• pubblicato il 07-04-2016

Dante Giacosa, il papà della 500 (ma non solo)

Storia di uno dei più grandi ingegneri italiani, responsabile della progettazione di quasi tutte le Fiat prodotte dal 1936 al 1970

Dante Giacosa è noto per essere stato il papà della Fiat 500 ma nel corso della sua carriera è stato il responsabile della progettazione di quasi tutte le auto della Casa torinese prodotte dal 1936 al 1970 (e non solo). Scopriamo insieme la sua storia.

Dante Giacosa, la biografia

Dante Giacosa è di origini piemontesi ma si ritrova a nascere a Roma (il 3 gennaio 1905) mentre il padre lavora come militare nella Capitale. Dopo essersi diplomato al liceo classico (un background culturale piuttosto insolito per un tecnico) si laurea in ingegneria meccanica - nel 1927 - al Politecnico di Torino.

Gli esordi

Poco dopo la laurea Dante viene assunto come disegnatore dalla Casa torinese SPA, acquistata l’anno prima dalla Fiat, e tre anni più tardi viene trasferito alla sezione motori del colosso piemontese. Nel 1933 viene nominato capo dell’ufficio tecnico automobili.

Le prime auto

La Topolino del 1936 è la prima auto nata sotto la responsabilità di Dante Giacosa. Lo scoppio della guerra arresta lo sviluppo di modelli nuovi e al termine del conflitto l’ingegnere piemontese realizza per la Cisitalia l’auto da corsa D46, realizzata con componenti provenienti dalla 508B e dalla Topolino.

Giacosa nel 1946 diventa direttore degli uffici tecnici autoveicoli (cioè il responsabile del progetto di tutte le vetture e i veicoli terrestri costruiti dalla Fiat) e l’anno seguente - in concomitanza con l’inizio del lavoro come professore presso il Politecnico di Torino nel corso di costruzione di motori - progetta la mitica Cisitalia 202, nota soprattutto per il design seducente firmato Pininfarina.

Gli anni ’50

Gli anni ’50 di Dante Giacosa si aprono con il lancio della Fiat 1400, la prima auto a scocca portante della Casa torinese. Nel 1951 è la volta della Campagnola a trazione integrale mentre due anni più tardi vedono la luce la splendida sportiva 8V e la 1100/103.

Nel 1955 Dante diventa capo della direzione superiore tecnica automobili e nello stesso anno vede la luce la Fiat 600, l’auto che motorizzerà gli italiani. Nel 1956 tocca invece all’innovativa 600 Multipla, capace di ospitare sei passeggeri in poco più di tre metri e mezzo di lunghezza (3,54, per l’esattezza).

Il 1957 è l’anno in cui nasce l’auto più famosa tra quelle progettate da Dante Giacosa: la Fiat 500. La citycar piemontese - lanciata insieme alla “cugina” più lussuosa Autobianchi Bianchina (realizzata sulla stessa base) - riceve il prestigioso premio Compasso d’Oro due anni più tardi.

Gli anni ’60

Nel 1960 Giacosa progetta la Giardiniera, variante station wagon della Fiat 500 contraddistinta dal motore a sogliola. La scelta di ruotare di 90° il propulsore bilindrico montato in posizione posteriore consente di ricavare un grande spazio nel vano posteriore.

La prima vera rivoluzione tecnica firmata Dante Giacosa arriva però con l’Autobianchi Primula del 1964: la prima auto italiana di sempre con trazione anteriore e motore anteriore trasversale. Nel 1966 lascia l’insegnamento e nello stesso anno vengono presentate la Fiat 124 (la prima auto italiana di sempre a conquistare il prestigioso riconoscimento di Auto dell’Anno) e la sportiva Fiat Dino realizzata in collaborazione con la Ferrari.

Gli ultimi anni

Nel 1969 vedono la luce due auto progettate da Giacosa destinate ad entrare nella storia: l’Autobianchi A112 e la Fiat 128. Quest’ultima - nominata Auto dell’Anno - non è solo la prima auto della Casa torinese a trazione anteriore ma anche la prima di sempre ad usare montanti MacPherson per le sospensioni anteriori. Una scelta adottata ancora oggi dalla stragrande maggioranza delle auto destinate al grande pubblico.

Dante Giacosa viene nominato nel 1970 consulente della presidenza e della direzione generale e rappresentante Fiat presso enti nazionali e internazionali ma poco dopo si dimette per ragioni anagrafiche. Scompare a Torino il 31 marzo 1996.

Dante Giacosa, il papà della 500 (ma non solo)

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