• pubblicato il 20-02-2013

Subaru Legacy, la storia della berlina giapponese

di Marco Coletto

Incollata all'asfalto grazie alla trazione integrale

La Subaru Legacy è una delle berline più apprezzate dagli amanti del piacere di guida. Grazie alla trazione integrale, infatti, la "segmento D" delle Pleiadi è incollata all'asfalto e regala tanto divertimento al conducente.

La quinta generazione, quella attualmente in commercio, è disponibile (come sempre) nelle varianti berlina (denominata BM) e station wagon (BR). Presentata al Salone di New York del 2009 e con un design massiccio ispirato ad una concept mostrata al Salone di Detroit dello stesso anno creata per celebrare i 20 anni del modello, ha una gamma motori composta da tre unità da due litri e 150 CV di potenza: una a benzina, una a GPL e una turbodiesel.

Tra le novità tecniche segnaliamo l'introduzione del cambio automatico CVT mentre un passo indietro rispetto alle serie precedenti arriva dalle portiere con i montanti (prima ne erano prive). Scopriamo insieme l'evoluzione di una delle auto che hanno fatto la storia della Casa delle Pleiadi.

Legacy prima generazione (1990)

La berlina si chiama BC, la station wagon BJ e la gamma motori al lancio è composta da due unità a benzina: un 1.8 da 103 CV e un 2.2 da 136 CV.

In occasione del restyling del 1992 (contraddistinto da una mascherina più tondeggiante) arrivano un 2.0 da 115 CV e una versione sportiva caratterizzata da una vistosa presa d'aria sul cofano e da uno spoiler posteriore dotata di un due litri sovralimentato da 200 CV.

Nel 1993 Colin McRae al volante di questa vettura si aggiudica il Rally di Nuova Zelanda, la prima vittoria iridata in carriera.

Legacy seconda generazione (1994)

Sulla berlina BD e sulla station wagon BK debuttano gli airbag frontali mentre la gamma motori comprende un 2.0 da 115 CV e un 2.2 da 128 CV. Nel 1996 l'unità più potente viene rimpiazzata da un 2.5 da 150 CV.

Legacy terza generazione (1998)

La modifica estetica più rilevante arriva dai gruppi ottici più voluminosi e la gamma motori è composta da un 2.0 da 125 CV e da un 2.5 da 156 CV. Nel 2000 è la volta di un 3.0 a sei cilindri da 209 CV.

La berlina è conosciuta con la sigla BE, la station wagon è invece nota con la sigla BH.

Legacy quarta generazione (2003)

Più lunga, più larga ma anche più bassa di prima, è più spaziosa grazie al passo allungato ed è anche più leggera: merito dell'alluminio utilizzato per alcune componenti del propulsore, per il cofano e per il portellone posteriore.

Disponibile nelle varianti berlina (BL) e station wagon (BP), ha i motori (2.0 da 137 CV, 2.5 da 165 CV e 3.0 da 245 CV) posizionati più in basso per migliorare il baricentro e la distribuzione dei pesi mentre il piacere di guida è garantito dal telaio irrigidito.

Nel 2005, in concomitanza con la sparizione del 2.5, il 2.0 viene portato a 165 CV, nel 2007 un restyling coinvolge i paraurti e i gruppi ottici e la potenza del 2.0 scende a 150 CV e nel 2008 al Salone di Ginevra viene svelato il primo propulsore turbodiesel boxer al mondo: un 2.0 da 150 CV.

Subaru Legacy, la storia della berlina giapponese

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