W. O. Bentley
  • pubblicato il 18-09-2014

Le mille doti di W. O. Bentley

Storia del fondatore della Casa britannica: ingegnere, progettista e imprenditore

Walter Owen Bentley (meglio noto come W. O. Bentley) è noto per aver fondato la Casa automobilistica che ancora oggi porta il suo cognome. Tuttavia nel corso della sua (lunga) vita questo ingegnere (nonché progettista e imprenditore) britannico ha realizzato tante altre cose: scopriamo insieme la sua storia.

W. O. Bentley, la biografia

W. O. Bentley nasce il 16 settembre 1888 ad Hampstead (Regno Unito). Appassionato di treni fin da ragazzo, lascia gli studi a 16 anni per lavorare come apprendista ingegnere alla Great Northern Railway a Doncaster. In questa azienda impara a progettare componenti meccaniche e dopo cinque anni viene assunto come fuochista. Poco tempo dopo, però, decide di abbandonare il settore ferroviario per concentrarsi sulle automobili.

Le automobili

Dopo aver studiato ingegneria presso il King’s College di Londra Walter si occupa per breve tempo di gestire una flotta di 250 vetture di una compagnia di taxi. Nel 1912 fonda insieme al fratello Horace Millner Bentley la “Bentley and Bentley”, specializzata nella commercializzazione di vetture della Casa francese DFP.

Per incrementare le vendite di questo brand W. O. Bentley decide di puntare sulle competizioni: elabora i motori di questi veicoli adottando diverse soluzioni tecniche tra cui i pistoni in lega di alluminio e ottiene diversi record di velocità prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.

La Prima Guerra Mondiale

Durante la Prima Guerra Mondiale la tecnologia dei pistoni in lega di alluminio (più affidabili e in grado di sopportare velocità elevate) viene utilizzata in ambito militare e più precisamente sui motori aeronautici: Rolls-Royce e Sunbeam decidono di adottare la soluzione di Walter, che nel frattempo realizza il propulsore BR.1, un’evoluzione (oltretutto meno costosa da produrre) del Clerget 9B.

Nasce la Bentley

La Casa automobilistica Bentley - fondata da W. O. insieme al fratello Horace - vede la luce nel gennaio del 1919. Il primo motore viene completato nel mese di ottobre mentre bisogna aspettare il 1921 per vedere la prima vettura del brand: la 3 Litre, dotata di un motore 3.0 a quattro cilindri.

Questo modello - tanto veloce (160 km/h) quanto pesante - conquista due edizioni della prestigiosa 24 Ore di Le Mans, nel 1924 e nel 1927, ma non impedisce alla Casa britannica di entrare in crisi. Nel 1926 Walter cede la maggioranza delle azioni della sua società al pilota e imprenditore britannico Woolf “Babe” Barnato ma continua a lavorare in azienda come impiegato.

Vetture più potenti

Nella seconda metà degli anni Venti W. O. Bentley continua a progettare automobili per la Casa automobilistica da lui fondata: nel 1926 è la volta della 6 1/2 Litre - con un motore 6.5 a sei cilindri - mentre l’anno successivo tocca alla 4 1/2 Litre (propulsore 4.4 a quattro cilindri), che nel 1928 si aggiudica la terza 24 Ore di Le Mans del marchio britannico. La Speed Six, variante sportiva della 6 1/2 Litre, trionfa in due occasioni (1929 e 1930) nella celebre corsa di durata francese.

La seconda crisi

La Bentley si ritrova nuovamente in crisi all’inizio degli anni Trenta a causa della Grande Depressione: la Napier & Son (Casa automobilistica inglese attiva anche nella produzione di motori aeronautici) tenta di acquistarla ma l’offerta di questa società viene superata all’ultimo momento da quella della Rolls-Royce.

L’azienda britannica è obbligata dal tribunale a mantenere fino al 1935 W. O. Bentley ma gli affida ruoli di secondo piano: rapporti con la clientela e collaudi di veicoli.

La Lagonda

Nella seconda metà del decennio Walter diventa direttore tecnico della Lagonda e nel 1937 progetta un motore 4.5 V12 da 182 CV. Durante la Seconda Guerra Mondiale si occupa di forniture militari e al termine del conflitto lavora su un nuovo propulsore a sei cilindri in linea: un 2.6 da 106 CV che inizia ad essere commercializzato nel 1948.

L’Aston Martin

Nel 1948 la Lagonda viene acquistata dall’imprenditore britannico David Brown, che decide di montare il sei cilindri progettato da W. O. Bentley sulla nuova Aston Martin (marchio acquistato dallo stesso Brown l’anno prima) DB2, svelata nel 1950.

Gli ultimi anni

Nella prima metà degli anni Cinquanta Walter progetta il suo ultimo motore per il marchio “british” Armstrong Siddeley. Scompare a Woking (Regno Unito) il 13 agosto 1971.

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