• pubblicato il 17-10-2013

Henry Ford: l'inventore dell'auto per tutti

di Marco Coletto

Grazie alla catena di montaggio democratizzò le quattro ruote

Henry Ford, nato 150 anni fa, non ha inventato l'automobile ma l'ha resa un bene alla portata di tutti. Grazie alla catena di montaggio il fondatore del secondo più grande colosso automobilistico americano - dopo General Motors - ha democratizzato le quattro ruote anche se le sue idee politiche erano decisamente lontane dal concetto di uguaglianza sociale. Scopriamo insieme la sua storia.

Henry Ford: la biografia

Henry Ford nasce il 30 luglio 1863 a Greenfield (USA). Dopo aver lavorato con le macchine a vapore a 28 anni viene assunto come ingegnere alla Edison e nel tempo libero realizza veicoli a motore. Il primo di questi - chiamato Quadricyle - viene prodotto nel 1896 in tre esemplari.

L'ingresso nel mondo dell'automobile

Incoraggiato da Thomas Edison Henry continua i suoi esperimenti nel campo dell'automobile: costruisce una seconda vettura e nel 1899 - dopo essersi licenziato - fonda la Detroit Automobile Company.

Il primo tentativo di Henry Ford di mettersi in proprio non si rivela soddisfacente: i modelli costruiti sono troppo cari e non brillano alla voce "qualità" e per questo motivo l'azienda chiude dopo soli due anni.

La Henry Ford Company

L'imprenditore William H. Murphy, finanziatore della Detroit Automobile Company, decide di creare la Henry Ford Company e di assumere Henry come capo ingegnere. L'anno seguente, però, Ford abbandona la società (che cambia nome in Cadillac) in seguito ad una lite di carattere finanziario e nel 1903 fonda l'azienda che ancora oggi porta il suo nome.

La Ford Motor Company

Henry Ford fonda la Ford Motor Company il 16 giugno 1903 e l'anno seguente, per dimostrare la bontà delle automobili da lui prodotte, realizza il record di velocità raggiungendo i 147 km/h al volante di una 999.

La T e gli operai

Il modello più noto della Ford, la T, debutta nel 1908. Un'auto semplice da guidare ed economica da acquistare e da riparare che ottiene un incredibile successo di pubblico (oltre 15 milioni di esemplari venduti in 19 anni) al punto da rappresentare - nel 1918 (anno in cui Henry cede la presidenza della società al figlio Edsel) - la metà dell'intero parco circolante degli USA.

Nel 1911 Henry Ford inizia ad aprire fabbriche in giro per il mondo (comincia con Gran Bretagna e Canada) e nel 1914 stupisce tutti quando offre ai propri operai uno stipendio doppio rispetto alla media: questo permette alla Casa americana di assumere i migliori tecnici in circolazione, di incrementare la produttività e di ridurre i costi di formazione.

Non solo automobili

Durante la Prima Guerra Mondiale Henry (pacifista convinto) decide di ampliare il proprio business puntando sul settore aeronautico. Negli anni Venti acquisisce la Stout Metal Airplane Company e produce un trimotore destinato al trasporto passeggeri ma è costretto a chiudere l'attività nel 1933 a causa del crollo delle vendite dovuto alla Grande Depressione.

Nel 1918 Henry Ford finanzia inoltre il The Dearborn Independent, un settimanale di impostazione antisemita i cui articoli vengono molto apprezzati da esponenti di spicco della Germania nazista. Non è un caso che Henry sia l'unico americano citato nel libro "Mein kampf" scritto da Adolf Hitler.

Il declino e la rinascita

Il calo delle vendite della T convince Ford a realizzare un nuovo modello (la A, lanciata nel 1927). Negli anni Trenta iniziano invece gli scontri con i sindacati e la Ford diventa l'ultima Casa automobilistica di Detroit a riconoscere la UAW, organizzazione dei lavoratori del settore auto.

La Seconda Guerra Mondiale e il nazismo

In occasione della Seconda Guerra Mondiale Henry Ford si dimostra pacifista come durante la prima ma al tempo stesso fa affari con i nazisti fornendo al loro esercito materiale bellico e facendo lavorare nelle proprie fabbriche in Germania prigionieri di guerra francesi. Nel 1938 riceve addirittura una delle massime onorificenze teutoniche: l'Ordine dell'Aquila tedesca.

La situazione cambia quando gli USA entrano nel conflitto: Henry Ford costruisce lo stabilimento di Willow Run per assemblare i bombardieri B-24 (metà della produzione totale).

Gli ultimi anni

Henry torna a gestire la Ford nel 1943, quando il figlio Edsel muore di cancro. Non è nelle condizioni ideali per guidare l'azienda: è reduce da diverse crisi cardiache e mentalmente non è più in forma come un tempo.

Nel settembre 1945 Henry Ford cede la presidenza al nipote Henry Ford II e si ritira in pensione. Muore il 7 aprile 1947 a Dearborn (USA) per un'emorragia cerebrale.

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