• pubblicato il 18-02-2015

Infiniti, la storia della Casa giapponese

Il marchio di lusso del gruppo Nissan ha impiegato meno di trent'anni a farsi un nome nel mondo delle quattro ruote

Ci sono Case automobilistiche con un passato importante e altre - come la Infiniti - che pur essendo attive da poco tempo sono riuscite rapidamente a conquistare il pubblico. In meno di trent’anni il marchio di lusso del gruppo Nissan ha saputo imporsi sul mercato come alternativa ai più blasonati brand tedeschi e nel breve periodo è destinato ad incrementare ulteriormente le proprie quote di mercato grazie ad una serie di modelli più accessibili. Scopriamo insieme la sua storia.

Infiniti, la storia

La Infiniti nasce ufficialmente alla fine degli anni ’80 quando la Nissan - in seguito ad operazioni analoghe effettuate dalle rivali Honda (con la Acura) e Toyota (con la Lexus) - decide di creare un marchio “premium” destinato al mercato nordamericano.

Il primo modello della gamma - l’ammiraglia Q45 (realizzata sul pianale accorciato della Nissan President) - inizia ad essere commercializzato l’8 novembre 1989. L’anno seguente tocca invece alla sportiva M30 e alla berlina G20, varianti rimarchiate delle Nissan Leopard e Primera.

Il debutto nel 1992 della filante “berlinona” a quattro porte J30 (creata per rimpiazzare la M30) non basta a far crescere le (scarse) immatricolazioni della Infiniti: i potenziali clienti amanti dell’understatement preferiscono rivolgersi ai prodotti Acura e Lexus.

La seconda metà degli anni ’90

La situazione migliora leggermente nella seconda metà degli anni ’90 e più precisamente nel 1997 in concomitanza con il lancio della QX4 (la prima SUV del marchio), costruita sulla stessa piattaforma della Nissan Pathfinder. Gli altri modelli presenti in listino, invece, continuano a faticare.

La svolta

La svolta per la Infiniti arriva nel Terzo Millennio, poco dopo l’inizio dell’alleanza tra Renault e Nissan. Grazie a corposi investimenti il marchio “premium” nipponico rivoluziona completamente la propria immagine attraverso una serie di prodotti eleganti come sempre ma contraddistinti anche da un tocco di sportività nelle linee.

Il modello che simboleggia meglio questo “cambio di rotta” è la terza generazione della G del 2002, che abbandona la trazione anteriore (e lo stile) della Nissan Primera) per passare ad un pianale a trazione posteriore condiviso nientepopodimeno che con la Nissan 350Z. Particolarmente riuscita la versione Coupé, prima vettura del brand giapponese a far battere forte il cuore degli appassionati di automobili.

Grazie a questo modello la Infiniti inizia ad essere considerata come una BMW in salsa giapponese e l’introduzione delle affascinanti SUV FX (nel 2002), QX (2004) ed EX (2007) contribuisce ad aumentare considerevolmente le vendite.

Lo sbarco in Europa e gli anni Dieci

Il 2008 è l’anno in cui il marchio di lusso del gruppo Nissan sbarca ufficialmente in Europa ma la vera rivoluzione arriva nel 2010 con l’introduzione di un motore V6 turbodiesel di origine Renault perfetto per gli automobilisti del Vecchio Continente.

Dalle nostre parti, per il momento, le quote di mercato del marchio Infiniti non sono molto elevate ma alcune mosse di marketing come la sponsorizzazione della scuderia di F1 Red Bull e il rafforzamento della partnership con Mercedes e nuovi prodotti come la berlina Q50 e le future Q30 (compatta) e QX30 (SUV compatta) realizzate sulla stessa piattaforma della classe A stanno portando frutti preziosi.