• pubblicato il 06-07-2016

Lancia Ypsilon, l'evoluzione del design

La piccola chic torinese ha sempre puntato sullo stile

La Lancia Ypsilon non è solo la piccola più amata dagli italiani ma anche una delle auto più acquistate dal pubblico femminile, sempre attento allo stile e al design. Le tre generazioni dell’elegante “segmento B” torinese in oltre vent’anni di carriera non hanno mai perso la capacità di sedurre.

Di seguito vi racconteremo l’evoluzione del design della vettura più chic del listino e di come alcuni elementi di stile, nonostante il passare del tempo, siano stati conservati.

Lancia Y (1995)

La Lancia Y, nata nel 1995, impiega pochissimo tempo a conquistare il pubblico: merito del design “unisex” di Enrico Fumia - caratterizzato dalla presenza di forme ad arco - capace (a differenza delle Ypsilon che verranno dopo) di conquistare sia gli uomini che le donne.

Tanti gli elementi di stile che colpiscono: i gruppi ottici e la calandra incorniciati all’interno di due archi (soluzione ripetuta anche al posteriore con l’alloggiamento della targa che prende il posto della mascherina), il cofano appoggiato sui parafanghi, le maniglie integrate nei montanti che contribuiscono a “pulire” la fiancata e l’originale fascia paracolpi che gira tutta intorno all’auto. Tantissime le possibilità di personalizzazione: dodici tinte disponibili più altre …100 da poter scegliere attraverso il programma Kaleidos.

Nell’abitacolo della Lancia Y spicca la strumentazione centrale: una soluzione adottata per aumentare la distanza dagli occhi del guidatore facilitando in questo modo la lettura.

In occasione del restyling del 2000 la piccola torinese si presenta con una calandra più grande e verticale e con stemmi più grandi per accentuare la presenza del marchio Lancia. Da non sottovalutare, inoltre, i gruppi ottici leggermente ritoccati, i paraurti più grandi e la fascia paracolpi non più nera ma verniciata nello stesso colore della carrozzeria. Dentro si segnala invece l’introduzione di un volante più elegante che ricorda quello della berlina Lybra.

Lancia Ypsilon prima generazione (2003)

Nel 2003 la Lancia Ypsilon cambia nome (per facilitare la pronuncia ai clienti stranieri), contenuti e design: forme più femminili, baricentro più alto che riduce l’aggressività e una linea sulla fiancata che tende verso il basso per far sembrare la vettura più “piantata a terra”.

La parte più convincente è senza dubbio la coda, ispirata alla Ardea degli anni ’30 e contraddistinta da un portellone bombato e da gruppi ottici sviluppati in verticale. La presenza di numerose versioni bicolore contribuisce a rendere la piccola piemontese - che presenta una plancia sempre caratterizzata dalla strumentazione centrale - ancora più raffinata.

La prima generazione della Lancia Ypsilon viene sottoposta ad un restyling nel 2006 (leggere modifiche al frontale e alla coda) e ad un lieve lifting nel 2010 (gruppi ottici più scuri e specchietti retrovisori più grandi).

Lancia Ypsilon seconda generazione (2011)

La seconda generazione della Ypsilon - svelata nel 2011 - rappresenta una rivoluzione in Casa Lancia: prodotta per la prima volta fuori dall’Italia (per la precisione in Polonia), è per la prima volta dotata di cinque porte. Le maniglie di quelle posteriori integrate nel montante riprendono l’idea adottata negli anni ’90 dalla Y.

La zona posteriore è sempre ispirata alla Ardea ma non mancano alcuni elementi che strizzano l’occhio alla compatta Delta: nel profilo (separazione del padiglione dal montante posteriore) e nella coda (portellone “svuotato” centralmente). Restano le versioni bicolore (ma stavolta sul cofano e non più sul retro) mentre la mascherina viene modificata all’ultimo momento in seguito all’accordo tra Fiat e Chrysler: la scelta di adottare lamelle orizzontali consente di vendere la piccola torinese su altri mercati con il brand statunitense sul cofano senza apportare grossi cambiamenti.

In occasione del restyling del 2015 la seconda generazione della Lancia Ypsilon si presenta con una nuova griglia anteriore con struttura a nido d’ape e un profilo superiore che riprende il colore della carrozzeria. Il frontale ridisegnato fa apparire la vettura più larga mentre la scelta di verniciare l’inserto nella parte inferiore del paraurti posteriore contribuisce ad incrementare notevolmente l’eleganza.

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