Imperial Convertible 1957
  • pubblicato il 03-05-2016

Imperial Convertible (1957): la cabriolet che volle sfidare la Cadillac

Il modello più esclusivo del marchio di lusso (ora defunto) del gruppo Chrysler ha raggiunto quotazioni elevate

La prima generazione della Imperial Convertible - prodotta dal 1957 al 1966 - è il modello più esclusivo del brand di lusso del gruppo Chrysler (attivo dal 1955 al 1975 e dal 1981 al 1983). Gli esemplari di questa cabriolet (che volle sfidare la Cadillac) costruiti fino al 1962 hanno raggiunto quotazioni elevate (100.000 euro) mentre per i più recenti "bastano” 30.000 euro.

Imperial Convertible (1957): le caratteristiche principali

La prima cabriolet firmata Imperial - la Convertible - debutta nel 1957 in occasione del lancio della seconda serie dei modelli del brand “premium” Chrysler. Immensa fuori (lunghezza compresa tra 5,70 e 5,79 metri e larghezza di oltre due metri) e spaziosissima dentro (passo di 3,28 metri), ha un peso che sfiora le due tonnellate e mezza ma è ancora oggi una delle sportive americane più piacevoli da guidare di quel periodo.

Realizzata su un pianale appositamente realizzato per le Imperial e non condiviso con le meno nobili Chrysler, ha un design caratterizzato da un frontale molto elaborato (doppi fari e griglia massiccia) e da una coda impreziosita da pinne pronunciate. Le finiture non sono molto curate mentre la dotazione di serie è piuttosto ricca (sedili regolabili elettricamente).

La Imperial Convertible del 1957 viene guidata da Elvis Presley nel suo primo film da protagonista - “Amami teneramente” - e il pubblico sembra inizialmente apprezzare l’elegante sportiva statunitense. Nel 1958 arrivano alcune modifiche al frontale e al paraurti e debuttano il cruise control e la chiusura centralizzata mentre l’anno seguente - in concomitanza con una mascherina inedita e con l’arrivo, tra gli optional, dei sedili che ruotano per agevolare l’accesso a bordo - si assiste ad un miglioramento delle finiture grazie allo spostamento della produzione in una nuova fabbrica.

Con gli anni ’60 la scoperta “yankee” diventa sempre più esagerata: la versione del 1960 - la più appariscente di tutte - presenta paraurti massicci, una gigantesca aquila cromata a ornare il cofano e pinne pazzesche nella coda. La funzione di rotazione dei sedili diventa automatica grazie al collegamento con l’apertura della portiera.

La Imperial Convertible da acquistare, secondo noi, è quella del 1961: monta delle pinne posteriori da primato e ha un frontale meno vistoso della serie mostrata l’anno precedente. Le vendite continuano però a non convincere: il pubblico continua a preferire le Cadillac, meglio rifinite.

Con la versione del 1962 - visibile nel film “Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo” del 1963 - inizia il declino della cabriolet americana: l’ultima versione prodotta in uno stabilimento dedicato alle Imperial presenta pinne meno pronunciate, un frontale con una griglia divisa in due parti, un nuovo cambio automatico a tre rapporti e il doppio scarico di serie.

La Convertible del 1963 - l’ultima Imperial disegnata dal leggendario Virgil Exner - ripropone la griglia anteriore in un pezzo unico ma viene ancora una volta divisa nel 1964 dal nuovo stilista Elwood Engel su una versione molto simile alla Lincoln Continental contraddistinta da interni più tradizionali. Nel 1965 troviamo la griglia nuovamente unita e i fari anteriori integrati in una copertura in vetro.

Imperial Convertible (1957): la tecnica

Nel 1957 la Imperial Convertible viene lanciata con un motore 6.4 V8 da oltre 300 CV. Questa unità viene rimpiazzata nel 1959 da un 6.8 meno assetato, più leggero e più potente mentre nell’ultimo anno di produzione della cabriolet di lusso del gruppo Chrysler viene introdotto un 7.2, sempre a otto cilindri a V.

Imperial Convertible (1957): le quotazioni

Le Imperial Convertible prodotte dal 1957 al 1962 sono più rare delle Cadillac ma si trovano abbastanza facilmente negli USA a 100.000 euro. Per gli esemplari costruiti dal 1963 al 1966, anch’essi abbastanza semplici da rintracciare oltreoceano, le quotazioni recitano 20.000 euro ma in realtà è impossibile trovare qualcuno disposto a disfarsene per meno di 30.000 euro.

Imperial Convertible (1957): la cabriolet che volle sfidare la Cadillac

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