Giovanni Savonuzzi
  • pubblicato il 07-07-2016

Giovanni Savonuzzi: design e tecnica

Progettista, meccanico, stilista, collaudatore: le mille creazioni dell'ingegnere ferrarese

Giovanni Savonuzzi è stato un ingegnere che si è occupato anche di design: una rarità in un panorama automobilistico caratterizzato da ruoli ben definiti. In oltre trent’anni di carriera il tecnico ferrarese ha realizzato tantissimi progetti importanti: scopriamo insieme la sua storia.

Giovanni Savonuzzi, la biografia

Giovanni Savonuzzi nasce a Ferrara il 28 febbraio 1911 e nel 1940 - dopo la laurea in ingegneria meccanica conseguita al Politecnico di Torino l’anno prima - entra in Fiat Aviazione, dove conosce Dante Giacosa.

Gli anni in Cisitalia

Nel 1945 viene chiamato da Giacosa in Cisitalia e assunto da Piero Dusio per diventare direttore tecnico della Casa da lui fondata. Il suo primo progetto - risalente al 1946 e realizzato insieme a Giacosa - è la monoposto D46 dotata di un motore derivato da quello della Fiat 1100. Questa vettura diventa famosa nel mese di agosto a Torino quando Tazio Nuvolari la guida attaccandosi al piantone dello sterzo dopo la rottura del volante. Per evitare altri cedimenti (dovuti all’eccessiva foga del pilota mantovano) Giovanni crea un volante con quattro fori per accogliere le dita del campione.

Il 1947 è l’anno nel quale disegna la mitica Cisitalia 202 progettata da Giacosa: la coupé piemontese, esposta dal 1951 presso il MoMA (Museum of Modern Art) di New York, è ufficialmente un’opera di Pininfarina, anche se in realtà il carrozziere torinese si occupa solo di effettuare alcuni ritocchi profondi al posteriore.

Aria di crisi in Cisitalia

In Cisitalia Giovanni Savonuzzi si occupa veramente di tutto - progettista, meccanico, designer e collaudatore - ma in seguito alla crisi del marchio piemontese lascia l’azienda e dopo una breve collaborazione con le Officine Elettromeccaniche Leone di Torino fonda insieme a Virgilio Conrero la SVA (Società Valdostana Automobili), marchio specializzato in auto da corsa destinate al mercato statunitense.

Nel 1950 - da un’idea di Savonuzzi per la monoposto Cisitalia 360 - nasce la mitica marmitta Abarth e nello stesso anno Giovanni abbandona la SVA e diventa direttore di un’industria specializzata nella lavorazione di materie plastiche. Dopo una breve collaborazione con la Panhard torna in Cisitalia ma la lascia definitivamente nel 1952 per tornare a lavorare insieme a Conrero.

Ghia, Chrysler e Fiat

Giovanni Savonuzzi viene nominato direttore tecnico progettazione e produzione carrozzerie e stile della carrozzeria Ghia nel 1954 ma già tre anni dopo si trasferisce negli USA per lavorare nella direzione tecnica Chrysler. Nella Casa statunitense smette di occuparsi di design e si concentra sulla progettazione dei motori a turbina ma nel 1967, dopo il fallimento di questo sistema di propulsione, torna a Torino per diventare direttore della direzione ricerca Fiat.

Fino al 1977 - quando va in pensione e inizia a lavorare come docente di ingegneria meccanica al Politecnico di Torino - realizza diversi progetti per il colosso torinese: il più importante riguarda lo sviluppo dei motori turbo Ferrari destinati alla F1. Savonuzzi scompare a Ferrara il 18 febbraio 1987.

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