• pubblicato il 09-04-2014

Mazda, la storia della Casa giapponese

di Marco Coletto

Innovazione tecnologica, design e sportività

Nel corso dei suoi oltre 90 anni di storia la Mazda ha saputo ritagliarsi un ruolo importante nel panorama automobilistico mondiale. Merito di vetture dal design seducente e, soprattutto, di soluzioni tecnologiche raramente riscontrabili in prodotti della concorrenza. Scopriamo insieme la storia della Casa giapponese, l’unico marchio asiatico ad aver vinto la prestigiosa 24 Ore di Le Mans.

Mazda, la storia

La storia della Mazda inizia nel 1920, quando Jujiro Matsuda crea la Toyo Cork Kogyo Co., azienda specializzata nella lavorazione del sughero. Il nome Mazda - simile al cognome del fondatore e ispirato anche ad Ahura Mazda, divinità zoroastriana - vede la luce nel 1931 ma viene utilizzato fino al 1984 solo per battezzare i modelli e non l’intero brand.

Il debutto con le auto

La società nipponica, in crisi economica, decide all’inizio degli anni Trenta di puntare su altro e realizza la Mazda-Go, una specie di moto a tre ruote dotata di un motore monocilindrico.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la Mazda produce armi per l’esercito giapponese: la bomba atomica su Hiroshima (ancora oggi sede della Casa nipponica) non causa gravi danni all’impianto.

Il motore rotativo

Alla fine degli anni Cinquanta il marchio di Hiroshima decide di puntare sul motore Wankel, un propulsore rotativo (niente pistoni, rimpiazzati da un rotore) più compatto di quelli tradizionali e in grado di girare a regimi più elevati.

La dirigenza Mazda acquista i diritti di realizzazione di questa particolare unità e la monta su numerose vetture: la prima è la coupé Cosmo Sport del 1967.

La crisi petrolifera

Con la crisi petrolifera del 1973 gli automobilisti iniziano a snobbare il motore Wankel, troppo assetato di carburante. La Casa nipponica decide quindi di utilizzare esclusivamente propulsori tradizionali sulle vetture “normali” e di mantenere l’unità rotativa solo sulle sportive, come ad esempio la RX-7 del 1978.

La partnership con Ford

Nel 1979 la Ford acquista il 7% delle azioni Mazda e nel decennio successivo questa partnership si intensifica ancora di più. Vengono realizzati numerosi modelli in comune, destinati soprattutto al mercato nordamericano.

La MX-5

La spider MX-5 - presentata nel 1989 - è la vettura più famosa del marchio giapponese, nonché la roadster più venduta di tutti i tempi. Nata in un periodo di “magra” per le scoperte a trazione posteriore, conquista immediatamente gli automobilisti di tutto il mondo: merito dello stile moderno e dell’elevato piacere di guida che è in grado di offrire.

Gli anni Novanta

Gli anni Novanta si aprono alla grande per Mazda, che grazie alla 787B dotata di motore Wankel - e guidata da un equipaggio composto dal tedesco Volker Weidler, dal britannico Johnny Herbert e dal belga Bertrand Gachot - diventa nel 1991 la prima (e per il momento unica) Casa asiatica ad aggiudicarsi la prestigiosa 24 Ore di Le Mans.

Nonostante la crisi economica, che porta la Ford - nel 1996 - a controllare il 33,4% delle azioni del marchio nipponico, la Casa giapponese continua a proporre soluzioni tecnologiche innovative: l’ammiraglia Xedos 9 del 1996 è la prima vettura al mondo dotata di motore a ciclo Miller (più efficiente rispetto al ciclo Otto).

Il XXI secolo e il design

Nel XXI secolo la Mazda inizia a concentrarsi sul design: nel 2002 la prima generazione della berlina Mazda6 conquista per le sue forme sexy ma la vera svolta arriva l’anno successivo con la coupé RX-8. Dotata di motore Wankel e contraddistinta dalla presenza di quattro porte (quelle posteriori piccole e con apertura controvento), si rivela una delle proposte che meglio simboleggiano l’unione tra originalità stilistica e innovazione.

Dal 2008 - cioè da quando la Ford ha ceduto quasi tutte le azioni della Casa giapponese - il brand del Sol Levante è tornato ad essere indipendente.

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