• pubblicato il 28-01-2015

Dacia, la storia della Casa romena

L'evoluzione, lunga quasi mezzo secolo, del brand esteuropeo da sempre legato a Renault

La storia della Dacia è la storia di un successo: quello di un marchio nato quasi mezzo secolo fa capace negli ultimi anni di sedurre tantissimi automobilisti, anche italiani (da noi le immatricolazioni del brand esteuropeo superano persino quelle dell’Alfa Romeo). Merito di prodotti “low-cost” ricchi di sostanza e di un legame con Renault attivo fin dagli esordi. Scopriamo insieme l’evoluzione del marchio romeno.

Dacia, la storia

La Dacia nasce negli anni Sessanta in seguito alla decisione del governo romeno di realizzare un’auto per il popolo assemblando su licenza una vettura estera. Dopo diversi contatti con numerose Case europee viene firmato nel 1966 un accordo con la Renault: nello stesso anno nasce la società UAP (Uzina de Autoturisme Pitești) mentre nel 1968 vede la luce a Mioveni la prima fabbrica da cui esce la 1100 a trazione posteriore, nient’altro che una 8 rimarchiata dotata di un motore posteriore da 46 CV.

Alla conquista dell’Est

La svolta arriva nel 1969 con la 1300: la Renault 12 rivista in chiave esteuropea è più grande e spaziosa della 1100 (merito anche della filosofia “tutto avanti”: motore e trazione anteriori) e conquista in breve tempo non solo la popolazione della Romania ma anche molti automobilisti dell’ex blocco sovietico. Nel 1973 è la volta della variante station wagon mentre nel 1975 debutta (insieme alla D6, versione rimarchiata del veicolo commerciale Estafette) la pick-up.

Alla fine degli anni Settanta (più precisamente nel 1979) la Dacia svela al Salone di Bucarest la 1310, profondo restyling della 1300 caratterizzato da uno stile più al passo con i tempi e da una gamma ricca di versioni. La più interessante è senza dubbio la Coupé, nata nel 1981 e apprezzatissima dal pubblico giovane.

Nel 1988 vede la luce l’unico modello della Casa rumena prodotto prima della fine del comunismo non derivato dalla Renault 12 o dalla 8: la citycar Lăstun. Questa vettura - lunga meno di tre metri e dotata di un motore 0.5 bicilindrico da 23 CV - si rivela un flop.

La fine del comunismo

Il crollo del regime comunista non arresta la produzione Dacia di modelli basati sulla Renault 12. Solo nel 1995 viene lanciata la Nova, prima vettura disegnata e progettata da ingegneri romeni: una compatta a cinque porte dallo stile poco originale.

Il 1999 è l’anno in cui il brand esteuropeo viene acquistato dalla Régie e il primo frutto di questa partnership è la SupeRNova del 2000, una Nova profondamente ristilizzata e più ricca di componenti meccaniche transalpine. Nel 2003 è la volta della Solenza, ultima evoluzione della Nova caratterizzata da finiture più curate e da forme più aggraziate.

La Dacia moderna

Il periodo d’oro della Dacia inizia ufficialmente nel 2004 con il debutto della Logan, una compatta “low-cost” con la coda che viene venduta anche dalle nostre parti. Il boom delle immatricolazioni nel nostro Paese inizia però con l’arrivo della più versatile station wagon MCV, mostrata al Salone di Parigi del 2006.

La piccola Sandero vede la luce nel 2008 ma il modello che contribuisce più di tutti al successo della Casa romena è senza dubbio la SUV Duster mostrata al Salone di Ginevra del 2010: una Sport Utility a trazione anteriore o integrale che può vantare uno stile riuscito, contenuti di buon livello e un prezzo sensibilmente inferiore a quello delle rivali.

Gli ultimi anni

Gli anni Dieci del XXI secolo vedono altre novità interessanti firmate Dacia che contribuiscono ad ampliare la gamma del marchio esteuropeo: nel 2012 vedono la luce la monovolume Lodgy, la multispazio Dokker e la seconda generazione di Sandero e Logan. L’anno seguente tocca invece all’attesissimo restyling della Duster.

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