Personaggi

Yoshisuke Aikawa, il fondatore della Nissan

Storia del creatore della Casa giapponese

di Marco Coletto -
Yoshisuke Aikawa

Yoshisuke Aikawa è ufficialmente il fondatore della Nissan ma la sua esperienza nel mondo delle auto è durata pochi anni. Scopriamo insieme la storia di questo imprenditore giapponese, aiutato negli affari dalla politica.

Yoshisuke Aikawa: la biografia

Yoshisuke Aikawa nasce il 6 novembre 1880 a Yamaguchi (Giappone). Figlio della nipote di Inoue Kaoru (più volte ministro nipponico alla fine del XIX secolo), ottiene nel 1903 la laurea in ingegneria all’Università di Tokyo e trova lavoro alla Shibaura Seisakusho, azienda che nel 1939 si unisce con la Tokyo Denki per dare vita alla Toshiba.

Lo stipendio non è particolarmente elevato ma nonostante questo riesce a risparmiare abbastanza per andare negli USA ad imparare i metodi di lavorazione della ghisa. Tornato in patria, nel 1909 apre una fonderia – chiamata Tobata – a Kitakyshu: l’azienda da lui fondata è ancora attiva e si chiama Hitachi Metals.

Spirito imprenditoriale

Nel 1928 Yoshisuke Aikawa diventa presidente dell’azienda mineraria Kuhara (ora nota con il nome Nippon Mining & Metals) al posto del cognato Fusanosuke Kuhara, che preferisce cimentarsi nella carriera politica. Poco dopo crea la Nihon Sangyo (“industrie giapponesi”, meglio conosciuta con l’abbreviazione Nissan), che racchiude le aziende Tobata e Hitachi.

Due anni più tardi Yoshisuke acquista i pacchetti di maggioranza di 132 compagnie appartenenti alla Nissan e fonda un nuovo zaibatsu (termine nipponico per indicare una holding) che comprende quasi tutte le aziende tecnologiche più importanti del Paese come ad esempio Hitachi, Isuzu, NEC e Nissan Motors, creata alla fine del 1933.

Il trasferimento nel Manchukuo e la guerra

Yoshisuke Aikawa sposta nel 1937 il quartier generale della Nissan nel Manchukuo – stato creato dai giapponesi cinque anni prima su territori attualmente appartenenti alla Cina – e ingloba la società in un nuovo zaibatsu, la Manchurian Industrial Development Company (joint-venture tra la Casa nipponica e il governo locale). Gli affari procedono bene ma la Seconda Guerra Mondiale si avvicina: Aikawa è contrario all’alleanza del Giappone con la Germania e l’Italia ed è convinto che il conflitto sarà vinto dalla Francia e dal Regno Unito. Yoshisuke sostiene inoltre il piano Fugu, che prevede il trasferimento nel Manchukuo di rifigiati ebrei.

Nel 1942 è spinto dall’Armata del Kwantung – reparto dell’esercito nipponico di stanza nel Manchukuo – a rassegnare le proprie dimissioni da amministratore delegato della Manchurian Industial Development Group e ritorna in Giappone.

La fine della Seconda Guerra Mondiale

In seguito alla resa del Giappone Yoshisuke Aikawa viene arrestato dalle forze di occupazione statunitensi e incarcerato per 20 mesi per crimini di guerra. Durante la sua prigionia assiste al disfacimento dello zaibatsu Nissan da lui creato.

Una volta rilasciato acquista una banca e concede prestiti ad aziende impegnate nella ricostruzione del paese, diventa presidente della compagnia petrolifera Teikoku, nel 1953 viene eletto nella camera alta del parlamento giapponese e poco dopo viene nominato presidente della Japex (Japan Petroleum Exploration Company), azienda specializzata nella ricerca di idrocarburi. Negli anni Sessanta è leader del Chuseiren, la più importante associazione nipponica di piccole e medie imprese.

Yoshisuke Aikawa muore il 13 febbraio 1967 a Tokyo (Giappone) in seguito ad una colecistite.

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