• pubblicato il 17-05-2012

Dalla 900 alla 9-3, la storia delle berline Saab

di Marco Coletto

I modelli più amati di un brand dimenticato

Non è il momento migliore per parlare della Saab: la Casa svedese è fallita alla fine del 2011 e nonostante giorno dopo giorno si susseguano voci di possibili acquirenti la vita del brand sembra destinata alla fine.

La seconda generazione della 9-3, il modello più amato, è ancora oggi in listino. Presentata al Salone di Detroit del 2002 in due varianti - Sport Sedan (quattro porte) e Cabriolet - ha una gamma motori al lancio (tutti sovralimentati) che comprende tre unità a benzina (2.0 da 150, 175 e 211 CV) e un 2.2 turbodiesel da 125 CV.

Nel 2004 arriva un 1.8 da 125 CV mentre nel 2005 debuttano l'inedita variante station wagon SportHatch e i 1.9 turbodiesel di origine Fiat da 120 e 150 CV. Nel 2006 viene lanciato un 2.8 V6 a benzina da 256 CV e la plancia beneficia di un leggero lifting, che la rende più simile a quella della sorella maggiore 9-5.

Il restyling del 2008 porta modifiche al frontale (ispirato a quello della concept Aero-X) e ai gruppi ottici posteriori (color ghiaccio). La gamma dei propulsori vede l'ingresso della cattiva Turbo X (2.8 V6 a benzina da 280 CV), delle versioni a etanolo e del 1.9 a gasolio da 180 CV. Il 2.0 turbo da 200 CV debutta sulle scene insieme alla trazione integrale XWD per la Turbo X e la 2.0 sovralimentata da 211 CV.

La variante "finta-SUV" (caratterizzata da vistose protezioni in plastica non verniciata) 9-3X risale al 2009 e monta un 2.0 turbo a etanolo da 211 CV e un 1.9 turbodiesel da 180 CV.

Il secondo restyling del 2011, quello attualmente in commercio, presenta paraurti modificati, nuovi cerchi in lega e una versione denominata Independence Edition: 366 esemplari nati per festeggiare il primo anniversario della vendita della Saab alla Spyker, matrimonio successivamente andato in frantumi. La gamma motori comprende due unità 2.0 a etanolo da 163 a 220 CV (quest'ultima non disponibile per la Cabriolet) e tre 1.9 turbodiesel da 130 (no Cabrio), 160 e 179 CV. Scopriamo insieme le antenate di questo modello.

900 PRIMA GENERAZIONE (1978)

L'erede della 99 è realizzata sulla stessa base dell'antenata ma si differenzia per il passo più lungo. Disponibile nelle varianti a tre e cinque porte, ha una gamma motori composta da un 2.0 a benzina da 100, 108, 118 e 145 CV.

Nel 1981 arriva la quattro porte e il propulsore beneficia di qualche modifica mentre nel 1984 è la volta della due porte (inizialmente disponibile esclusivamente nella variante da 118 CV) e di un due litri turbo a quattro valvole per cilindro da 175 CV.

Nel 1986 la potenza del 2.0 da 145 sale fino a quota 155 e il restyling del 1987 porta un frontale più aerodinamico e paraurti ridisegnati. Da non dimenticare il lancio della Cabriolet, con la capote ad azionamento elettrico e un 2.0 da 175 CV.

Nel 1989 è la volta del 2.0 da 133 CV mentre nel 1991 tocca alla EP con 141 CV.

900 SECONDA GENERAZIONE (1993)

I fan della Saab più duri e puri non apprezzano molto questo modello in quanto è il primo ad essere realizzato in collaborazione con la General Motors. Realizzata sul pianale della Opel Vectra e disponibile nelle varianti tre porte, cinque porte e Cabriolet, è contraddistinta da un design arrotondato e monta motori da 2 a 2,5 litri.

9-3 PRIMA GENERAZIONE (1998)

La prima Saab a montare un propulsore diesel (preso in prestito dalla Opel) è in pratica un restyling della seconda generazione della 900: le modifiche più rilevanti riguardano il portellone posteriore e la zona del volante. La gamma motori comprende unità da 2 a 2,3 litri da 116 a 230 CV. Nel 1999 arriva la sportiva Viggen, dotata di un 2.3 sovralimentato da 225 a 230 CV.

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