• pubblicato il 17-04-2013

Dalla 959 alla Carrera GT, la storia delle supercar Porsche

di Marco Coletto

L'evoluzione dei modelli più pregiati della Casa di Zuffenhausen

Alla Porsche manca una supercar: sono sei anni che la Casa di Zuffenhausen non si cimenta nella realizzazione di una sportiva di altissimo livello, un modello in grado di racchiudere il meglio della tecnologia tedesca. Nel corso della storia del brand di Stoccarda sono stati solo tre i modelli in grado di rispettare queste caratteristiche: scopriamo insieme la loro evoluzione.

959 (1986)

Realizzata in soli 288 esemplari per partecipare al Mondiale Rally nella categoria Gruppo B (che richiedeva un minimo di 200 esemplari prodotti per l'omologazione), è una delle icone degli anni '80, capace di aggiudicarsi la Parigi-Dakar del 1986.

Trazione integrale, due turbocompressori (il primo sempre attivo, il secondo solo ai regimi più alti) e un motore 2.9 boxer a sei cilindri da 449 CV: queste le caratteristiche principali di questo concentrato di evoluzione "made in Germany", all'epoca l'auto di serie più veloce del mondo (317 km/h).

Presentata come concept al Salone di Francoforte del 1983 e svelata ufficialmente due anni più tardi sempre nella rassegna tedesca, monta anche sospensioni a controllo elettronico e sensori di pressione pneumatici. Due le versioni disponibili, Comfort e Sport: quest'ultima si distingue per l'assenza delle sospensioni a controllo elettronico (sostituite da ammortizzatori più rigidi) e per il peso alleggerito (addio ai sedili posteriori, niente elettronica, materiali fonoassorbenti ridotti, sparizione dello specchietto retrovisore destro.

911 GT1 Straßenversion (1996)

La versione stradale della vettura in grado di aggiudicarsi la 24 Ore di Le Mans del 1998 (con i francesi Laurent Aïello e Stéphane Ortelli e il britannico Allan McNish) viene prodotta in una trentina di esemplari per ottenere l'omologazione di classe.

Sotto il cofano ospita un motore 3.2 a sei cilindri sovralimentato da 544 CV in grado di far accelerare la coupé tedesca da 0 a 100 km/h in soli 3,5 secondi.

Carrera GT (2003)

Svelata come prototipo al Salone di Ginevra del 2000, è una spider biposto dotata di un motore 5.7 V10 in grado di generare 612 CV e di far raggiungere alla vettura una velocità massima di 330 km/h. Nasce per sostituire la 911 GT1 alla 24 Ore di Le Mans ma successivamente la Casa di Zuffenhausen decide di concentrare il proprio budget sulla Cayenne.

Realizzata in 1.270 esemplari, può essere considerata la "mamma" di tutte le Porsche moderne per via delle numerose innovazioni introdotte in seguito su altri modelli di serie: telaio e carrozzeria in fibra di carbonio, freni carboceramici e bullone di serraggio centrale dei cerchi. Senza dimenticare la forma dei gruppi ottici anteriori, ripresa dalle attuali Boxster e Cayman.

Dalla 959 alla Carrera GT, la storia delle supercar Porsche

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