• pubblicato il 06-04-2016

Fiat Panda, l'evoluzione del design

Praticità in primo piano

La storia della Fiat Panda, l’auto più amata dagli italiani, si può suddividere in due epoche: la prima - dal 1980 al 2003 - ha visto una citycar quasi spartana dal design essenziale mentre nella seconda, che stiamo vivendo ora, ci troviamo di fronte ad una vettura tuttofare piccola nelle dimensioni ma grande nei contenuti.

Di seguito vi racconteremo l’evoluzione del design della “baby” torinese e di come alcuni elementi di stile, nonostante il passare del tempo, siano stati conservati.

Fiat Panda prima generazione (1980)

La prima generazione della Fiat Panda, presentata nel 1980, è probabilmente l’auto più geniale tra quelle disegnate da Giorgetto Giugiaro. Lo stile spartano degli esterni (niente maniglie ma un incavo in cui infilare la mano e vetri piatti) serve a risparmiare sui costi di produzione mentre l’abitacolo è pieno di soluzioni pratiche: la parte inferiore della plancia è un’enorme “tasca” che funge da ampio vano portaoggetti e abbattendo il divano posteriore (che può anche trasformarsi in amaca) e i sedili anteriori è possibile dormire dentro la vettura.

Pressoché invariata nel design fino al 2003, beneficia di due importanti modifiche alla mascherina nel 1982 (cinque listelli diagonali, gli stessi che verranno adottati negli anni seguenti da altri modelli della Casa torinese) e nel 1991. La versione più originale dal punto di vista stilistico è senza dubbio la Italia ’90 del 1990, realizzata in occasione dei Mondiali di calcio e caratterizzata, tra le altre cose, da copriruota a forma di pallone.

Fiat Panda seconda generazione (2003)

Il motivo per cui la Fiat Panda seconda generazione - nata nel 2003 - è molto diversa dalla prima è semplice: questa citycar, infatti, non avrebbe dovuto chiamarsi Panda ma Gingo (scelta abortita in seguito alle proteste di Renault per l’eccessiva somiglianza con il nome Twingo).

Il design firmato Bertone rappresenta una netta discontinuità rispetto al passato e dice ufficialmente addio al concetto di “essenzialità” per dare il benvenuto al comfort: leva del cambio rialzata in modo da essere più vicina alla mano del guidatore e alti fari posteriori che regalano un tocco “premium” in quanto ricordano quelli delle station wagon Volvo. Pratica come sempre, anzi di più: ora, infatti, ci sono le cinque porte.

Tra le versioni stilisticamente più interessanti della seconda generazione della Fiat Panda segnaliamo l’aggressiva Cross del 2005 (che strizza l’occhio al mondo delle SUV) e la trendy Alessi, realizzata in collaborazione con il noto marchio piemontese specializzato in oggetti di design.

Fiat Panda terza generazione (2011)

La terza generazione della Panda (la prima realizzata dal Centro Stile Fiat) riprende le forme della seconda serie ma in modo più moderno e tondeggiante. Il tema principale del design della citycar piemontese è lo squircle: l’unione tra la robustezza del quadrato e la morbidezza del cerchio si trova nell’originale terzo finestrino laterale, nei fari anteriori (posizionati come sulla 500) e sullo schienale dei sedili anteriori (garantendo un’intercapedine tra la schiena e il tessuto di rivestimento e migliorando in questo modo l’aerazione e il comfort).

I due più importanti richiami alla prima serie si trovano invece nell’abitacolo: sulla plancia torna infatti un ampio vano portaoggetti simile al “tascone” e sulle plastiche è ripetuto più volte il nome Panda.

Fiat Panda, l'evoluzione del design

L'opinione dei lettori