• pubblicato il 24-12-2014

Dalla 600 alla 600, la storia delle altre citycar Fiat

Non solo 500 e Panda: negli ultimi 60 anni la Casa torinese ha lanciato altre "baby" valide

La storia delle citycar Fiat non è fatta solamente dalla 500 e dalla Panda. Negli ultimi sessant’anni la Casa torinese ha lanciato altre valide vetture adatte alla città che hanno impiegato poco tempo a conquistare gli italiani (e non solo). Scopriamole insieme.

Fiat 600 prima generazione (1955)

La prima generazione della Fiat 600 può essere considerata la prima citycar “moderna” del brand piemontese: svelata al Salone di Ginevra del 1955, monta al lancio un motore (montato in posizione posteriore) quattro cilindri da 0,6 litri in grado di generare una potenza di 21 CV.

Nata per rimpiazzare l’obsoleta 500 “Topolino”, viene leggermente modificata nel 1957 (potenza aumentata a 22 CV e vetri discendenti anziché scorrevoli). Negli anni seguenti si registrano ulteriori incrementi di potenza: 24 CV nel 1959 e 29 nel 1960 in concomitanza con il lancio della versione D. L’ultimo cambiamento rilevante arriva nel 1964 con le portiere incernierate anteriormente.

La Fiat 600 è universalmente riconosciuta come la vettura che ha motorizzato gli italiani ma grazie alle numerose varianti prodotte su licenza all’estero ha sedotto anche numerosi automobilisti stranieri, soprattutto nell’ex Jugoslavia (grazie alla Zastava) e in Spagna (Seat).

Fiat 126 (1972)

La Fiat 126, creata per sostituire la 500, viene presentata al Salone di Torino del 1972. Realizzata sulla stessa base dell’antenata si distingue per le forme più squadrate (e meno originali) riprese dalla 127 mostrata l’anno prima, per la scocca più resistente agli urti e per il serbatoio del carburante arretrato (dal bagagliaio anteriore alla zona sotto i sedili posteriori).

L’ultimo modello della Casa torinese dotato di motore posteriore monta al debutto lo stesso propulsore della 500 R: un bicilindrico da 0,6 litri e 22 CV, rimpiazzato nel 1977 (un anno dopo il lancio della versione più lussuosa Personal) da un 650 da 24 CV. Nel 1979 la produzione viene trasferita dall’Italia alla Polonia.

Il 1985 è l’anno del restyling della Fiat 126 (paraurti integrali, interni rivisti, avviamento a chiave) ma la vera rivoluzione arriva due anni più tardi con la Bis: motore 700 da 25 CV raffreddato ad acqua e montato a sogliola in modo da poter ricavare un bagagliaio posteriore, accessibile attraverso un portellone.

Fiat Cinquecento (1991)

La Fiat Cinquecento, nata nel 1991 per sostituire la 126 e prodotta in Polonia, ha una base tecnica (trazione anteriore e motore anteriore) completamente diversa dall’antenata. La gamma propulsori al lancio comprende tre unità: due a benzina (700 bicilindrico da 30 CV e 900 a quattro cilindri da 41 CV) e un motore elettrico da 13 CV destinato alla variante Elettra.

Nel 1993 la potenza del 900 scende a 39 CV mentre l’anno seguente si segnala l’arrivo della versione “pimpante” Sporting dotata di un 1.1 da 54 CV e contraddistinta dall’assetto sportivo. L’obsoleto bicilindrico abbandona le scene nel 1997.

Fiat Seicento (1998)

La Fiat Seicento del 1998 non è altro che un profondo restyling della Cinquecento caratterizzato da un design più tondeggiante, da interni ridisegnati e da un pianale leggermente rivisto. La gamma motori al lancio comprende due unità a benzina: un 900 da 39 CV e un 1.1 da 54 CV, affiancate l’anno seguente da un propulsore elettrico da 20 CV. Nel 2000 - in concomitanza con un leggero restyling (nuovo logo del marchio piemontese, presa d’aria anteriore maggiorata, lifting alla strumentazione) il 900 sparisce dal listino, seguito nel 2002 dalla versione Elettra.

Fiat 600 seconda generazione (2005)

In occasione del secondo restyling (motore Euro 4, logo Fiat posteriore e frontale con baffi cromati) la Seicento cambia nome in 600, raccogliendo così l’eredità della mitica citycar nata negli anni ’50. L’unico motore disponibile è il 1.1 a benzina da 54 CV.

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