2010 - in concomitanza con l’incremento di potenza del 1.6 HDI da 90 a 92 CV - entrano in listino un 1.1 a GPL da 60 CV e un 1.6 turbodiesel da 111 CV mentre nel 2012 i 1.4 e i 1.6 a benzina vengono rimpiazzati da un 1.2 da 92 CV, la potenza del 1.6 HDi da 111 CV sale a quota 114 e la C3 Picasso - che mantiene il 1.4 da 95 CV e il 1.6 da 120 CV a ciclo Otto - beneficia di un leggero restyling che porta qualche modifica alla mascherina.

Il restyling del 2013 regala alla seconda generazione della Citroën C3 leggeri cambiamenti estetici e una profonda rivisitazione della gamma motori, composta da due unità a benzina (1.0 da 68 CV e 1.2 da 82 CV), da un 1.4 a GPL da 95 CV e da tre turbodiesel (1.4 da 68 CV e 1.6 da 92 e 114 CV). A questi propulsori si affianca nel 2014 - anno in cui sparisce il 1.6 turbodiesel da 114 CV - un 1.2 sovralimentato da 110 CV.

Oggi la gamma dei motori diesel della Citroën C3 è composta da un 1.6 diesel in due varianti di potenza (75 e 99 CV). La C3 Picasso ha invece un 1.2 a benzina da 110 CV e un 1.6 a gasolio da 99 CV.

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