• pubblicato il 01-06-2016

Tesla, la storia della Casa statunitense

Roadster, Model S, Model X e Model 3: i modelli che hanno cambiato per sempre la nostra percezione dell'auto elettrica

La Tesla non ha inventato l’auto elettrica ma l’ha resa una realtà: prima dell’arrivo dei modelli della Casa statunitense - Roadster, Model S, Model X e Model 3 - consideravamo le vetture a batterie scomode e troppo soggette a compromessi, dopo abbiamo iniziato a ritenerle serie alternative ecologiche. Scopriamo insieme la storia del marchio che ha cambiato per sempre la nostra percezione dei veicoli ad emissioni zero.

Tesla, la storia

Tesla (nome scelto per omaggiare il noto fisico serbo Nikola Tesla) nasce nel 2003 in California grazie agli ingegneri Martin Eberhard e Marc Tarpenning. L’obiettivo dei due è quello di creare la prima Casa automobilistica della Silicon Valley e di realizzare vetture innovative dotate di un motore elettrico.

Nel 2004 Elon Musk (cofondatore di PayPal) finanzia la società con 7,5 milioni di dollari e diventa amministratore delegato dell’azienda, occupandosi principalmente del design di quella che sarà la Roadster e della strategia commerciale. L’anno seguente Musk inietta nelle casse della società altri 13 milioni di dollari e sigla un accordo con la Lotus che porta il marchio britannico ad assemblare 2.500 Roadster - spider volutamente simile alla Elise nello stile - nello stabilimento di Hethel.

La Roadster

La Roadster - la prima Tesla di sempre - viene presentata ufficialmente nel 2006 ma per la commercializzazione bisogna aspettare il 2008 (anno in cui Musk diventa presidente della Casa “yankee”). La sportiva elettrica americana monta un motore da 251 CV che le consente di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 3,9 secondi e un pacchetto di innovative batterie agli ioni di litio (una tecnologia avanzatissima per l’epoca) in grado di garantire un’autonomia superiore a 300 km.

L’accordo con Daimler del 2009 porta nelle casse della società 50 milioni di dollari (in seguito all’acquisto del 10% delle azioni della Casa californiana da parte del colosso tedesco) e nello stesso anno arriva un prestito di ben 465 milioni (completamente restituito nel 2013) dal Dipartimento per l’energia statunitense.

Evoluzione

Nel 2010 viene aperta la prima vera fabbrica americana di Tesla a Fremont, in California: uno stabilimento precedentemente appartenuto ad una joint-venture tra Toyota e General Motors. La Roadster, intanto, beneficia di alcune modifiche (lievi cambiamenti allo stile esterno, interni più curati, climatizzatore più potente), sbarca ufficialmente nei listini italiani e porta al debutto la più cattiva variante Sport: 292 CV e 3,7 secondi sullo “0-100”. La produzione della prima sportiva elettrica “credibile” di sempre termina nel gennaio 2012: circa 2.450 gli esemplari venduti.

La Model S

La Model S - ammiraglia elettrica a cinque porte disponibile a trazione posteriore o integrale con un’autonomia di oltre 400 km - contribuisce ad incrementare considerevolmente le vendite della Tesla e a togliere dalla nicchia questo brand.

La berlinona ad emissioni zero californiana arriva nei listini italiani nel 2013 (anno in cui la Roadster smette di essere commercializzata ufficialmente nel nostro Paese) in tre varianti di potenza: 306, 367 e 421 CV. L’anno seguente la versione “base” sale a 307 CV, quella da 367 sale fino a 378 puledri, la “421” viene rimpiazzata da un modello da 380 CV e debutta la sportivissima configurazione da 700 CV che - grazie al pacchetto Ludicrous Mode (“velocità smodata”, citazione del film “Balle spaziali”) - impiega solo 2,8 secondi per scattare da 0 a 100 km/h. Sempre nel 2014 la Tesla rende open source la propria tecnologia e nello stesso anno vende ai proprietari di Roadster il pacchetto 3.0: batterie più potenti, pneumatici con basso coefficiente di rotolamento e un nuovo kit aerodinamico.

La Model X

Risale al 2015 l’inizio delle consegne della Tesla Model X: questa SUV elettrica realizzata sullo stesso pianale della Model S può vantare originali porte posteriori con apertura ad ali di gabbiano e dichiara un’autonomia superiore a 400 km. Contemporaneamente sulla Model S debutta il sistema di assistenza alla guida Autopilot, spariscono le versioni da 307, 378 e 380 CV (rimpiazzate da due varianti da 320 e 322 CV) e arriva una nuova configurazione da 422 CV.

La Model 3

Il 2016 è l’anno del restyling della Model S e della presentazione della Model 3: la prima Tesla destinata al grande pubblico è una berlina elettrica con un’autonomia di 346 km che sarà venduta ad un prezzo di 35.000 dollari. Per le prime consegne della vettura bisognerà attendere la seconda metà del 2017.

Tesla, la storia della Casa statunitense

L'opinione dei lettori