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Chevrolet Captiva 2.2 VCDi 2WD (2011): pregi e difetti della SUV coreana

Design da fuoristrada, trazione anteriore.

di Marco Coletto -

Avete una famiglia numerosa? La Chevrolet Captiva 2.2 VCDi 2WD è una SUV a sette posti a trazione anteriore adatta a chi ama le forme da fuoristrada ma non percorre mai tratti in “off-road”. Un esemplare del 2011, facilmente rintracciabile a 23.500 euro, consente di risparmiare circa 5.000 euro dal prezzo di listino. Scopriamo i pregi e i difetti.

ABITABILITÀ – I posti sono sette ma quelli della seconda e della terza fila (questi ultimi oltretutto poco accessibili) non sono molto comodi: i passeggeri posteriori soffrono all’altezza delle spalle e delle gambe mentre sono parecchi i centimetri a disposizione della testa.

FINITURA – Sotto questo punto di vista è una delle migliori auto coreane mai prodotte. Assembiaggi buoni e materiali curati.

DOTAZIONE DI SERIE – Non molto completa: autoradio, cerchi in lega, climatizzatore, fendinebbia, retrovisori ripiegabili elettricamente e sensori di parcheggio.

CAPACITÀ BAGAGLIAIO – 97 litri con tutti i posti occupati (deludente) che diventano 1.577 (ottimo) in configurazione a due sedili.

POSTO GUIDA – La posizione di seduta rialzata per dominare la strada e le innumerevoli regolazioni consentono a qualsiasi guidatore di trovarsi a proprio agio.

CLIMATIZZAZIONE – L’impianto non copre in maniera adeguata i passeggeri della seconda e della terza fila.

SOSPENSIONI – Un po’ troppo dure sulle sconnessioni pronunciate.

RUMOROSITÀ – Il sound del propulsore è sempre molto contenuto.

MOTORE – Il 2.2 turbodiesel VCDi Euro 5 da 163 CV e 350 Nm di coppia è poco potente e ha un’erogazione poco lineare. La “sveglia” arriva solo una volta superati i 2.000 giri e si esaurisce rapidamente.

CAMBIO – La trasmissione manuale a sei marce ha una leva che tende ad impuntarsi quando si guida in modo allegro.

STERZO – Perde di precisione all’aumentare della velocità.

PRESTAZIONI – Particolarmente vivaci: 189 km/h di velocità massima e 9,9 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h.

DOTAZIONE DI SICUREZZA – Airbag frontali, laterali e a tendina, controlli di stabilità e trazione e quattro stelle nei crash test Euro NCAP. Senza infamia e senza lode.

VISIBILITÀ – Per fortuna che i sensori di parcheggio sono compresi nella dotazione standard: i montanti posteriori voluminosi non sono di grande aiuto in manovra.

FRENI – Appena sufficienti: non danno l’impressione di essere pronti.

TENUTA DI STRADA – Nonostante il baricentro alto ha un comportamento molto sicuro. Rollio pressoché inesistente.

PREZZO – Da nuova costava 28.335 euro, oggi si trova con facilità a 23.500 euro. Poco meno di una Nissan Qashqai 1.6 dCi “base” appena uscita dal concessionario.

TENUTA DEL VALORE – La Chevrolet Captiva restyling non sta piacendo molto. Oltretutto il pubblico predilige le varianti a trazione integrale (che sono più potenti e meglio dotate). Prevediamo un rapido calo delle quotazioni a breve termine.

CONSUMO – 15,6 km/l. Interessante.

GARANZIE – Tutte valide. La copertura globale terminerà nel 2014 (a patto che la vettura non abbia superato i 100.000 km), così come quella sulla verniciatura. Sulla corrosione la protezione dura fino al 2017.

Foto

Chevrolet Captiva (2011)

Design da fuoristrada, trazione anteriore.