Vittorio Valletta
  • pubblicato il 03-03-2016

Vittorio Valletta, il simbolo della Fiat

Storia dell'uomo che ha reso grande la Casa torinese

Vittorio Valletta è stato uno dei personaggi simbolo della Fiat: in 45 anni ha trasformato la Casa torinese in un colosso industriale. Noto in azienda per essere stato il primo ad entrare e l’ultimo ad uscire, ha visto i momenti migliori e peggiori della società piemontese e ha attraversato due Guerre Mondiali, la motorizzazione di massa e il miracolo economico. Senza dimenticare le numerose opere sociali destinate ai dipendenti. Scopriamo insieme la sua storia.

Vittorio Valletta, la biografia

Vittorio Valletta nasce il 28 luglio 1883 a Sampierdarena (ora quartiere di Genova). Figlio di un ufficiale siciliano del Regio Esercito e di una lombarda, si trasferisce a Torino con la famiglia nel 1890. Nel 1903 ottiene il diploma di ragioneria, tre anni più tardi si sposa mentre nel 1909 ottiene la laurea presso la Scuola Superiore di Commercio del capoluogo piemontese.

La Prima Guerra Mondiale

Dopo aver insegnato in un istituto di ragionieria e lavorato in uno studio di commercialisti viene reclutato nel 1914 in vista dello scoppio della Prima Guerra Mondiale dalla DTAM (Direzione tecnica dell’Aviazione Militare) di Torino con il grado di Tenente del Genio Aeronautico con il compito di sovrintendere a tutte le forniture assegnate dal Ministero delle Armi alle diverse imprese.

Durante il conflitto Vittorio Valletta perde il padre e nel 1918 entra nel mondo dell’automobile diventando procuratore per la Casa Chiribiri: qui si fa notare per la sapiente gestione del “biennio rosso” (scioperi e occupazioni) tra il 1919 e il 1920 favorendo il dialogo con gli operai.

La chiamata in Fiat

Valletta viene chiamato in Fiat da Giovanni Agnelli nel 1921 con il ruolo di direttore centrale, sette anni più tardi lascia la docenza all’Università di Torino e viene nominato direttore generale della Casa piemontese.

Gli anni ’30 vedono la nascita della 508 (soprannominata “Balilla”) nel 1932 e della 500 (nota come “Topolino”) nel 1936. Tre anni dopo, in seguito alla scomparsa di Edoardo Agnelli, figlio del fondatore della Fiat, Vittorio Valletta viene nominato amministratore delegato.

La Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale Valletta fa tutto quanto in suo potere per salvare l’azienda da lui gestita. Nel 1943 - durante l’occupazione tedesca del Nord Italia - riesce attraverso abili trattative con i nazisti a mantenere gli stabilimenti a Torino ma per questa ragione viene denunciato alla fine del 1944 dal CLN per collaborazionismo.

Vittorio Valletta viene estromesso dalla Fiat al termine della guerra ma già nell’aprile del 1946 viene reintegrato in quanto il Consiglio di Gestione dell’azienda lo considera l’unico uomo in grado di portare avanti la società (specialmente dopo la morte - nel dicembre 1945 - di Giovanni Agnelli).

Potere assoluto

Poco dopo la nomina ad amministratore delegato diventa presidente dopo che l’allora 25enne Gianni Agnelli rifiuta il ruolo per godersi la giovinezza e inizia a far crescere la società disponendo - nel 1949 - del 21% dei prestiti totali concessi all’Italia per il Piano Marshall.

Il ruolo di Vittorio Valletta nel secondo dopoguerra è fondamentale: risolleva la Fiat puntando sui settori auto e aerei, sugli aumenti di produzione e sugli incrementi salariali (gli operai della Casa torinese erano all’epoca i più pagati in Italia) e contribuisce all’industrializzazione del nostro Paese.

Gli anni ’50

Gli anni ’50 si aprono con il lancio della 1400 nel 1950, la prima Fiat dotata di carrozzeria portante, mentre nel 1953 è la volta della 1100/103. Due anni più tardi aiuta a fondare - insieme a Pirelli e Bianchi - l’Autobianchi.

La vera svolta per Vittorio Valletta arriva sempre nel 1955 con la 600: l’auto che porta la motorizzazione di massa in Italia richiede numerosi operai per la sua produzione e questo porta alla massiccia immigrazione meridionale a Torino. L’anno successivo tocca all’innovativa 600 Multipla e risale al 1957 - anno nel quale la figlia Fede perde la vita - il debutto della mitica 500.

Per stimolare le vendite della citycar torinese (non eccezionali all’inizio) Valletta le assegna ai dirigenti come auto aziendali con l’impegno di usarle per recarsi al lavoro.

Gli anni ’60

Nel 1962 Vittorio Valletta viene nominato Cavaliere di Gran Croce e due anni più tardi viene inaugurata l’Autostrada del Sole (realizzata anche grazie al supporto della Fiat).

Il 1966 è un anno molto importante per Valletta: dopo aver contribuito alla nascita dello stabilimento siciliano di Termini Imerese e in procinto di andare in pensione, trova nel suo braccio destro Gaudenzio Bono il suo successore. Il ruolo di presidente, però, viene ricoperto da Gianni Agnelli.

Vittorio Valletta, nelle vesti di presidente onorario, firma a maggio un accordo importantissimo con l’Unione Sovietica per la costruzione dello stabilimento di Togliatti destinato alla produzione delle 124. A novembre viene nominato senatore a vita ma scompare pochi mesi dopo - il 10 agosto 1967 a Pietrasanta (Lucca) - per un’emorragia cerebrale.

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