Auto d'epoca

Mahindra CJ (1947): la Jeep indiana

Poco adatta all'asfalto, fenomenale in fuoristrada

La Mahindra CJ, variante indiana della Jeep CJ, è il modello più importante della Casa asiatica. È soprattutto grazie a questa 4×4 (non chiamatela SUV, potrebbe offendersi) prodotta con numerose modifiche dal 1947 al 2010 che l’azienda di Mumbai è cresciuta fino a diventare una multinazionale (possiede la Ssangyong e la maggioranza di Peugeot Motorcycles).

Mahindra CJ (1947): le caratteristiche principali

La CJ vede la luce insieme alla Mahindra nel 1947, anno in cui due fratelli indiani – J.C. (iniziali di Jagdish Chandra) e K.C. (Kailash Chandra) – importano dagli USA componenti della Jeep CJ per assemblarli in India con la formula CKD (Complete knock-down).

Nel 1954 il governo indiano chiede ai due fratelli di incrementare il numero di pezzi “locali” e l’anno seguente inizia la produzione su licenza, nella fabbrica di Bhandup, di CJ più “asiatiche” e meno americane derivate dalla Jeep CJ-3B. La crisi petrolifera degli anni ’70 porta all’introduzione di motori diesel al posto delle più assetate unità a benzina.

La Mahindra CJ – disponibile in due varianti (CJ 340 a quattro posti, lunga 3,39 metri, e CJ 540 a sei posti, lunga 3,79 metri) – è una fuoristrada inadatta all’asfalto (dove si rivela lenta ed estremamente rumorosa) ma perfetta in off-road grazie a sospensioni adatte a qualsiasi compito. Meno affidabile di una Jeep originale, ha un abitacolo molto spartano, freni poco potenti e uno sterzo durissimo.

Mahindra CJ (1947): la tecnica

La gamma motori della Mahindra CJ  – dotata di trazione integrale (posteriore + anteriore inseribile) – è piuttosto varia ma nel periodo di gloria nel nostro Paese – a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 (tempi d’oro per le 4×4, molto di moda all’epoca) – è stata venduta con un 2.1 diesel di origine Peugeot.

Un’unità non molto potente ma ricca di coppia ai bassi regimi (104 Nm) abbinata ad un cambio manuale a quattro marce.

Mahindra CJ (1947): le quotazioni

La Mahindra CJ è una fuoristrada adatta esclusivamente ai percorsi più duri: le sue quotazioni sono basse (1.000 euro) ma in realtà è impossibile trovare esemplari ben tenuti a meno di 4.000 euro.

Un prezzo a nostro avviso troppo alto per un mezzo che non è altro che una brutta copia – oltretutto meno affidabile – di una Jeep originale.

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