• pubblicato il 01-08-2013

Enzo Ferrari: un uomo chiamato leggenda

di Marco Coletto

Storia del creatore della più famosa Casa automobilistica del mondo

Enzo Ferrari è uno dei primi nomi che vengono in mente quando si parla della storia delle quattro ruote. Ha creato la Casa automobilistica più famosa del mondo e la scuderia di F1 più vincente di sempre: scopriamo insieme la sua storia.

Enzo Ferrari: la biografia

Enzo Ferrari nasce a Modena il 18 febbraio 1898 e trascorre l'infanzia nel luogo che ora è sede del Museo Casa Enzo Ferrari. Fin dall'infanzia sogna di diventare un pilota e a soli 16 anni entra nel mondo del motorsport dalla porta di servizio diventando corrispondente della Gazzetta dello Sport dalla città emiliana ma lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (che lo vede prima arruolato e poco dopo congedato) sconvolge i suoi piani.

Gli inizi come pilota

Nel 1919, dopo essere stato rifiutato dalla Fiat, viene assunto come pilota dalla CNM e nel 1920 passa all'Alfa Romeo. In occasione del primo successo - nel Gran Premio del Circuito del Savio del 1923 - riceve dalla madre dell'aviatore Francesco Baracca il simbolo presente sulla carlinga dell'aereo del figlio: un cavallino rampante

Nel 1924 Enzo Ferrari vince sul Savio (per la seconda volta consecutiva), in Polesine e la prima edizione della Coppa Acerbo al volante di una RL SS ma nello stesso anno smette di correre per via di un esaurimento nervoso.

La Scuderia Ferrari

Enzo torna al mondo delle corse nel 1927: si aggiudica per due volte di seguito le gare di Alessandria e Modena. Nel 1929 fonda la Scuderia Ferrari, un team costituito da vetture Alfa Romeo guidate da piloti fortissimi come Tazio Nuvolari.

Nel 1931 Enzo Ferrari ottiene l'ultima vittoria come pilota alla Bobbio-Passo del Penice e smette di correre l'anno seguente dopo la nascita del figlio Alfredo, detto Dino. Il ragazzo morirà nel 1956 a causa della distrofia muscolare.

L'Auto Avio

Nel 1933 l'Alfa Romeo si ritira dall'attività sportiva ed è Ferrari che si occupa di far correre le vetture del Biscione. Nel 1939, dopo una lite con Wifredo Ricart, Enzo decide di mettersi in proprio creando auto da corsa: fonda una società e la chiama Auto Avio Costruzioni, in quanto impossibilitato ad utilizzare il proprio cognome per cinque anni.

Nel 1945 nasce il secondo figlio di Enzo Ferrari, Piero: frutto di una relazione segreta. Verrà riconosciuto dal padre solo nel 1978, dopo la morte della moglie Laura.

Le vittorie sportive

Nel 1948 Clemente Biondetti e Ettore Salani portano alla Ferrari la prima di otto Mille Miglia conquistate fino al 1957 mentre l'anno seguente tocca a Luigi Chinetti e a Peter Mitchell-Thomson aggiudicarsi la prima (di nove totali) 24 Ore di Le Mans.

Il debutto in F1 per la scuderia di Enzo Ferrari risale invece al GP di Monaco 1950, seconda gara della prima stagione nella storia del Circus, mentre la prima vittoria arriva nel 1951 quando Froilan Gonzales si aggiudica il GP di Gran Bretagna davanti all'Alfa Romeo guidata da Juan Manuel Fangio.

Il primo titolo iridato conquistato dal Cavallino risale al 1952 grazie ad Alberto Ascari. Con Enzo in vita ne seguiranno altri sedici (otto Piloti e otto Costruttori).

Gli anni Sessanta

Gli anni Sessanta non sono un buon periodo per Enzo Ferrari: nel 1960 riceve dall'Università di Bologna la laurea honoris causa in ingegneria meccanica (ne arriverà un'altra, nel 1980, in fisica donata dall'Università di Modena e Reggio Emilia) ma la sua azienda deve fare i conti con problemi economici.

Nel 1963 Enzo rifiuta l'offerta della Ford di acquistare l'intera società mentre nel 1965 accetta che la Fiat entri in possesso di un piccolo pacchetto di azioni. Nel 1969 il colosso torinese acquisisce la metà della Casa di Maranello.

Gli anni Settanta e Ottanta

Nel 1971 Enzo Ferrari smette di impegnarsi in prima persona nell'attività sportiva lasciando il ruolo di responsabile ad un giovane Luca Cordero di Montezemolo.

Il Drake continua ad esercitare un ruolo di primo piano nell'azienda fino al 14 agosto 1988 (anno in cui la Fiat entra in possesso del 90% della società), quando muore a Maranello.

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