Carlo Abarth
  • pubblicato il 22-08-2013

Carlo Abarth, il Re Scorpione

di Marco Coletto

Storia dell'imprenditore austriaco, creatore del mitico brand sportivo torinese

Carlo Abarth è stato un mito per chi è stato giovane negli anni Cinquanta e Sessanta e anche oggi il suo cognome, utilizzato per l'azienda da lui fondata, fa brillare gli occhi a tutti gli automobilisti appassionati della sportività. Scopriamo insieme la sua storia.

Carlo Abarth: la biografia

Carlo Abarth (nato Karl) vede la luce a Vienna (Austria) il 15 novembre 1908. Fin da piccolo manifesta un grande interesse per la velocità e la tecnica: a soli sedici anni inizia a lavorare in diverse aziende meccaniche  e quattro anni più tardi realizza un telaio motociclistico.

Pilota motociclistico

Negli anni Venti Carlo si fa notare come pilota motociclistico: ottiene diversi successi ma è costretto a ritirarsi dall'attività nel 1930 a causa di un incidente che gli procura una menomazione permanente al ginocchio. Passa ai sidecar ma abbandona anche quelli dopo un altro incidente a Lubiana alla fine degli anni Trenta.

Il trasferimento in Italia

Nel 1937, in seguito agli eventi che porteranno l'anno seguente l'Austria ad essere annessa alla Germania nazista, Carlo Abarth decide di trasferirsi in Italia, a Merano (paese d'origine del padre). Dopo una breve esperienza come albergatore va a dirigere una fabbrica a Lubiana ma quando la città slovena viene occupata dalle truppe tedesche torna in Trentino-Alto Adige e ottiene la cittadinanza italiana.

L'avventura Cisitalia

Dopo il ritorno in Italia Abarth viene chiamato a Torino dall'imprenditore piemontese Piero Dusio per gestire il reparto sportivo della Cisitalia insieme all'amico di famiglia Ferry Porsche (fondatore dell'omonima Casa automobilistica), al connazionale Rudolf Hruska (che più avanti progetterà l'Alfa Romeo Alfasud) e ai piloti Piero Taruffi e Tazio Nuvolari.

La creazione dell'Abarth

Nel 1949, dopo il fallimento della Cisitalia, Carlo Abarth si mette in proprio e crea la società che ancora oggi porta il suo nome. Sceglie come simbolo lo scorpione (il suo segno zodiacale) e si occupa inizialmente solo di elaborazioni.

Crea una squadra corse - grazie ad alcune vetture ottenute in seguito alla liquidazione della Cisitalia - per farsi pubblicità e diventa famoso per una serie di marmitte che permettono di migliorare le prestazioni delle vetture.

Negli anni Cinquanta Carlo Abarth realizza alcuni modelli da corsa ma la vera svolta arriva nel 1955 con il lancio della 750 GT (una variante sportiva e ricarrozzata della Fiat 600) e nel 1957 con la presentazione delle prime 500 "tuning".

Il successo di pubblico è immediato e il legame con la Casa torinese diventa sempre più stretto al punto che nel 1971 Carlo vende l'azienda alla Fiat.

Carlo Abarth torna a vivere a Vienna, dove muore il 24 ottobre 1979.

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