Mario Revelli di Beaumont
  • pubblicato il 07-11-2013

Mario Revelli di Beaumont: la nobiltà nel design

di Marco Coletto

Storia di uno dei padri fondatori dello stile automobilistico italiano

Mario Revelli di Beaumont può essere considerato uno dei padri fondatori del design automobilistico italiano. Il suo nome, oggi, non è tra i più noti ma la sua genialità (il bloccaggio centralizzato delle porte è una delle sue tante idee, insieme ad alcuni progetti innovativi di monovolume realizzati negli anni Trenta) hanno lasciato un profondo segno nel mondo delle quattro ruote e non solo.

Mario Revelli di Beaumont: la biografia

Mario Revelli di Beaumont nasce il 25 giugno 1907 a Roma. Figlio dell’ufficiale di artiglieria Abiel Bethel Revelli di Beaumont (inventore della prima pistola mitragliatrice della storia), eredita dal padre la passione per il mondo bellico e per quello della meccanica: nel 1922 entra nella scuola militare “Nunziatella” di Napoli e nel frattempo costruisce moto insieme al fratello maggiore Gino. Con una di queste - chiamata GR 500 - diventa campione europeo nel 1925 a Monza.

Il trasferimento a Torino

Conclusi gli studi Mario si trasferisce a Torino e inizia a collaborare con gli Stabilimenti Farina e con Ghia realizzando carrozzerie per vetture di pregio. Nel 1929 comincia a lavorare per il reparto Carrozzerie Speciali della Fiat per la quale realizza nel 1935 la 1500, l’anno successivo aggiunge un altro lavoro presso la neonata Pininfarina mentre pochi anni più tardi realizza anche progetti per Viotti.

La Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale Mario Revelli di Beaumont mette in pratica le sue conoscenze militari trasformando veicoli civili in mezzi adatti ad affrontare il conflitto. Viene incarcerato dai tedeschi in quanto nobile (e quindi vicino alla monarchia) e successivamente liberato dai partigiani.

Il dopoguerra

Terminata la guerra Revelli di Beaumont torna a lavorare nel suo studio di Grugliasco (provincia di Torino), proseguendo le proprie collaborazioni con tutti i più importanti marchi piemontesi (ai quali si aggiunge la Siata) mentre negli anni Cinquanta viene chiamato per delle consulenze addirittura dalla General Motors.

Il boom economico

Nel 1954 Mario Revelli di Beaumont lavora con la Simca e contribuisce in maniera rilevante allo stile della 1000 e della 1300 mentre negli anni Sessanta si ricuce il rapporto con la Pininfarina.

Gli ultimi anni

Mario muore il 29 maggio 1985 a Grugliasco: negli ultimi anni della sua vita si occupa di formare giovani designer a Torino e a Pasadena, in California.

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