Itala Tipo 56
  • pubblicato il 02-07-2013

Itala Tipo 56 (1923): la piccola della famiglia

di Marco Coletto

Oltre 30.000 euro per il modello d'accesso a uno dei marchi italiani più famosi dell'inizio del Novecento

La Tipo 56 è uno dei modelli più accessibili della Itala, un marchio torinese scomparso nel lontano 1934 ma ancora oggi conosciuto da buona parte degli appassionati per via dei successi sportivi ottenuti all'inizio del Novecento (la prima Targa Florio del 1906 e la Pechino-Parigi del 1907, giusto per citare le due vittorie più rilevanti).

La piccola della famiglia - prodotta fino al 1928 - è introvabile e le sue quotazioni superano quota 30.000 euro. Una cifra non troppo elevata per entrare in possesso di una vettura appartenente ad una Casa che ha fatto la storia dell'automobilismo italiano.

Itala Tipo 56 (1923): le caratteristiche principali

La Tipo 56 vede la luce in un momento poco felice per la Itala, ritrovatasi in crisi dopo la fine della Prima Guerra Mondiale: dal 1917 la Casa torinese produce motori aeronautici su licenza Hispano-Suiza ma il termine del conflitto porta ad una drastica riduzione delle commesse.

L'unica soluzione per sopravvivere, quindi, è realizzare automobili. La Tipo 56, pur essendo il modello più piccolo della gamma, è tutt'altro che economico: solo il telaio viene venduto ad un prezzo che equivale a 20.000 euro dei nostri giorni (immaginate il costo della carrozzeria, da affidare a specialisti del settore).

La tecnica

La Itala Tipo 56 monta un motore 2.0 a benzina diverso dal 2 litri che equipaggia la più nota Tipo 61 del 1925, capace di vincere la 24 Ore di Le Mans 1928 nella sua categoria.

Le quotazioni

La Itala è un pezzo di storia del nostro Paese, la Tipo 56 no. Questo spiega le quotazioni così basse (33.000 euro) per un'auto così "datata". Può essere interessante per gli appassionati dei veicoli d'anteguerra, soprattutto per chi ama andare alla ricerca di veicoli difficilissimi da rintracciare.

Itala Tipo 56 (1923): la piccola della famiglia

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