• pubblicato il 02-03-2016

Fisker, la breve storia della Casa statunitense

Solo sei anni di attività per un marchio che ha cercato di unire design, sportività e rispetto per l'ambiente

La Fisker è una Casa automobilistica statunitense che ha avuto una carriera breve: attiva dal 2007 al 2013, ha realizzato un solo modello di serie caratterizzato da un design ricercato, da prestazioni da supercar e da un grande rispetto per l’ambiente. Scopriamo insieme la storia di questo marchio.

Fisker, la storia

L’avventura della Fisker nasce quando il designer danese Henrik Fisker (noto per aver realizzato la BMW Z8 e numerose Aston Martin) lascia nel 2005 la Ford per mettersi in proprio. Crea in California la Fisker Coachbuild, azienda specializzata nella realizzazione di supercar esclusive basate su auto esistenti (Mercedes SL e BMW serie 6).

Nasce la Fisker Automotive

Il salto di qualità (cioè il passaggio a costruttore vero e proprio) arriva nel 2007 con la nascita della Fisker Automotive, nata dalla joint-venture tra Fisker Coachbuild e Quantum Technologies (azienda californiana specializzata in energie alternative) con l’obiettivo di creare auto ibride plug-in, ossia ricaricabili attraverso una presa di corrente.

Le prime concept

La prima Fisker presentata ufficialmente ad un Salone è la concept Karma: questo prototipo di ammiraglia viene svelato a Detroit nel 2008 ed è praticamente identico nello stile a quello che sarà il modello di serie. Nel 2009 debutta un altro prototipo - la Karma S - che anticipa le forme di una variante cabriolet della berlinona “yankee”.

La Karma

La prima (nonché unica) Fisker di serie è la Karma: un’ammiraglia prodotta in Finlandia e commercializzata anche in Italia nel 2011 dotata di un motore 2.0 sovralimentato a benzina di origine Opel abbinato ad un’unità elettrica in grado di generare una potenza complessiva di 408 CV. Ufficialmente può essere considerata una vettura elettrica range extender in quanto il propulsore termico viene usato per alimentare un generatore ad emissioni zero che trasmette il moto.

I dati tecnici sono impressionanti per un’ibrida plug-in: 200 km/h di velocità massima, 5,9 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari e 51 km di autonomia in modalità elettrica. Nonostante gli ingombri considerevoli (cinque metri di lunghezza) non è molto spaziosa a causa delle linee filanti: è omologata solo per quattro posti e i due sedili posteriori non sono molto comodi.

La crisi

Al Salone di Francoforte 2011 vede la luce la Surf, una concept contraddistinta da un’autonomia ad emissioni zero di 80 km, mentre l’anno seguente è la volta della Atlantic, un prototipo di berlina che riprende le forme della Karma ma con dimensioni esterne più contenute. Il motore è sempre un due litri sovralimentato (ma questa volta di origine BMW) mentre l’autonomia elettrica è di 48 chilometri.

Il 2012 è anche però l’anno della crisi: i progetti di costruire in serie la Karma Cabrio e la Surf vengono annullati e viene sospeso anche l’assemblaggio della Karma per motivi finanziari. Nel 2013 la Fisker dichiara bancarotta dopo circa 2.100 Karma vendute e i suoi asset vengono acquistati dalla società cinese Wanxiang nel 2014.

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