Preston Tucker
  • pubblicato il 22-01-2015

Il sognatore Preston Tucker

Storia dell'imprenditore statunitense che nel secondo dopoguerra cercò, senza successo, di contrastare le "Big Three"

Preston Tucker è stato soprattutto un sognatore: questo imprenditore statunitense ha cercato, nel secondo dopoguerra, di contrastare (senza successo) le “Big Three” (Chrysler, Ford e GM) e la sua storia, ricca di delusioni, è stata raccontata da Francis Ford Coppola nel film del 1988 “Tucker, un uomo e il suo sogno”. Scopriamola insieme.

Preston Tucker: la biografia

Preston Tucker nasce il 21 settembre 1903 a Capac (USA). Orfano di padre dall’età di due anni, inizia a guidare a 11 anni e a 16 si occupa già di acquistare auto vecchie, di restaurarle e di rivenderle. Dopo aver lavorato come fattorino alla Cadillac tenta nel 1922 di arruolarsi in polizia ma è troppo giovane.

Si sposa un anno più tardi e per qualche tempo alterna il lavoro in fabbrica alla Ford (successivamente interrotto per entrare in polizia) con la gestione di una stazione di servizio a Lincoln Park che funge anche da rivenditore di Studebaker.

La carriera di venditore

Grazie ad ottime doti relazionali Preston Tucker fa rapidamente carriera come venditore di automobili: si sposta a Memphis per diventare responsabile commerciale della locale concessionaria Chrysler, nel 1933 si trasferisce a Buffalo per seguire gli affari della Pierce-Arrow ma dopo pochi mesi torna a Detroit per vendere Dodge.

Mettersi in proprio

Nella prima metà degli anni ’30 Tucker diventa ufficialmente un imprenditore quando crea insieme al progettista Harry Miller una società specializzata nella produzione di auto da corsa. Nella seconda metà del decennio si concentra invece sui mezzi militari e realizza un piccolo autoblindo dotato di un motore V12. Il veicolo - considerato troppo veloce - viene rifiutato dall’esercito statunitense ma riscuote successo la torretta progettata da Preston, che viene utilizzata dalla marina americana.

Nel 1940 Preston Tucker tenta, senza troppa fortuna, di conquistare l’aviazione: crea la Tucker Aviation Corporation e costruisce un prototipo che purtroppo non riesce a “sedurre” i vertici militari. Nel 1942 l’azienda da lui fondata viene acquistata dalla Higgins (specializzata in mezzi navali) ma dopo un anno nella nuova sede di New Orleans abbandona il socio Andrew Jackson Higgins, torna a Detroit e si mette in proprio.

Nasce la Tucker

La Casa automobilistica Tucker vede la luce alla fine della Seconda Guerra Mondiale quando Preston decide di costruire una vettura più moderna della concorrenza in grado di rubare clienti ai mezzi costruiti dai grandi gruppi Chrysler, Ford e General Motors. Nel 1947 viene presentata la 48, innovativa nel design (aerodinamico e sexy, opera di Alex Tremulis) e nella tecnica.

L’ingombrante (lunghezza superiore ai cinque metri e mezzo) ammiraglia ideata da Preston Tucker monta un motore posteriore 5.5 boxer ad iniezione derivato da unità precedentemente adottate da elicotteri e in grado di generare una potenza di 166 CV, quattro sospensioni a ruote indipendenti e freni a disco. La sicurezza è inoltre garantita dalle cinture, dal cruscotto imbottito, dal piantone dello sterzo collassabile e dal faro centrale girevole collegato al volante per migliorare l'illuminazione in curva.

La Tucker 48 viene assemblata in soli 51 esemplari: Preston viene accusato di bancarotta fraudolenta nel 1949 ma nonostante l’assoluzione (nel 1950) la sua reputazione (e quella delle vetture da lui prodotte) cala.

Gli anni ’50

Negli anni Cinquanta Preston Tucker tenta nuovamente di sfondare nel mercato automobilistico - questa volta in Brasile - con una sportiva chiamata Carioca (vettura che non vedrà mai la luce). L’imprenditore statunitense scompare il 26 dicembre 1956 a Ypsilanti (USA) per un tumore ai polmoni.

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