Usato

Daihatsu Copen (2004)

La baby (è lunga meno di tre metri e mezzo) spider giapponese è una delle auto più particolari costruite nell'ultimo decennio.

di Marco Coletto -

La Daihatsu Copen è una delle auto più particolari mai costruite. La baby (è lunga meno di tre metri e mezzo) spider giapponese monta un motore 660 cc a benzina, ha la guida a destra, l’assetto sportivo e il tetto in metallo. Le quotazioni di un esemplare del 2004 si aggirano intorno ai 6.000 euro ma è difficile trovare qualcuno disposto a venderla a quella cifra: sono solo una ventina in Italia i modelli venduti dal 2003 al 2006 con questa particolare configurazione. Quelli commercializzati dal 2006 in avanti sono più “normali”. Scopriamo i pregi e i difetti.

ABITABILITÀ – Due posti secchi ma comodi, solo chi è alto più di 1,90 metri rischia di toccare il tetto con la testa.

FINITURA – La plancia è realizzata con plastiche rigide ma ben assemblate. Ottimi i rivestimenti in pelle dei sedili.

DOTAZIONE DI SERIE – Cerchi in lega, climatizzatore, interni in pelle e vernice metallizzata: niente male.

CAPACITÀ BAGAGLIAIO – 150 litri, troppo piccolo persino per una vacanza in coppia. Viaggiando scoperti il vano è interamente occupato dal tetto: rimane spazio solo per un paio di giornali.

POSTO GUIDA – La guida a destra non è semplice da gestire: non tanto per i sorpassi (la vettura è stretta ed è facile osservare quanto accade sull’altro lato della strada) quanto per la manovrabilità del cambio. La scalata dalla terza alla seconda marcia costringe il braccio sinistro ad un movimento innaturale.

CLIMATIZZATORE – I comandi sono facili da raggiungere mentre le bocchette sono un po’ piccoline.

SOSPENSIONI – Dure come il marmo: il comfort non è il suo punto di forza.

RUMOROSITÀ – Cresce esponenzialmente all’aumentare dei giri e ci sono troppi vortici quando si viaggia “open air”. In configurazione chiusa si avverte qualche cigolio proveniente dal tetto.

MOTORE – Il 660 cc turbo quattro cilindri a benzina Euro 3 da 68 CV e 100 Nm è più vivace di quanto possono lasciare intendere i numeri. La spinta è progressiva da 3.000 a 6.000 giri mentre sotto quella soglia va “aiutato”. La cilindrata bassa è eccellente per chi vuole risparmiare sull’assicurazione auto.

CAMBIO – La trasmissione manuale a cinque marce, caratterizzata da una leva che tende ad impuntarsi, ha una rapportatura corta perfetta ovunque tranne che nei viaggi autostradali.

STERZO – Diretto quanto quello di un go-kart. Peccato per il volante Momo gigantesco.

PRESTAZIONI – 170 km/h e 11,7 secondi. Eccellente, considerando i pochi cavalli a disposizione.

DOTAZIONE DI SICUREZZA – Non molto completa: gli airbag frontali sono di serie mentre i cuscini laterali e a tendina e l’ESP non sono disponibili nemmeno a pagamento.

VISIBILITÀ – In configurazione scoperta si parcheggia in un attimo mentre con il tetto chiuso bisogna fare i conti con il lunotto posteriore piccolo e con la coda sporgente.

FRENI – Non molto potenti.

TENUTA DI STRADA – L’assenza del controllo di stabilità si nota solo quando si esagera. L’assetto rigido e il baricentro basso garantiscono un comportamento eccezionale nelle curve.

PREZZO – Da nuova costava cara (20.131 euro), oggi la quotazione è di 6.000 euro. Ma nessuno la venderà mai a quella cifra visti i pochi esemplari disponibili in commercio.

TENUTA DEL VALORE – Le Copen con la guida a sinistra non sono molto apprezzate sul mercato dell’usato, quelle “particolari” sono invece introvabili. Il prezzo dipende molto dalle trattative tra acquirente e venditore.

CONSUMO – Basso: 15,6 km/l.

GARANZIE – Quella globale e quella sulla verniciatura sono scadute nel 2007, quella sulla corrosione nel 2010.