Maruti Suzuki 800
  • pubblicato il 03-06-2014

Maruti Suzuki 800 (1990): l'indiana che conquistò l'Italia

La citycar asiatica che diede del filo da torcere alla Panda: cinque porte e un ottimo rapporto qualità/prezzo

Nella prima metà degli anni '90 la Maruti Suzuki 800 conquistò a sorpresa gli automobilisti italiani al punto da diventare la citycar più venduta dopo le Fiat Cinquecento e Panda. La “baby” indiana - di origine giapponese - aveva due punti di forza da non sottovalutare: le cinque porte (nessun’altra rivale le offriva all’epoca) e un eccellente rapporto qualità/prezzo.

La maggior parte degli esemplari commercializzati nel nostro Paese è stato rottamato ma non è raro trovare delle “sopravvissute”, specialmente al Sud. Non ha un futuro come auto d’epoca e le sue quotazioni sono molto basse - 500 euro - ma resta una vettura rimasta nel cuore di chi è nato negli anni Settanta, specialmente di chi l'ha posseduta e ha mosso i primi passi nel mondo delle quattro ruote proprio con lei.

Maruti Suzuki 800 (1990): le caratteristiche principali

La Maruti Suzuki 800 debutta in Italia nel 1990 e non è altro che una seconda generazione della Suzuki Alto (svelata in Giappone ben sei anni prima) riveduta e corretta e assemblata in India. Tre gli allestimenti disponibili al lancio: il “base”, il completo De Luxe (con il condizionatore) e il ricchissimo, pure troppo, Super De Luxe che può vantare persino gli interni in pelle.

Nonostante le dimensioni esterne compatte - 3,30 metri di lunghezza, 11 cm in meno di una Fiat Panda prima serie - offre le porte posteriori e un discreto spazio per i passeggeri (a patto che non siano troppo alti). Il bagagliaio, invece, non è il massimo.

Le finiture non sono il punto di forza della Maruti Suzuki 800: la plancia è realizzata con plastiche rigide e ha un design datato. Il discorso cambia quando si inizia a guidarla: in città la citycar indiana si trova completamente a proprio agio e non disdegna le gite fuoriporta. Merito di sospensioni morbide e di un comportamento stradale rassicurante e a tratti divertente quando si esagera con il pedale dell’acceleratore.

La tecnica

Il motore 800 tre cilindri a benzina da 35 CV, pur essendo aspirato, offre un discreto brio già a partire dai 2.000 giri. Offre prestazioni interessanti (130 km/h di velocità massima) e il suo unico difetto rilevante è l’eccessiva rumorosità.

I consumi della Maruti Suzuki 800 sono nella media del segmento (12,7 km/l dichiarati nel ciclo urbano) ma aumentano considerevolmente nei viaggi autostradali: colpa soprattutto del cambio, con sole quattro marce e quindi privo di un quinto rapporto “di riposo”.

Le quotazioni

Solo chi ha posseduto questa vettura in passato può essere interessato a ricomprarla: per queste persone il valore affettivo nei confronti della “baby” indiana supera abbondantemente le quotazioni ufficiali di 500 euro.

Dal punto di vista storico, tuttavia, la Maruti Suzuki 800 del 1990 resta un mezzo interessante in quanto è stato il primo a dimostrare che le citycar non erano “figlie di un dio minore” ma automobili degne di rispetto che potevano essere lussuose e confortevoli come le sorelle maggiori.

Maruti Suzuki 800 (1990): l'indiana che conquistò l'Italia

L'opinione dei lettori